Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
11 febbraio 2001
Vorrei solo sottoporvi una riflessione sulla legge sui passaporti. Sono un Italiano che non trovando lavoro in Italia, come tanti altri lo ha trovato all'estero.
Vivendo qui ho scoperto un articolo della legge sui passaporti che considero piuttosto ingiusto.
Gli emigrati all'estero per motivi di lavoro, hanno diritto a ottenere un passaporto esente da bolli.
Questa legge consente di evitare problemi come essere multati all'ingresso della frontiera Italiana perche' il bollo non e' stato rinnovato (all'estero i tabaccai non lo vendono), o dover recarsi al piu' vicino consolato (magari a 1000 km) per acquistare un bollo.
Al momento di rilasciare il passaporto pero', i consolati considerano emigrante solo chi "sia emigrato per svolgere lavori manuali o di piccolo traffico", come recita un Regio Articolo del 1919. A parte il piccolo traffico che non si e' ben capito cosa sia, trovo piuttosto ingiusta questa distinzione per diversi motivi:
- la distinzione tra lavori manuali e non manuali e' talora ambigua, considerando che il regio legislatore non ha fornito una lista ufficiale di lavori manuali.
Per esempio, che tipo di lavoro sono il postino, il conduttore di ruspe, l'autista, l'infermiere?
Nel dubbio decide l'impiegato del consolato, in genere facendo pagare il bollo.
- non e' chiara la ragione per questa distinzione?
Un'agevolazione economica nei confronti dei malpagati lavoratori manuali? Vorrei far notare che da queste parti (e forse anche in Italia) spesso un artigiano guadagna molto di piu' di un impiegato.
Ho chiesto al Ministero degli Esteri, come fanno i Consolati a stabilire se un lavoro sia o meno manuale.
Mi ha fatto piacere notare che anche loro trovano assurda questa norma, ma hanno aggiunto che finche' il legislatore non si decidera' ad eliminarla, loro saranno costretti ad applicarla.
Naturalmente, neanche loro non mi hanno fornito chiarimenti sul fantomatico "piccolo traffico".
Vivendo qui ho scoperto un articolo della legge sui passaporti che considero piuttosto ingiusto.
Gli emigrati all'estero per motivi di lavoro, hanno diritto a ottenere un passaporto esente da bolli.
Questa legge consente di evitare problemi come essere multati all'ingresso della frontiera Italiana perche' il bollo non e' stato rinnovato (all'estero i tabaccai non lo vendono), o dover recarsi al piu' vicino consolato (magari a 1000 km) per acquistare un bollo.
Al momento di rilasciare il passaporto pero', i consolati considerano emigrante solo chi "sia emigrato per svolgere lavori manuali o di piccolo traffico", come recita un Regio Articolo del 1919. A parte il piccolo traffico che non si e' ben capito cosa sia, trovo piuttosto ingiusta questa distinzione per diversi motivi:
- la distinzione tra lavori manuali e non manuali e' talora ambigua, considerando che il regio legislatore non ha fornito una lista ufficiale di lavori manuali.
Per esempio, che tipo di lavoro sono il postino, il conduttore di ruspe, l'autista, l'infermiere?
Nel dubbio decide l'impiegato del consolato, in genere facendo pagare il bollo.
- non e' chiara la ragione per questa distinzione?
Un'agevolazione economica nei confronti dei malpagati lavoratori manuali? Vorrei far notare che da queste parti (e forse anche in Italia) spesso un artigiano guadagna molto di piu' di un impiegato.
Ho chiesto al Ministero degli Esteri, come fanno i Consolati a stabilire se un lavoro sia o meno manuale.
Mi ha fatto piacere notare che anche loro trovano assurda questa norma, ma hanno aggiunto che finche' il legislatore non si decidera' ad eliminarla, loro saranno costretti ad applicarla.
Naturalmente, neanche loro non mi hanno fornito chiarimenti sul fantomatico "piccolo traffico".
Risposta ADUC
La ringraziamo per la segnalazione. E concordiamo con lei circa l'incongruenza di questa distinzione.
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