Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 febbraio 2007
Alla fine di novembre dello scorso anno portai in riparazione un orologio a pendolo risalente ai primi del novecento presso un riparatore della capitale, che mi aveva precedentemente assicurato di essere in grado di effettuare restauri di questo genere. Qualche giorno dopo la consegna dell'orologio ricevo una telefonata dal dallo stesso che mi comunicava l'importo del preventivo di riparazione. Accettavo lo stesso e mi veniva fissato il tempo di riconsegna a circa trenta giorni, purtroppo il tutto verbalmente. La data di consegna venne spostata molte volte successivamente a causa della particolare riparazione. Finalmente qualche giorno fa' a seguito di mia insistenza vengo convocato per il ritiro dell'oggetto. In negozio lo verifico e mi rendo immediatamente conto che lo stesso era stato modificato nel funzionamento della suoneria, ed il lavoro eseguito in maniera grossolana e con ricambi presumibilmente commerciali non realizzati ad ok come promesso. Alle mie rimostranze l'esercente risponde di non saper nulla del lavoro perche' eseguito da altri, di non conoscere assolutamente come funzionava in precedenza la suoneria e di non avere alcuna intenzione di adempiere alla mia richiesta di ripristinare le cose come in origine. A questo punto non ho ritirato l'orologio e gli ho detto di provvedere comunque al ripristino. Premetto che tale intervento ha sicuramente deturpato il bene facendogli perdere il suo valore collezionistico. Come posso far valere le mie ragioni? Vi ringrazio anticipatamente.
Pasquale, da Velletri
Pasquale, da Velletri
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