Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 febbraio 2001
Domanda 9 febbraio 2001
Cari utenti del Forum
Proprio oggi ho avuto l'udienza presso il Giudice di Pace di Reggio Emilia riguardo al ricorso da me presentato contro l'ingiunzione al pagamento da parte del Prefetto. Il ricorso si basava esclusivamente sul fatto che erano trascorsi ben 120 giorni oltre i 180+30 stabiliti dalla legge.
Il ricorso l'ho vinto a meta’ nel senso che il GdP ha annullato l'ordinanza prefettizia (che mi obbligava a pagare la multa in forma completa, cioe’ circa 500.000) e mi ha confermato la multa in misura ridotta.
Questo per quale ragione?
Semplice.... la mia controparte presso la prefettura aveva replicato che il termine dei 180 giorni non e’ PERENTORIO ma ORDINATORIO e il GdP le ha dato ragione. Allora mi chiedo (da profano quale sono): che senso ha che la legge dia un termine e poi quest'ultimo (per effetto della NON PERENTORIETA') non sia tale di fatto?
E soprattutto e’ giusto definirlo "termine"?
Inoltre e’ giusto che una legge (che dovrebbe definire un precisa linea di demarcazione) si presti ad una cosi’ grande variabilita’ decisionale permetendo la libera interpretazione? La libera interpretazione c'e stata....eccome.... perche’ le sentenze che compaiono nel sito di Contravvenzioni.com sono sono del tutto in contrasto con il giudizio del GdP!
Allora mi chiedo:
Che la norma specificata dal codice della strada ha un valore a Parma diverso da Reggio Emilia? Che bisognerebbe emanare allora un Cds per ogni zona in cui ha competenza un Giudice di Pace?
Il mio grosso rammarico nasce anche da un altro aspetto.
Quando riceviamo una multa abbiamo dei termini da rispettare: entro 60 giorni paghiamo la contravvenzione in forma ridotta, entro 30 giorni abbiamo la possibilita’ di ricorre al prefetto o al GdP. Tutti questi termini per NOI sono sempre perentori. Anche il termine per pagare il bollo dell'auto e’ perentorio.
Non vi sembra che l'ago della bilancia sia spostato di piu’ da una parte?
Proprio oggi ho avuto l'udienza presso il Giudice di Pace di Reggio Emilia riguardo al ricorso da me presentato contro l'ingiunzione al pagamento da parte del Prefetto.
Il ricorso si basava esclusivamente sul fatto che erano trascorsi ben 120 giorni oltre i 180+30 stabiliti dalla legge.
Il ricorso l'ho vinto a meta’ nel senso che il GdP ha annullato l'ordinanza prefettizia (che mi obbligava a pagare la multa in forma completa, cioe’ circa 500.000) e mi ha confermato la multa in misura ridotta.
Questo per quale ragione? Semplice.... la mia controparte presso la prefettura aveva replicato che il termine dei 180 giorni non e’ PERENTORIO ma ORDINATORIO e il GdP le ha dato ragione. Allora mi chiedo (da profano quale sono): che senso ha che la legge dia un termine e poi quest'ultimo (per effetto della NON PERENTORIETA') non sia tale di fatto? E soprattutto e’ giusto definirlo "termine"?
Inoltre e’ giusto che una legge (che dovrebbe definire un precisa linea di demarcazione) si presti ad una cosi’ grande variabilita’ decisionale permetendo la libera interpretazione?
La libera interpretazione c'e stata....eccome.... perche’ le sentenze che compaiono nel sito di Contravvenzioni.com sono sono del tutto in contrasto con il giudizio del GdP! Allora mi chiedo:
Che la norma specificata dal codice della strada ha un valore a Parma diverso da Reggio Emilia? Che bisognerebbe emanare allora un Cds per ogni zona in cui ha competenza un Giudice di Pace?
Il mio grosso rammarico nasce anche da un altro aspetto. Quando riceviamo una multa abbiamo dei termini da rispettare: entro 60 giorni paghiamo la contravvenzione in forma ridotta, entro 30 giorni abbiamo la possibilita’ di ricorre al prefetto o al GdP. Tutti questi termini per NOI sono sempre perentori. Anche il termine per pagare il bollo dell'auto e’ perentorio.
Non vi sembra che l'ago della bilancia sia spostato di piu’ da una parte?

Risposta ADUC
Nel caso specifico, mentre un dubbio ci pare lecito circa la data da prendere come riferimento per conteggiare i giorni (il giorno della firma dell'atto o quello della notifica?), ci pare invece che considerare il termine in questione ordinatorio sia una.... Sciocchezza.
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