Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 febbraio 2007
Domanda 6 febbraio 2007
Mi rivolgo a voi con la speranza che mi possiate dare dei consigli, inerenti alla risoluzione di un mio problema bancario. La storia e' un po' complessa, ma tentero' di essere piu' palese e coincisa possibile. Ad agosto del 2003 ho acquistato un immobile come prima casa, avendo bisogno di una casa piu' grande ed avviandomi ad una nuova attivita' commerciale, per la quale serviva avere un magazzino, la casa che acquistai era costosa ma mi permetteva di associare tutte due le esigenze. Per cui accesi un mutuo trentennale, e la rata veniva intorno ai mille euro. Purtroppo mio malgrado, dopo 2 anni dell'accensione del mutuo non potei piu' pagare la rata, poiche' la mia citta' fu invasa da un alluvione, la quale provoco' un allagamento di quasi 2mt di acqua nel mio magazzino, e persi tutta la merce del magazzino e subii danni stimati dai periti comunali per circa euro 30000,00. Il comune chiese lo "stato di calamita' naturale" e la regione riconobbe dei risarcimenti, che ai cittadini non vennero mai elargiti essendo gli stessi stati impegnati, a detta dell'amministrazione comunale, per il rifacimento delle strade e delle fogne cittadine. Cosi' mi ritrovai, senza lavoro e senza nemmeno esser risarcita dall'assicurazione sulla casa, la quale non mi ha liquidato in quanto i danni sono stati causati da calamita' naturale, oltre come ho gia' detto senza nemmeno il risarcimento del Comune. A distanza di 2 anni nei quali cercai di spiegare via telefono, fax e raccomandate, alla banca la mia situazione, decisero di estinguere il mutuo e di richiedermi l'intero importo erogatomi del mutuo. Venne un ufficiale giudiziario a casa, il quale mi porto' la richiesta fatta al tribunale della messa in vendita all'asta del mio immobile. All'incirca sei mesi fa mi arrivo' una lettera, nella quale la banca mi faceva sapere che non avevo piu' nulla a che fare con loro, e che a la mia pratica era stata ceduta ad un ufficio di recupero crediti. Contattai detto ufficio e mi dissero, che se volevo sanare la cosa, dovevo comunque prima saldare totalmente le rate scadute che ammontavano a circa € 10,500 piu' gli interessi e le spese legali sostenute, dopodiche' avrebbero potuto fare domanda alla banca di reintegro del mutuo. Io dissi che mi serviva tempo per avere quella cifra e che comunque avrei pagato solo dopo avermi dato la conferma solenne che la banca mi avrebbe riacceso il mutuo. Ricontattai l'ufficio un mese piu' tardi poiche' avrei voluto pagare le rate insolute per avere l'esatto importo delle spese e degli interessi calcolatomi, mi dissero che avrei dovuto pagare in tutto euro 34000,00, che se si sottrae il debito effettivo di euro 10500,00, rimangono come spese ed interessi circa euro 22500,00. La signora con la quale parlai convenne anche lei sull'assurdita' della richiesta, ma mi disse che avrei dovuto pagare tutta questa cifra insieme e che queste erano le disposizioni che lei aveva, e che al massimo avrebbe potuto "rateizzarle" in rate di euro 6000,00 mensili per sei mesi, mi sembro' ancora di piu' una vera e propria esosita' alla quale comunque non potevo far fronte. Da allora scrivo, per avere notizie per poter risolvere la cosa, ma la banca se ne lava le mani e l'ufficio recupero crediti non risponde. Vorrei sapere cosa posso fare, a chi mi devo rivolgere, e se e' legalmente giusta la richiesta di euro 22500,00 di spese ed interessi per 2 anni. Vi ringrazio per l'attenzione che vorrete porgermi e porgo distinti saluti.

Risposta ADUC
Ci spiace di non poterla consigliare, ma la questione e' cosi' complessa e articolata che, anche per dare un minimo di indirizzo, occorre consocere tutte le carte della vicenda, leggere contratti... tutto quello che puo' fare solo un consulente locale di sua fiducia.
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