Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 dicembre 2006
Domanda 29 dicembre 2006
Chiesta variazione codice fiscale su contratto di fornitura servizi di telefonia/internet esistente da diversi anni, per sopravvenuta variazione del cognome, quindi trattasi di semplice variazione di dato di scheda anagrafica. La Telecom interrompe la fornitura del servizio di connettivita' ADSL e programma di ripristinare la fornitura solo dopo un mese dalla richiesta di variazione. Fino a qui, anche se le tempistiche sono da terzo mondo, non mi sorprendo del disservizio. Il dramma e' che quando cerco di parlare con qualche responsabile del servizio, mi rendo conto che non si riesce a "bucare" la barriera rappresentata dai gentilissimi impiegati del call-center, i quali nulla possono, se non registrare la lamentela del cliente o leggere a schermo i fax di protesta che il cliente, si, puo' inviare, ma che nessuno, in pratica, poi, legge. La richiesta di modifica scheda anagrafica viene da Telecom ricondotta alla fattispecie di "subentro", per cui esistono i prefissati tempi canonici (30 gg) dai quali non e' possibile prescindere, ed alle proteste reiterate sia verbali al telefono, che scritte, al fax dedicato, non vi e' richiesta in quanto gli impiegati che eventualmente si trovassero di fronte a tale richiesta di chiarimenti, semplicemente archiviano la richiesta, senza darle seguito, proprio perche' il tempo canonico stabilito di processo della pratica, e' quello indicato dal loro "ruolino di marcia" per tale operazione, e tale termine non e' trascorso. Ripeto che cio' che piu' imbestialisce l'utente e' che la Telecom, irremovibile concessionaria di questo servizio pubblico, non viene toccata da nessun tipo di pressione per questo disservizio e moltiplica il disagio in quanto se anche l'utente volesse rivolgersi ad altro fornitore dello stesso servizio, otterrebbe eventualmente un peggiore risultato in quanto gli altri operatori debbono comunque passare per la "forca caudina" dell'"ultimo miglio", sempre in mano alla TELECOM. E' possibile che non esista nessun modo per accedere ad uno dei responsabili di tale organizzazione che sembra appositamente "progettata" per essere esattamente "protetta" dall'accesso da parte dell'utente ai quadri che con la loro mancanza di senso di responsabilita', creano immenso disservizio? E' possibile che nessuno pensi alle persone che lavorano con internet, che vedono cosi', interrotta, la loro attivita'? Alle persone disabili, che con internet suppliscono al loro disagio? Alle persone semplicemente sole, che con i servizi di chat online, hanno un loro possibile Canale di comunicazione? Alle persone malate, che cosi' da casa possono comunicare con il mondo? Agli immigrati, che tramite internet comunicano a costi accessibili con le loro famiglie? A coloro che vivono lontani dalle loro famiglie di origine, che con internet possono continuare A mantenere i loro rapporti affettivi e potrebbero con la sua mancanza perdere dei momenti irripetibili vissuti magari in teleconferenza audiovisiva? Alle persone malate che comunicano dati Sensibili diagnostici ai loro centri di cura, che in questo modo, non possono essere curati? Potra' forse la Vostra organizzazione sensibilizzare i quadri della TELECOM a rendersi piu' responsabili del loro operato, visto che gestiscono un servizio pubblico in concessione assimilabile Ad una esclusiva? Vi ringrazio per la Vostra cortese attenzione.
Massimo, da Seriate

Risposta ADUC
La ringraziamo della sua testimonianza che pubblichiamo in Cara Aduc e a cui, purtroppo, possiamo dare solo una risposta generica. Sul nostro impegno in merito, stimolato maggiormente anche dalla sua vicenda, ne trova testimonianza ampia sul nostro sio (in particolare nel settore comunicati stampa e nello specifico dedicato alla Telecom). Nel frattempo le consigliamo di inviare anche una richiesta di intervento all'Autorita' delle Comunicazioni: clicca qui
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