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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 febbraio 2007
Domanda 20 febbraio 2007
Cara associazione consumatori, in fondo al mio messaggio vi invio un email che sta girando di computer in computer e che parla riguardo il canone Rai. Ho visto che quanto riportato nell'email e' anche riportato nel vs. sito: Parto proprio da questa frase: "Come difendersi.
1. il funzionario RAI non ha alcun diritto di entrare in casa di un privato cittadino. Lo possono fare solo le forze dell'ordine su mandato dell'autorita' giudiziaria. Pertanto, si potra' invitare il funzionario RAI ad andarsene. Se insistesse, chiamare il 113." Non sara' un loro diritto entrare in casa, ma e' un nostro dovere pagare le tasse. E poi se uno ha la Tv ed pagato il canone della Rai non vedo cosa ci sia da nascondere? Cosi' come non vedo dove stia il problema per uno che non possiede una Tv dimostrare che veramente non ce l'ha. Si parla di metodo truffaldino dell'ispettore della Rai. Ma chi e' il truffatore? Chi non ha pagato il canone o l'ispettore che verifica che sei in regola? Gli ispettori non vanno a far visita a coloro che hanno pagato il canone, ma solo coloro che non hanno pagato, presunti, ma non forse evasori. Ormai in Italia siamo abituati a far passare dalla parte dell'onesto il truffatore, il ladro, il delinquente, tutti coloro che violano la legge e dalla parte del torto gli organi di controllo. E' ora di cambiare rotta! E' ora di smettere di parlare in questo modo. Voi svolgete sicuramente un importante compito che e' quello di difendere i consumatori, ma attenzione che c'e' troppa gente che e' dalla parte del torto e che si rifugia dietro le vs. parole e l'abuso di pretendere dei diritti per nascondere violazioni di legge. E' ora di cambiare rotta! E' ora di smettere di parlare in questo modo. Sono piu' coloro che violano la legge che le vittime degli abusi. Scusate lo sfogo, ma tenete conto di quanto detto. E' ora di cambiare rotta! E' ora di smettere di parlare in questo modo. Canone RAI? Lo riscuotono cosi'. Anche quando il canone non e' dovuto. Lo segnala ADUC, che pubblica un vademecum su come a suo dire vengono espletati i controlli sul canone. E su come difendersi Roma - Molti sono gli utenti che si lamentano di aver ricevuto quella che ritengono una comunicazione indebita, una lettera che ormai da molto tempo viene spedita a tanti italiani in cui si intima loro di pagare il canone radiotelevisivo. Ora Aduc segnala che sono migliaia le segnalazioni di chi descrive "metodi intimidatori e talvolta truffaldini con cui la RAI cerca di costringere i cittadini a pagare il canone/tassa anche quando non si e' in possesso di un apparecchio tv". "Secondo la RAI - insiste l'associazione degli utenti e dei consumatori - non e' credibile che vi siano cittadini senza la televisione, ma solo cittadini che evadono le tasse". Per informare sulla questione, Aduc ha predisposto una sorta di vademecum con "i metodi piu' comuni con cui, talvolta, si e' anche costretti a pagare malgrado non si possegga la tv". Ecco di seguito le fattispecie come descritte da Aduc: I. Visita a domicilio di un funzionario RAI. Questi chiede di entrare in casa per controllare se esistono apparecchi televisivi. Alla fine della visita consegna un cedolino per il pagamento del canone/tassa e chiede una firma per ricevuta. Ma attenzione: quella firma non e' per ricevuta del cedolino, ma una vera e propria dichiarazione in cui si ammette di avere una Tv. Sulla base di questa firma, la RAI intimera' il pagamento del canone, con minaccia di pignoramenti, fermi amministrativi, ecc. Come difendersi.
1. il funzionario RAI non ha alcun diritto di entrare in casa di un privato cittadino. Lo possono fare solo le forze dell'ordine su mandato dell'autorita' giudiziaria. Pertanto, si potra' invitare il funzionario RAI ad andarsene. Se insistesse, chiamare il 113.
2. Non firmare MAI tutto cio' che e' offerto da un funzionario RAI. Ritirare eventualmente il cedolino, qualora il funzionario insistesse, e farne l'uso che si crede (segnalibro, carta da riciclare, ecc.).
3. Per i cittadini piu' indignati. Se possibile, invitare un testimone ad assistere alla conversazione con il funzionario. Quando e se chiedera' la firma "per ricevuta" del cedolino (nascondendo il fatto che in realta' vi spinge con l'inganno a firmare un'autodichiarazione di colpevolezza), fare un esposto alla Procura della Repubblica (il testimone potra' corroborare questa versione dei fatti). II. Invio annuale del cedolino per il pagamento del canone/tassa. Per posta, con tanto di lettera intimidatoria, nonostante si sia gia' inviata in passato una lettera raccomandata (o una diffida) in cui si e' dichiarato di non avere la tv. Se ogni anno non si risponde per raccomandata, cominciano ad arrivare lettere della RAI sempre piu' intimidatorie, come la minaccia di un fermo amministrativo dell'auto se non si paga il canone entro 20 giorni. Come difendersi.
1. Inviare alla RAI la diffida "Non ho la tv e non vi pago".
2. Ogni successiva missiva della RAI, se consegnata per posta ordinaria, puo' essere ignorata.
3. Se vi fosse recapitata una ulteriore richiesta di pagamento del canone/tassa per raccomandata, rispondere subito con una diffida come sopra. In questa sede, formulare anche una richiesta di risarcimento del danno (costi della raccomandata, perdite di tempo, ecc.).
III. La RAI contrattacca. Dopo aver risposto per lettera raccomandata o con una diffida alle richieste di pagamento del canone/tassa, la RAI contrattacca facendo richiesta di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta' con cui si dovrebbe dichiarare di "non essere in possesso di alcun apparecchio atto od adattabile alla ricezione di programmi televisivi, compresi personal computer, decoder digitali ed altri apparati multimediali". Come difendersi.
1. Prima di tutto, non e' necessaria alcuna dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta'. Basta una lettera raccomandata in cui si dichiara di non avere la tv. Quello della RAI e' solo un tentativo di sfiancare il cittadino e costringerlo a pagare per stanchezza.
2. Contrariamente a cio' che dice la RAI, il canone/tassa lo si deve pagare solo per il possesso della televisione o di un computer con scheda Tv (ovvero, dove vi sia una scheda che permette l'allaccio diretto dell'antenna tv al computer). Ignorare pertanto la richiesta per il possesso di un computer solo perche' connesso ad internet, di un videofonino, et similia.
3. Se la lettera della RAI e' stata recapitata per posta ordinaria, si puo' ignorarla.
4. Se la richiesta dell'atto di notorieta' giungesse per raccomandata, rispondere con una diffida.
Daniele, da Cormons

Risposta ADUC
La ringraziamo della sua mail, che pubblichiamo. Da anni portiamo avanti una battaglia per l'abolizione del canone/tassa RAI, e "collezioniamo", tramite le mail dei nostri utenti, metodi molto poco ortodossi, piu' da Stato di polizia che da pubblica amministrazione, utilizzati dai funzionari RAI. Le consigliamo di dare un'occhiata a questa sezione del nostro sito: clicca qui
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