Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 febbraio 2001
Egregi Signori, Vi scrivo per metterVi al corrente circa un fatto accadutomi lunedi’ 5 febbraio scorso. Mi sono fermata a fare benzina sul Raccordo Anulare, presso l'area di servizio "Selva Candida Interna", esattamente al distributore FINA. Il benzinaio mi ha chiesto, anzi piu’ propriamente mi ha "detto", di aprirgli il cofano della macchina per poter effettuare un check. Io, sebbene avessi fatto controllare tutto poco tempo addietro, ho acconsentito.
Cosa mi ha detto? Mancava l'acqua e, soprattutto, l'olio, che addirittura era bruciato.. Io un po' perplessa ho ascoltato, ma la cosa che mi ha piu’ infastidito e’ che questo ragazzo voleva a tutti i costi che io acquistassi l'olio li’ da loro. Probabilmente se non avesse insistito cosi’ tanto mi avrebbe convinto ma, sospettosa come sono, di fronte a un controllo mai richiesto che, per di piu’, aveva stranamente portato alla scoperta di tali "carenze", ho detto no. Ma mi sono dovuta impuntare per farlo desistere! Il giorno dopo, presa dal dubbio che effettivamente mancasse l'olio, sono andata dal mio benzinaio di fiducia e cosa scopro? L'olio c'era, eccome! Gli ho dunque raccontato la mia esperienza e lui mi ha detto che e’ ben noto che i benzinai sul raccordo anulare adottino questo "approccio". Addirittura mi ha consigliato di non farmi mai aprire il cofano da queste persone perche’ sono "pericolose". E difatti ha notato che neanche mi avevano chiuso il tappo dell'olio! Il punto e’ che fosse capitato a me e basta avrei, forse, soprasseduto ma, di fronte a tale "nota ripetitivita’", non accetto piu’ di tacere. La passiva e rassegnata accettazione dei soprusi, di qualsiasi forma essi siano, non la sopporto. Purtroppo e’ vero che noi "poveri cittadini" assistiamo a un troppo frequente non intervento contro simili soprusi da parte di chi competente, ma questo non e’ un comportamento civile.
Cosa mi ha detto? Mancava l'acqua e, soprattutto, l'olio, che addirittura era bruciato.. Io un po' perplessa ho ascoltato, ma la cosa che mi ha piu’ infastidito e’ che questo ragazzo voleva a tutti i costi che io acquistassi l'olio li’ da loro. Probabilmente se non avesse insistito cosi’ tanto mi avrebbe convinto ma, sospettosa come sono, di fronte a un controllo mai richiesto che, per di piu’, aveva stranamente portato alla scoperta di tali "carenze", ho detto no. Ma mi sono dovuta impuntare per farlo desistere! Il giorno dopo, presa dal dubbio che effettivamente mancasse l'olio, sono andata dal mio benzinaio di fiducia e cosa scopro? L'olio c'era, eccome! Gli ho dunque raccontato la mia esperienza e lui mi ha detto che e’ ben noto che i benzinai sul raccordo anulare adottino questo "approccio". Addirittura mi ha consigliato di non farmi mai aprire il cofano da queste persone perche’ sono "pericolose". E difatti ha notato che neanche mi avevano chiuso il tappo dell'olio! Il punto e’ che fosse capitato a me e basta avrei, forse, soprasseduto ma, di fronte a tale "nota ripetitivita’", non accetto piu’ di tacere. La passiva e rassegnata accettazione dei soprusi, di qualsiasi forma essi siano, non la sopporto. Purtroppo e’ vero che noi "poveri cittadini" assistiamo a un troppo frequente non intervento contro simili soprusi da parte di chi competente, ma questo non e’ un comportamento civile.
Risposta ADUC
Cio' che lei dice, in merito alla tendenza di procacciarsi i clienti, e' probabilmente vero: di fatto, pero', cio' che sarebbe possibile fare e' solo che gli interessati segnalino il fatto -a seconda della gravita'- alla Camera di Commercio od alla Magistratura.
Fuori da questi casi -da valutarsi nello specifico- e' solo possibile mettere in guardia le persone e far si' che ognuna di queste provveda autonomamente.
Fuori da questi casi -da valutarsi nello specifico- e' solo possibile mettere in guardia le persone e far si' che ognuna di queste provveda autonomamente.
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