Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 ottobre 1999
Domanda 6 ottobre 1999
6-Ott-99
Assisto in questi giorni, come tutti, alle numerosissime disquisizioni sull'eccessivo aumento del prezzo della benzina che non ha eguali in tutti i paesi europei. A mio modesto parere esiste una soluzione, molto semplice e senza alcuna controindicazione, che consentirebbe un equilibrio del prezzo della benzina intorno a valori di reale prezzo di mercato: il completo ridisegno della tassazione della benzina.
Mi spiego. Nella situazione attuale il prezzo della benzina e' costituito al 30% circa dal costo industriale e di commercializzazione del prodotto, e per il restante 70% da diversi tipi di tasse (accise, imposte vaire, tassa ecologica ecc. ecc.). Quando le compagnie petrolifere provano a farsi concorrenza, possono agire soltanto sul 30% di loro competenza. Su tale quota le compagnie sono arrivate anche a sconti pari quasi al 25% (ad esempio API e TAMOIL: sconto di 120 L/litro). Tale sconto, pur comportando (presumo) un notevole sforzo per la compagnia petrolifera, comporta in realta' una riduzione di prezzo poco piu' che marginale per il consumatore. Ed e' percio' che le compagnie anziche' farsi concorrenza sul prezzo, cercano di attrarre i consumatori con campagne pubblicitarie dai costi miliardari, o con raccolte di diverso genere, ma tutte tese ad assicurarsi la "fedelta'" del consumatore.
Risultato finale: il costo della benzina, anziche' ridursi per effetto della concorrenza, aumenta a causa delle spese ed oneri accessori che le compagnie sono costrette ad inventare per convincere i consumatori a fermarsi sempre negli stessi distributori.
La soluzione da me proposta e' la seguente: il prezzo della benzina deve essere fissato dal gestore, alla pompa, per la quota di costo di competenza sua e della compagnia petrolifera. Il resto, e cioe' tasse di ogni genere, accise ecc. ecc. viene fissato di conseguenza in percentuale fissa ed uguale per tutti sul costo fissato dal gestore. Un esempio servira' ad illustrare meglio il concetto:
Situazione attuale:
Parte del prezzo della benzina che va al gestore, e su cui egli puo' agire con lo sconto: circa    L.550
Parte del prezzo della benzina costituito da tasse, imposte ecc.:
circa                                      L. 1.400
Costo totale
L. 1.950
Sconto del 15% circa offerto dal gestore
L.      90

Prezzo al consumatore
L. 1.860

Nella situazione da me indicata i prezzi invece sarebbero:
Parte del prezzo della benzina che va al gestore: circa L.550
Sconto del 15% circa offerto dal gestore L.90

Prezzo iniziale al netto di tasse, imposte, accise ecc. ecc.   L. 460
Parte del prezzo della benzina costituito da tasse, imposte ecc. 255%* di L. 460              L. 1.173

Prezzo al consumatore L. 1.633
(*il 255% e' pari alla percentuale globale delle tasse rispetto al
prezzo industriale nel primo esempio).

In questo modo cioe' si renderebbe la tassazione sulla benzina trasparente al mercato: mentre nella situazione attuale le tasse eliminano la possibilita' per le compagnie petrolifere di farsi concorrenza sui prezzi, nella nuova situazione le tasse diventano invisibili, cosi' come avviene per quasi tutti i prodotti di mercato. Si avrebbe la possibilita' pertanto di risparmiare realmente, scegliendo oculatamente il distributore presso cui servirsi fino anche al 25% del costo attuale di un pieno.
Per quanto riguarda poi le entrate tributarie, sara' molto semplice, sulla base dei consumi globali stimati anno per anno, "tarare" la percentuale di tasse su un valore tale da garantire le entrate desiderate per lo stato.
Sarei molto curioso di conoscere il vostro parere in merito.
Distinti saluti






Risposta ADUC
I nostri complimenti. La sua proposta e' molto interessante e giusta. Il Governo non puo' essere d'accordo, visto che questo comporterebbe una perdita patrimoniale che sembra disposto a fare solo a parole.
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