Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 febbraio 2007
In data 8/02/07 ricevo una raccomandata contenente l'accertamento di violazione dell'art. 126/2bis del CdS "poiche' senza giustificato motivo non ottemperava all'invito di fornire informazioni sui dati personali di colui che in data 07/07/2006 alle h. per violazione dell'art. 146 notificato alla S.V. Secondo la logica e il buon senso, l'aver provveduto a pagare la multa a me intestata nei tempi previsti significa confermare di essere io ad aver commesso l'infrazione: diversamente era mio interesse comunicare gli altri dati per non subire la decurtazione dei punti dalla patente. In seguito al pagamento del verbale non ho ricevuto notifiche che mi sollecitassero o almeno informassero delle conseguenze dell'infrazione all'art. 126/2 bis: 261euro di multa!. Chiedo quindi se dalla Vs. esperienza e conoscenza di casi simili posso sperare in un esito positivo a mio favore qualora presentassi ricorso al giudice di Pace. Grazie in anticipo per la Vs. attenzione.
Elena, da Veniano
Elena, da Veniano
Risposta ADUC
Si' puo' fare ricorso entro 60 giorni dalla notifica del verbale presso il giudice di pace. Naturalmente e' necessario anche avere una motivazione valida, come ad esempio il fatto che non le era mai arrivato il primo verbale, o che questo non aveva indicazioni chiare su come segnalare i dati del conducente. In altre parole, non si puo' ricorrere solo perche' si credeva che la legge fosse differente. L'altra possibilita' e' quella di ricorrere contro la multa per incostituzionalita' della previsione del codice della strada. Se non e' escluso che il giudice di pace accetti di sottoporre il quesito alla Corte costituzionale, e' difficile che quest'ultima accolga il rilievo. Infatti e' stata la stessa Corte (in modo improprio) a prevedere il verbale aggiuntivo per i privati: clicca qui
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