Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 febbraio 2001
Buonasera sono vittima di una accertata ingiustizia da parte di una Compagnia Assicurativa (Ina Assitalia).
La vicenda e’ molto articolata e complessa, soprattutto densa di vicende che non hanno che confermato i miei sospetti.
Le premetto che ho scritto a molti organi preposti al controllo su vicende del genere tra i quali l’Isvap, il Ministero della Sanita’, il Consiglio Superiore di Sanita’ e anche ad alcuni giornali (hanno perfino pubblicato la vicenda).
Cerchero’ di spiegarLe sinteticamente le vicenda:
Ho subito circa 2 anni fa lesioni e danni da parte di un medico dentista presso degli studi ambulatoriali pubblici all'interno di una ASL.
La stessa dentista era assistita da un odontotecnico che ha anche eseguito dei lavori che non gli competevano (abuso della professione).
Mi hanno "lavorato" la parte superiore del cavo orale e poi per la parte sottostante mi hanno convinto a rivolgermi al loro studio privato.
Fatto sta che dopo tante battaglie e visite l'assicurazione della dentista, che e’ poi anche quella della ASL ha ammesso le responsabilita’ sostenendo pero’ che buona parte di queste sono da attribuirsi all'opera dell'odontotecnico.
A fronte quindi di una richiesta di circa 150.000.000 di risarcimento mi hanno offerto 22.000.000 che pero’ sono disposti a darmi soltanto se rimetto la denuncia nei confronti della dentista e della ASL (denuncia tra l'altro nella quale ho compreso anche l'odontotecnico).
Quindi mi offrono 22.000.000 (4 punti di biologico contro i 10 chiesti dal mio medico legale) ed in piu’ devo ritirare la denuncia cosi’ che non possa piu’ pretendere nulla probabilmente neppure dall'odontotecnico.
Molte cose dovrei enunciare e dire ma davvero come dicevo prima la vicenda oltre che essere lunga e’ anche molto articolata.
Oggi, il mio legale ha avuto comunicazione da parte del liquidatore della Compagnia Assitalia che addirittura la somma di 22.000.000 che io ho accettato come parziale risarcimento del danno non puo' essere liquidata poiche’ la dentista non intende rimettere la querela per diffamazione nei miei confronti.
Di seguito la lettera che ho mandato alla Compagnia e per conoscenza all'ISVAP:
OGGETTO: SINISTRO DEL 17/3/1999 - POLIZZA RCT/O N. XXXXX COMPAGNIA ASSICURATRICE ASSITALIA. RIFERIMENTO ISVAP: PROTOCOLLO XXXXX
Relativamente al sinistro in oggetto riportato informo che ho ricevuto Vostra raccomandata per conoscenza datata 3 Gennaio 2001 che indica la corresponsione a mio favore di una somma pari a lire 22.000.000 (Ventiduemilioni) per danno a me causato da una Vostra professionista Assicurata.
Preciso che ad oggi 8 Febbraio 2001 nessun importo ho ancora percepito nonostante io abbia firmato per accettazione quietanza il giorno 23 Gennaio 2001.
Da un colloquio in data odierna del mio legale Avv. Gr** di Varese con Vostro liquidatore Ga*** e’ emerso che nonostante io abbia accettato di impegnarmi a rimettere la querela-denuncia nei confronti della "Dottoressa" Castiglioni Vostra Assicurata (condizione indicata in quietanza come necessaria per la corresponsione della somma di risarcimento), stessa cosa non viene approvata dalla controparte relativamente alla diffamazione nei miei confronti.
Per cui e’ naturale che se la "Dottoressa" non accetta di rimettere la sua querela per diffamazione (chissa’ mai poi cosa avra’ avuto da diffamare visto che ormai sono stati accertati da fior di specialisti i suoi grossolani errori da ciarlatana), io di contro non posso rimettere la mia denuncia penale (viene da se che mi ritroverei aperto un procedimento per una questione della quale ho avuto riconoscimento di ragione).
Per questo motivo e’ stato comunicato al mio legale che la somma non verra’ a me corrisposta.
Per cui, per scelta quanto mai discutibile e per ragioni quanto mai oscure, si va davanti ai giudici...mi domando quali speranze possa nutrire questa "brava professionista", o chi per lei, di migliorare la propria situazione in questa vicenda che la vede non soltanto pessima esecutrice di lavori odontoiatrici, ma anche persona quanto mai in malafede.
Questa scelta trascinera’ quindi di fronte a giudizio anche gli altri due soggetti che hanno responsabilita’ nella vicenda e cioe’ la ASL di Varese nella quale struttura sono state eseguite le "cure" e lo studio dentistico "Dentalife" di Gavirate unito al suo proprietario signor C**** odontotecnico-collaboratore della Castiglioni anche in sede ASL (gia’ da me denunciato penalmente per abuso di professione).
C'era qualcuno che voleva per forza "litigare"...
La vicenda e’ molto articolata e complessa, soprattutto densa di vicende che non hanno che confermato i miei sospetti.
Le premetto che ho scritto a molti organi preposti al controllo su vicende del genere tra i quali l’Isvap, il Ministero della Sanita’, il Consiglio Superiore di Sanita’ e anche ad alcuni giornali (hanno perfino pubblicato la vicenda).
Cerchero’ di spiegarLe sinteticamente le vicenda:
Ho subito circa 2 anni fa lesioni e danni da parte di un medico dentista presso degli studi ambulatoriali pubblici all'interno di una ASL.
La stessa dentista era assistita da un odontotecnico che ha anche eseguito dei lavori che non gli competevano (abuso della professione).
Mi hanno "lavorato" la parte superiore del cavo orale e poi per la parte sottostante mi hanno convinto a rivolgermi al loro studio privato.
Fatto sta che dopo tante battaglie e visite l'assicurazione della dentista, che e’ poi anche quella della ASL ha ammesso le responsabilita’ sostenendo pero’ che buona parte di queste sono da attribuirsi all'opera dell'odontotecnico.
A fronte quindi di una richiesta di circa 150.000.000 di risarcimento mi hanno offerto 22.000.000 che pero’ sono disposti a darmi soltanto se rimetto la denuncia nei confronti della dentista e della ASL (denuncia tra l'altro nella quale ho compreso anche l'odontotecnico).
Quindi mi offrono 22.000.000 (4 punti di biologico contro i 10 chiesti dal mio medico legale) ed in piu’ devo ritirare la denuncia cosi’ che non possa piu’ pretendere nulla probabilmente neppure dall'odontotecnico.
Molte cose dovrei enunciare e dire ma davvero come dicevo prima la vicenda oltre che essere lunga e’ anche molto articolata.
Oggi, il mio legale ha avuto comunicazione da parte del liquidatore della Compagnia Assitalia che addirittura la somma di 22.000.000 che io ho accettato come parziale risarcimento del danno non puo' essere liquidata poiche’ la dentista non intende rimettere la querela per diffamazione nei miei confronti.
Di seguito la lettera che ho mandato alla Compagnia e per conoscenza all'ISVAP:
OGGETTO: SINISTRO DEL 17/3/1999 - POLIZZA RCT/O N. XXXXX COMPAGNIA ASSICURATRICE ASSITALIA. RIFERIMENTO ISVAP: PROTOCOLLO XXXXX
Relativamente al sinistro in oggetto riportato informo che ho ricevuto Vostra raccomandata per conoscenza datata 3 Gennaio 2001 che indica la corresponsione a mio favore di una somma pari a lire 22.000.000 (Ventiduemilioni) per danno a me causato da una Vostra professionista Assicurata.
Preciso che ad oggi 8 Febbraio 2001 nessun importo ho ancora percepito nonostante io abbia firmato per accettazione quietanza il giorno 23 Gennaio 2001.
Da un colloquio in data odierna del mio legale Avv. Gr** di Varese con Vostro liquidatore Ga*** e’ emerso che nonostante io abbia accettato di impegnarmi a rimettere la querela-denuncia nei confronti della "Dottoressa" Castiglioni Vostra Assicurata (condizione indicata in quietanza come necessaria per la corresponsione della somma di risarcimento), stessa cosa non viene approvata dalla controparte relativamente alla diffamazione nei miei confronti.
Per cui e’ naturale che se la "Dottoressa" non accetta di rimettere la sua querela per diffamazione (chissa’ mai poi cosa avra’ avuto da diffamare visto che ormai sono stati accertati da fior di specialisti i suoi grossolani errori da ciarlatana), io di contro non posso rimettere la mia denuncia penale (viene da se che mi ritroverei aperto un procedimento per una questione della quale ho avuto riconoscimento di ragione).
Per questo motivo e’ stato comunicato al mio legale che la somma non verra’ a me corrisposta.
Per cui, per scelta quanto mai discutibile e per ragioni quanto mai oscure, si va davanti ai giudici...mi domando quali speranze possa nutrire questa "brava professionista", o chi per lei, di migliorare la propria situazione in questa vicenda che la vede non soltanto pessima esecutrice di lavori odontoiatrici, ma anche persona quanto mai in malafede.
Questa scelta trascinera’ quindi di fronte a giudizio anche gli altri due soggetti che hanno responsabilita’ nella vicenda e cioe’ la ASL di Varese nella quale struttura sono state eseguite le "cure" e lo studio dentistico "Dentalife" di Gavirate unito al suo proprietario signor C**** odontotecnico-collaboratore della Castiglioni anche in sede ASL (gia’ da me denunciato penalmente per abuso di professione).
C'era qualcuno che voleva per forza "litigare"...
Risposta ADUC
Ci pare ovvio che lei potrebbe intentare causa. In primo luogo, consigliamo di rivolgersi al Difensore Civico Regionale: se neppure tramite lui riuscisse ad agire nei confronti della Asl, temiamo che sia da valutare l'opportunita' di un procedimento.
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