Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 febbraio 2001
Siamo una coppia di giovani disoccupati, lavoriamo saltuariamente senza avere uno stipendio fisso mensile. Scrivo sperando di ricevere un consiglio sull'abbonamento RAI. Forse puo' sembrare ridicolo, ma credo che sia un argomento alquanto importante, degno di due minuti di attenzione.
Ci e' arrivato per posta il questionario per il pagamento del canone rai intestato a mio padre il quale e' deceduto cinque anni fa. La casa nella quale vivo e' di mio nonno, ma causa vecchiaia, non abita piu' con noi. Fino allo scorso anno ha sempre pagato mio nonno il canone rai, ma ovviamente ora quest'onere sarebbe a nostro carico.
Bene, e qui sorge il problema; primo, avendo problemi finanziari, l'unica televisione che ci siamo potuti permettere ci e' costata 19.000 in quanto difettosa e come tale la possiamo collegare solo al videoregistratore che usiamo circa 10 volte all'anno per gurdarci qualche videocassetta. Secondo, la televisione, causa orari di lavoro molto anomali, non la guardiamo mai e sottolineo mai. Terzo l'80 percento dei programmi trasmessi, personalmente li trovo cretini e/o ridicoli.
Ma a parte i problemi e le considerazioni personali che lasciano il tempo che trovano, vorrei portare l'attenzione su un particolare che ritengo non trascurabile: sulla lettera mandatami viene espressamente ricordato che " la detenzione di uno o piu' apparecchi televisivi comporta per legge (art. 1 R.D.L. 246/1938 e art. 27 L. 223/1990) l'obbligo di corrispondere il canone di abbonamento alla televisione e che la violazione di tale obbligo e' punita con una sanzione pecuniaria." A questo punto mi chiedo a cosa servano le lotte in difesa della liberta' dell'uomo! Non e' anche anticostituzionale?! Io non so di preciso che cosa riferiscano le leggi citate, ma se non ho capito male, essendo in possesso di un televisore, sono obbligato a pagare il canone. Questo viola la liberta' di scelta. Non si puo' decidere se pagare per vedere, ma solo vedere perche' ormai si e' pagato. E' contraddittorio anche al diritto di recesso che se non si e' soddisfatti, in termini di legge, si puo' entro un determinato tempo, recedere al contratto. In questo caso l'unico modo che ho per recedere al contratto e' procurarmi danno distruggendo la mia televisione da 19.000! Non solo, ma se non accettassi di perdere questa mia piccola liberta', sara' la Rai a procurarmi danno.
Non ritengo che questa sia una tassa al pari di tutte le altre tasse imposte dal nostro Stato, quindi non vedo per quale motivo debba essere obbligato a pagarla. Oppure e' una forma di finanziamento pubblico ai partiti?
Spero di ricevere una risposta, anzi, sinceramente spero che un avvocato con le palle mi scriva di una qualche speranza nella lotta contro queste ingiustizie legalizzate che ormai hanno decoscientizzato, sottomesso e svuotato il portafoglio degli abitanti di questo Paese.
Ci e' arrivato per posta il questionario per il pagamento del canone rai intestato a mio padre il quale e' deceduto cinque anni fa. La casa nella quale vivo e' di mio nonno, ma causa vecchiaia, non abita piu' con noi. Fino allo scorso anno ha sempre pagato mio nonno il canone rai, ma ovviamente ora quest'onere sarebbe a nostro carico.
Bene, e qui sorge il problema; primo, avendo problemi finanziari, l'unica televisione che ci siamo potuti permettere ci e' costata 19.000 in quanto difettosa e come tale la possiamo collegare solo al videoregistratore che usiamo circa 10 volte all'anno per gurdarci qualche videocassetta. Secondo, la televisione, causa orari di lavoro molto anomali, non la guardiamo mai e sottolineo mai. Terzo l'80 percento dei programmi trasmessi, personalmente li trovo cretini e/o ridicoli.
Ma a parte i problemi e le considerazioni personali che lasciano il tempo che trovano, vorrei portare l'attenzione su un particolare che ritengo non trascurabile: sulla lettera mandatami viene espressamente ricordato che " la detenzione di uno o piu' apparecchi televisivi comporta per legge (art. 1 R.D.L. 246/1938 e art. 27 L. 223/1990) l'obbligo di corrispondere il canone di abbonamento alla televisione e che la violazione di tale obbligo e' punita con una sanzione pecuniaria." A questo punto mi chiedo a cosa servano le lotte in difesa della liberta' dell'uomo! Non e' anche anticostituzionale?! Io non so di preciso che cosa riferiscano le leggi citate, ma se non ho capito male, essendo in possesso di un televisore, sono obbligato a pagare il canone. Questo viola la liberta' di scelta. Non si puo' decidere se pagare per vedere, ma solo vedere perche' ormai si e' pagato. E' contraddittorio anche al diritto di recesso che se non si e' soddisfatti, in termini di legge, si puo' entro un determinato tempo, recedere al contratto. In questo caso l'unico modo che ho per recedere al contratto e' procurarmi danno distruggendo la mia televisione da 19.000! Non solo, ma se non accettassi di perdere questa mia piccola liberta', sara' la Rai a procurarmi danno.
Non ritengo che questa sia una tassa al pari di tutte le altre tasse imposte dal nostro Stato, quindi non vedo per quale motivo debba essere obbligato a pagarla. Oppure e' una forma di finanziamento pubblico ai partiti?
Spero di ricevere una risposta, anzi, sinceramente spero che un avvocato con le palle mi scriva di una qualche speranza nella lotta contro queste ingiustizie legalizzate che ormai hanno decoscientizzato, sottomesso e svuotato il portafoglio degli abitanti di questo Paese.
Risposta ADUC
Ha certamente ragione, ma al momento il canone e' una tassa. Il diritto di recesso non c'entra niente -non confondiamo cose tra se' diverse.
Se vuole, puo' contribuire anche lei, firmando la nostra petizione sull'argomento, tuttavia resta il fatto che finche' la tassa rimane, la legge c'e' e va rispettata, altrimenti se ne subiscono le conseguenze.
Potrebbe, comunque, pagare ormai sino a giugno ed entro tale data inviare disdetta, specificando di aver ceduto o rottamato l'apparecchio -viste le condizioni.
Se vuole, puo' contribuire anche lei, firmando la nostra petizione sull'argomento, tuttavia resta il fatto che finche' la tassa rimane, la legge c'e' e va rispettata, altrimenti se ne subiscono le conseguenze.
Potrebbe, comunque, pagare ormai sino a giugno ed entro tale data inviare disdetta, specificando di aver ceduto o rottamato l'apparecchio -viste le condizioni.
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