Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 febbraio 2001
Domanda 17 febbraio 2001
Egregi Signori,
conosco la Vostra associazione in difesa dei consumatori, per cui vi invio l'articolo allegato, restando a Vostra disposizione per ulteriori approfondimenti.
Distintamente.
IL MAGISTRATO: FU UNA DECISIONE ARBITRARIA
Gli chiusero il Conto: condannate le Poste
Si ritrovo’ improvvisamente senza il conto corrente che aveva aperto in un ufficio postale cittadino. Per il vigile urbano P.R. si profilava un futuro da... truffatore, perche’ tutti i paganemti effettuati con assegni postali sarebbero stati inesorabilmente protestati. Ma non si arrese di fronte alla decisione unilaterale dell'Ente Poste Italiane di estinguergli il conto corrente e oppose ricorso in Tribunale. Ieri i giudici della prima sezione civile del tribunale gli hanno dato ragione. Con un provvedimento provvisorio, in attesa della causa che dovra’ quantificare i danni subiti da P.R., il giudice ha ordinato alle Poste di riaprire il conto corrente. In giudizio l'amministrazione postale, fino a questo momento, non si e’ costituita. L'incredibile vicenda inizio’ ad agosto dell'anno scorso: P. R. scopri’ che il suo conto postale e’ stato estinto - senza che nessuno ne lui ne altri ne avesse fatto richiesta - sol perche’ le Poste avevano commesso un errore, modificando le coordinate del conto. "Ci dispiace - risposero all'ufficio di piazza degli Artisti al Vomero - ripristinare il numero corretto non e’ possibile, il conto lo abbiamo estinto". "Ho rischiato di passare per truffatore", ha spiegato il vigile al giudice che ha accolto il ricorso urgente presentato dal legale di P.R., ordinando la ripaertura del conto e ha fissato per il 21 maggio l'udienza di merito.

Risposta ADUC
La ringraziamo per l'informazione.
Sicuramente, e' una vittoria piacevole.
Effettivamente, la grossolaneria delle poste e' stata in questo caso veramente marcata.
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