Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 febbraio 2007
Buongiorno, nel mese di marzo 2006 mi sono recata presso un canile gestito da volontari per adottare un cucciolo. Trovai una cagnetta di circa due mesi e la portai a casa. La cagnetta era molto timida e impacciata ma io pensai che cio' fosse dovuto al fatto che era ancora piccola. La portai dal veterinario per i vaccini e il medico mi consiglio' di rivolgermi ad un addestratore comportamentista perche' noto' che la cagnetta aveva delle turbe comportamentali. Portai la cagnetta dal comportamentista che la tenne con se' quindici giorni,a fronte di una notevole spesa da parte mia, ma i problemi rimasero tali e quali. Tornai al canile (erano passati gia' i trenta giorni di tempo per la restituzione) lamentandomi della situazione e chiedendo che potessero riprenderla ma i volontari mi dissero che non avevano posto. Continuai a tenerla con me e la feci visitare da un veterinario comportamentista che la tenne in cura con una terpia antidepressiva ma non ci fu nessun risultato. Provai ad andare da un altro veterinario comportamentista ma anche la nuova terapia falli'. Ho sostenuto, fino a questo momento, notevoli spese nel tentativo di curare questa cagnetta e la diagnosi che mi e' stata riferita e' riconducibile a delle turbe comportamentali di natura genetica. La cagna, che ormai ha una taglia medio-grande, fa tutti i suoi bisogni esclusivamente a casa perche' appena la porto fuori in strada comincia a tremare e cerca riparo cercando di infilarsi sotto le macchine parcheggiate. Se accolgo degli ospiti a casa lei, dalla paura, si fa i bisogni addosso. Se esco e la lascio per qualche oretta trovo oggetti rosicchiati e sparsi dappertutto. Se tento di farla stare in una determinata stanza del mio appartamento si dispera lanciandosi contro la porta fino a romperla. Ormai, anche quando io sono in casa non fa altro che cercare di distruggere tutto cio' che le e' possibile. La mia vita e' un inferno. Voglio molto bene a questa cagnolona ma mi rendo conto che continuando di questo passo rischiero' un esaurimento nervoso. Circa due mesi fa sono ritornata al canile per spiegare tutta la vicenda e pregarli che la riprendessero ma loro mi hanno risposto che non potevano farlo e che io avrei potuto far abbattere la cagna e risolvere il problema. Tra l'altro la sorella della mia cagna vive ancora nello stesso canile e palesa lo stesso tipo di turbe genetiche. Vorrei sapere se le responsabilita' dei volontari del canile cessano nel momento in cui riescono a cedere un loro cane, indipendentemente dal fatto che il cane in questione sia affetto da problemi cosi' gravi e irrisolvibili che, come in questo caso, si sono manifestati nella loro drammaticita' dopo i trenta giorni di tempo per la restituzione. Vi ringrazio per l'attenzione e spero in una vostra risposta.
Maria, da Gela
Maria, da Gela
Risposta ADUC
Purtroppo, dovra' scegliere fra il suo eusarimento nervoso e l'abbattimento del cane. Crediamo che il canile sia autorizzato all'abbattimento di cani ingestibili. Comprendiamo la difficolta' della scelta, ma le ricordiamo che non puo' abbandonare il cane (per legge, e forse anche per il cane stesso).
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