Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 febbraio 2007
Domanda 7 febbraio 2007
E' da anni che risiedo a Firenze in una casa sprovvista di televisore. Infatti, anche se puo' sembrare strano, lavoro tutto il giorno in Universita' e la sera, quando torno a casa, me ne vado a letto a leggere senza il bisogno di passare la serata davanti a qualche reality o a Pippo Baudo. E' da altrettanti anni che la Rai mi tartassa con avvisi piu' o meno minacciosi mancato pagamento del canone. Io regolarmente rispondo, ma ogni tanto questi fanno finta (?) di non ricevere risposta e mi mandano solleciti ancora piu' minacciosi. E in effetti non vedevo l'ora che arrivasse un benedetto controllo da parte della Finanza o da qualche incaricato Rai, cosi' magari questa storia potra' avere fine. Ora, dopo l'ennesimo avviso (Rai) seguito da risposta (mia) e sollecito per la mancata risposta (Rai), dopo la mia ulteriore risposta mi arriva la comunicazione che per chiudere la mia pratica c'e' bisogno di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta' (quindi vogliono buttarla dall'eventuale irregolarita' amministrativa ad un reato penale) con cui doveri dichiarare di: "non essere in possesso di alcun apparecchio atto od adattabile alla ricezione di programmi televisivi, compresi personal computer, decoder digitali ed altri apparati multimediali". Se una parte della dichiarazione mi sembra piu' che dovuta, la parte chi riguarda i personal computer e gli altri apparati multimediali in genere, e' a mio parere e' un abuso. Non posso dichiarare di non avere un PC in quanto il mio lavoro di docente universitario ad Ingegneria mi obbliga a possederne ed utilizzarne uno (che faccio, smetto di lavorare o torno al pallottoliere?). E poi, detto e dichiarabile che il mio "non e' atto" alla ricezione di programmi televisivi, come posso dichiarare in assoluto che esso non sia "adattabile" allo scopo (magari con schede apposite, antenne, parabole od altro)? Si sa che in teoria con la tecnologia e i computer tutto e' possibile, ma come faccio a dichiarare cose di cui non sono a conoscenza? E se mi arriva un perito che mi dimostra che acquistando una qualche periferica potrei al limite ricevere Rai1? Il fatto che quando si acquista in PC non alleghino un bollettino per il pagamento del canone Rai, come fanno per i televisori, puo' lasciarmi tranquillo? E il discorso degli "apparati multimediali" in genere e' fin troppo vago: come considerare il telefonino? E la radio o il lettore mp3 (che comunque non ho)? Ho poi letto sul vostro sito che "si deve pagare qualora si abbia accesso ad (.) un computer con scheda tv (ovvero dove vi sia una scheda che permette l'allaccio diretto dell'antenna al computer) ". Il che mi sembrerebbe logico. Tuttavia sul modulo di atto di notorieta' che mi hanno inviato non c'e' scritta la stessa cosa: li' si va ben oltre! Qui si vuole incastrare il cittadino non perche' commette una irregolarita' (vedere abusivamente la televisione, senza pagare il canone), ma perche' semplicemente avrebbe, al limite, la possibilita' di farlo. E' peggio di un processo alle intenzioni! A margine mi chiedo perche', invece di massacrarmi tutti gli anni con avvisi, solleciti e dichiarazioni, non vengono a farmi una semplice verifica a sorpresa? Sanno dove abito e sarei ben lieto di farli accomodare. Invece sembra che il canone Rai sia diventato una tassa aggiuntiva sulla casa (invece che di possesso di un televisore), se non al limite sulla propria esistenza. Ma e' possibile che lo Stato non riesca a concepire un cittadino che non possiede un televisore? Vi ringrazio, e scusate lo sfogo. Cordiali saluti.
Mirko, da Firenze

Risposta ADUC
Si limiti ad inviare alla Rai questa diffida per racc. ar: clicca qui Il resto sono solo intimidazioni. Per cortesia, potrebbe inviarci per posta ordinaria o per allegato email la lettera della rai in cui si chiede l'atto di notorieta'?
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