Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

28 febbraio 2007
Domanda 28 febbraio 2007
Cara Aduc. Vi chiederei gentilmente di voler dare un vostro parere in merito a quanto segue. Sono proprietario di un alloggio con doppi servizi ( vasca da bagno + doccia) in una palazzina bifamiliare. L'altro alloggio, identico al mio, appartiene a mio zio. Entrambi gli alloggi sono serviti da un unico contatore del servizio acquedotto (il contratto e' intestato a me e a mio zio). Per la ripartizione delle spese dell'acquedotto abbiamo sempre adottato il criterio per numero di persone. Essendo 4 persone dalla mia parte e 4 dalla parte di mio zio, l'importo della bolletta veniva diviso per 2. Il consumo complessivo si e' sempre attestato sui 150 mc ogni semestre: quindi 75 mc per ciascuna famiglia. Tale consumo, particolarmente parsimonioso, era dovuta ad uso oculato dell'acqua ad esempio usando la doccia piuttosto che la vasca e al fatto che, essendovi nei nostri nuclei familiari delle persone anziane, queste avevano l'abitudine di non fare la doccia tutti i giorni. Da quando ho affittato il mio alloggio ad una famiglia di 4 persone giovani, il consumo complessivo si e' attestato sui 350 mc ogni semestre: quindi, usando lo stesso criterio di riparazione, verrebbe 175 mc per ciacuna famiglia. Mio zio dice che ha sempre consumato in passato 75 mc e intende quindi pagare solo per 75 mc, mentre a suo dire i rimanenti 275 mc andrebbero pagati dal mio inquilino. Il mio inquilino, a cui avevo detto dall'inizio della locazione che la ripartizione era sulla base del numero delle persone, insiste nel voler pagare per 175 mc. La sua famiglia fa un uso quotidiano della vasca da bagno e non intende cambiare le sue abitudini. Ora mio zio vuole che io mi faccia carico della differenza (100 mc) che a suo dire non gli compete. Gli ho risposto che non intendo farmi carico della differenza per i seguenti motivi: A. Non sono io di certo ad aver consumato l'acqua.
B. Le abitudini di particolare parsimonia nell'uso dell'acqua da parte di mio zio non possono essere imposte ad una famiglia giovane avente altre abitudini e che comunque rientra nella media italiana dei consumi pro-capite di 250 litri/giorno (250 litri x 4 pers x 180 giorni = 180 mc al semestre).
C. Un regime presuntivo, quale quello della ripartizione in base al numero di persone, non da' la certezza del consumo pro-famiglia e quindi va accettato con i vantaggi e gli svantaggi insiti in questo criterio. Mio zio intende andare dal giudice di pace con le vecchie bollette (dove il consumo complessivo era di 150 mc) per richiedere l'addebito della differenza a mio carico. Potete per cortesia dirmi se la mia posizione e' corretta e consigliarmi sul da farsi. Grazie e cordiali saluti.
Pietro
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P.S. Abbiamo valutato di installare negli appartamenti dei contatori, ma per come e' stato fatto l'impianto, questo comporta delle grosse modifiche e costi elevati.
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Risposta ADUC
Probabilmente il giudice di pace dara' ragione a suo zio e lei dovra' pagare questa differenza in quanto aveva grantito certi costi al suo inquilino, ma come soluzione provvisoria, perche' non c'e' alternativa ai contatori separati.
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