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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 gennaio 2007
Domanda 23 gennaio 2007
Gentile Associazione, sono vittima di quello che credo possa definirsi un raggiro da parte di una societa' di telefonia. Siccome si sono rivolti ad un avvocato, vorrei chiedervi un consiglio su come procedere. Per illustrarvi meglio il caso vi allego qui sotto la lettera di risposta che ho preparato e che descrive la situazione. Ringraziandovi anticipatamente, vi porgo i miei cordiali saluti.
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Spett.le Avv. In risposta alla Sua lettera relativa alla pratica in oggetto, voglia essere informato rispetto alla situazione attuale in merito alla mia posizione. Le riporto per Sua comodità il testo della raccomandata da me inviata il 15/01/2007 al Suo cliente. Scrivevo 'Vogliate per cortesia procedere con l'interruzione immediata dell'invio delle fatture a mio carico, in quanto certamente frutto di un errore, non avendo io sottoscritto in alcun modo alcun contratto per i Vostri servizi telefonici, come spiegherò tra breve in questa lettera. Sulle fatture mi identificate con codice cliente. Procedo ora a spiegare la natura di quello che credo sia un Vostro errore. Circa un paio di anni fa un Vostro operatore mi telefonò per motivi commerciali, violando la mia riservatezza, in quanto sugli elenchi pubblici non appariva il simbolo della cornetta che autorizza all'uso del numero di telefono a fini commerciali. Durante tale telefonata l'operatore mi illustrò un'offerta commerciale per telefonia fissa alternativa a quella di Telecom Italia. Io dissi che non m'interessava ma l'operatore ribadì che perdevo un'occasione e che non mi sarebbe costato nulla provare il servizio per due mesi, durante i quali avrei potuto telefonare gratuitamente digitando un determinato il prefisso (credo 155). Quindi mi spiegò che trascorso tale periodo avrei potuto aderire all'offerta e sottoscrivere il contratto, che avrebbe determinato il distacco da Telecom e il passaggio a Wind. Mi fece seguire una procedura telefonica che si chiuse con una telefonata di prova, che io feci utilizzando il prefisso 155 per verificare l'abilitazione del servizio provvisorio. Ribadii inequivocabilmente all'operatore che senza un contratto scritto io non accettavo alcuna offerta e non sottoscrivevo alcun contratto. Oltre a tale telefonata non ho mai più utilizzato tale prefisso, ne sottoscritto alcun contratto ne disdetto il servizio Telecom. Ho preferito Telecom, anche a causa della mia diffidenza verso questo tipo di iniziative commerciali. Qualche sera fa ho ricevuto una nuova proposta commerciale al telefono da un Vostro operatore, che ho congedato velocemente dichiarando il mio disinteresse. A tal proposito Vi chiedo gentilmente di comunicarmi per iscritto a) come siete venuti in possesso del mio numero telefonico in entrambe le occasioni, b) cosa Vi ha indotti a pensare di essere autorizzati a chiamarmi per offerte commerciali e, soprattutto, c) cosa Vi ha indotto a ritenere che io avessi accettato e sottoscritto la Vostra offerta. Certo di aver chiarito l'equivoco chiudo questa mia lettera diffidandoVi dall'ulteriore invio di fatture e solleciti di pagamento relativi a tale ipotetico contratto. In caso contrario sarò costretto a tutelare i miei diritti con l'aiuto dell'associazione di tutela dei diritti dei consumatori alla quale mi sono rivolto. In attesa di riscontro alla mia richiesta di cui sopra, Vi porgo i miei migliori saluti. RingraziandoVi per l'attenzione.
Mi sono permesso di riportarLe il testo di cui sopra in quanto dalle date dell'invio della Sua lettera credo Lei non abbia avuto il tempo di leggerlo. Certo che Lei avrà capito la situazione la prego di informare il Suo cliente e di comunicarmi per iscritto le risposte alle mie domande a) b) e c). In attesa di riscontro, Le porgo i miei cordiali saluti.

Risposta ADUC
La diffida va bene, se inviata per raccomandata a/r. E' bene che, anche in sede di eventuale conciliazione (il primo passo che dovra' probabilmente fare, presso il CORECOM regionale), il gestore sia obbligato a documentare il rapporto e soprattutto i presupposti di emissione delle fatture. Dobbiamo pero' fare gli avvocati del diavolo, dicendole di far molta attenzione al contratto e a cio' che questo prevedeva. Puo' darsi, infatti, che non vi fosse alcun periodo di prova, o che lo stesso si intendesse prorogato tacitamente in assenza di specifica comunicazione in senso opposto. Il suo iniziale consenso, ed anche la prima telefonata (pur se e' la sola) potrebbe aver fatto legittimamente attivare un contratto -anche senza una firma-, e il suo silenzio successivo (assenza di contestazioni, richieste di disattivazione, etc.), avrebbe potuto fare il resto. Ovviamente parliamo in generale, perche' non conocsiamo ne' il contratto ne' il contenuto delle fatture. In sede di conciliazione forse potra' comprendere lei stesso maggiori dettagli della cosa.
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