Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
12 febbraio 2001
Sono finito nella rete di BENVIEW ITALIA s.r.l. acquistando una multiproprieta` al prezzo di Lit. 19.600.000. Avete piu` volte trattato questo argomento per cui mi pare inutile aggiungere ulteriori dettagli. Vorrei porvi alcuni quesiti:
1. Nei prossimi giorni (14/02/2001) verra` a farmi visita l'incaricato della Benview, rischio ulteriori ripercussioni se non lo saro` entrare in casa?
2. Sulle condizioni di contratto vengono quantificate nella misura del 3% le spese di cancelleria (...Art. 6 Acquisizione: La proponente per l'espletazione delle funzioni di acquisizione, provvede alle operazioni di cancelleria, allo svolgimento delle attivita` telefoniche, alla trasferta di personale specializzato,.... quantificate complessivamente nel 3% del corrispettivo trattato) Dovro` quindi pagare (19.600.000 x 3 / 100) = Lit 588.000?
3. Sara` loro cura inviarmi tale notifica di pagamento?
4. Cosa potrebbe accadere nel caso in cui decidessi di non pagare tale cifra?
1. Nei prossimi giorni (14/02/2001) verra` a farmi visita l'incaricato della Benview, rischio ulteriori ripercussioni se non lo saro` entrare in casa?
2. Sulle condizioni di contratto vengono quantificate nella misura del 3% le spese di cancelleria (...Art. 6 Acquisizione: La proponente per l'espletazione delle funzioni di acquisizione, provvede alle operazioni di cancelleria, allo svolgimento delle attivita` telefoniche, alla trasferta di personale specializzato,.... quantificate complessivamente nel 3% del corrispettivo trattato) Dovro` quindi pagare (19.600.000 x 3 / 100) = Lit 588.000?
3. Sara` loro cura inviarmi tale notifica di pagamento?
4. Cosa potrebbe accadere nel caso in cui decidessi di non pagare tale cifra?
Risposta ADUC
Non rischia nulla di piu': farlo entrare potrebbe invece essere addirittura peggio, poiche' c'e' il rischio che la convincano a firmare qualcos'altro o comunque le facciano paura (non e' invece possibile attendersi nessun vantaggio).
Per quanto riguarda le spese accessorie, le stesse sono effettivamente richiedibili sulla base della legislazione in materia.
Tuttavia, potrebbe essere opinabile la richiesta impostata come sopra, ossia come percentuale sul valore invece che come dettaglio specifico delle varie voci di spesa.
Siamo comunque incerti sull'esito di un eventuale ricorso: un giudice di pace potrebbe valutare comunque legittimo il principio di tale richiesta e conseguentemente -anche riconoscendo la contestabilita' della forma della stessa- sancire il diritto al rimborso di specifiche somme che non sarebbero poi molto inferiori a quella gia' pretesa, con il rischio -pero'- di ulteriori aggravi per spese di giudizio. Consigliamo dunque di tentare la contestazione (nella lettera di recesso, citi il seguente stralcio dell'art.5 del decr. Legisl. 427/98:
il compratore "deve rimborsare al venditore solo le spese sostenute e documentate per la conclusione del contratto e di cui e' fatta menzione nello stesso, purche' si tratti di spese relative ad atti da espletare tassativamente prima dello scadere del periodo di recesso", il che tenderebbe ad escludere il generico 3%, richiedendo un dettagliato e specifico elenco) con la conseguente diffida dal pretendere tali indebite cifre, in quanto la richiesta e' in contrasto con la norma -minacciando, in caso contrario, di adire le vie legali.
A seconda della risposta e di quello che si sentira' di fare, potra' agire in seguito.
Per quanto riguarda le spese accessorie, le stesse sono effettivamente richiedibili sulla base della legislazione in materia.
Tuttavia, potrebbe essere opinabile la richiesta impostata come sopra, ossia come percentuale sul valore invece che come dettaglio specifico delle varie voci di spesa.
Siamo comunque incerti sull'esito di un eventuale ricorso: un giudice di pace potrebbe valutare comunque legittimo il principio di tale richiesta e conseguentemente -anche riconoscendo la contestabilita' della forma della stessa- sancire il diritto al rimborso di specifiche somme che non sarebbero poi molto inferiori a quella gia' pretesa, con il rischio -pero'- di ulteriori aggravi per spese di giudizio. Consigliamo dunque di tentare la contestazione (nella lettera di recesso, citi il seguente stralcio dell'art.5 del decr. Legisl. 427/98:
il compratore "deve rimborsare al venditore solo le spese sostenute e documentate per la conclusione del contratto e di cui e' fatta menzione nello stesso, purche' si tratti di spese relative ad atti da espletare tassativamente prima dello scadere del periodo di recesso", il che tenderebbe ad escludere il generico 3%, richiedendo un dettagliato e specifico elenco) con la conseguente diffida dal pretendere tali indebite cifre, in quanto la richiesta e' in contrasto con la norma -minacciando, in caso contrario, di adire le vie legali.
A seconda della risposta e di quello che si sentira' di fare, potra' agire in seguito.
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