Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

24 gennaio 2007
Domanda 24 gennaio 2007
Mesi fa mi sono recato in un negozio dove vendevano cucine con un mio disegno della mia cucina, e col venditore abbiamo iniziato a trattare una delle sue cucina. Il venerdi' seguente io e la mia compagna siamo ritornato da lui per parlare di nuovo della stessa cucina eravamo quasi convinti di prenderla e mi ha fatto firmare il disegno fatto da lui l'elenco degli elettrodomestici e un altro folio dove era descritta la cucina che mi interessava e in fondo al foglio una sua dichiarazione scritta a biro che dice" versera' caparra il giorno lunedi' 15/5" (premetto che sui fogli che ho firmato non ci sono le clausole). Il giorno che lui sarebbe dovuto venire a casa mia per prendere le misure. Lunedi' 15 lo chiamo per dirgli che non voglio piu' prendere la cucina. Lui continua a chiedermi la caparra tramite l'avvocato e mi ha citato anche dal giudice di pace. Secondo voi ha ragione a chiedermi la caparra? Che danno gli Ho potuto procurare se il giorno che ho firmato era VE. E il giorno di rinuncia era il LU. Sucessivo? Si puo' far firmare un contratto senza far sapere al consumatore le clausole? E poi doveva venire a casa mia per prendere le misure, e quindi se le misure non andavano bene ero costretto a prendere quelle cucina comunque perche' ormai avevo firmato il contratto! e' lecito fare firmare il contratto al consumatore per poi costringerlo a comprare ancora prima di avere preso le misure ??? Aspettando una vostra risposta vi ringrazio e vi saluto.
Giuseppe, da Bologna

Risposta ADUC
Anche se non c'e' un classico contratto, cio' che e' stato firmato potrebbe essere sufficiente al giudice per condannarla al pagamento della penale, ovvero la caparra, perche' l'esistenza di un accordo e' sottintesa e quindi la penale sarebbe dovuta (per sua inadempienza). Certo manca una sua palese adesione all'ordine, e comunque una quantificazione dello stesso -e conseguentemente della caparra-. Non sappiamo fare una previsione, che in ogni caso sarebbe del tutto ininfluente. E' bene che si pronunci un giudice, anche se l'ideale sarebbe giungere ad un accordo amichevole, anche considerando che l'accordo -riguardo all'acquisto- c'era veramente.
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