Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 dicembre 2006
Sono un docente dell'Univerita' di Firenze che, per motivi personali e familiari, fa da 10 anni il pendolare tra Perugia (dive risiedono i miei Cari) e Firenze (dove lavoro). Come sicuramente gia' sapete, fino all'anno scorso gli orari di Trenitalia erano (o meglio dovevano essere) annuali, ovvero venivano emessi a dicembre e restavano validi fino al dicembre successivo. Piu' in particolare Trenitalia assicurava fino al 9/12/2006 la partenza da Perugia alle ore 6:42 del treno Regionale 3152 con arrivo a Firenze alle ore 8:51. In data 17/9/2006 Trenitalia ha modificato sostanzialmente l'orario (circa tre mesi prima della sua naturale scadenza) anticipando di 30 minuti la partenza del suddetto treno regionale (e 30 minuti alle 6:00 di mattina non sono un anticipo trascurabile!!) sistemando nel contempo l'IC 580 "Tacito" nella medesima fascia oraria. In sostanza Trenitalia, per non far perdere 30 minuti di sonno ai pendolari per Firenze, li costringe al pagamento di una carta di ammissione del costo di Euro 24,27 mensili o Euro 8,10 settimanali per usufruire del medesimo servizio che prima assicurava con un treno regionale. In pratica, trascurando gli aumenti in arrivo dal 1o di gennaio per chi usufruisce degli Intercity, hanno ben capito che la "mucca" da cui poter spremere denari senza nulla temere sono i pendolari. E cio' in particolare da quelli (tanti) che, come il sottoscritto, hanno stipulato un abbonamento annuale avando fiducia che gli orari non sarebbero stati modificati sostanzialmente almeno fino alla scadenza naturale degli stessi (pubblicizzata ovunque nelle stazioni e sito internet). Sulla base di tali motivazioni, il sottoscritto ha richiesto a Trenitalia il rimborso delle maggiori spese sostenute (e non dovute) per un totale di Euro 70,80 (anche sotto forma di bonus da utilizzare per l'acquisto di biglietti ferroviari). Dopo un primo reclamo, mi hanno risposto dicendo in sostanza che la modifica dell'orario l'hanno fatta per migliorare il servizio (?) e che era stata AMPIAMENTE pubblicizzata (l'ho saputo BEN 3 giorni prima!) e quindi del tutto lecita. Poi ho fatto la domanda di rimborso allegando le fotocopie dei supplementi che mi hanno "costretto" ad acquistare, in due righe mi hanno liquidato esprimendo "l'impossibilita' normativa di aderire a tale richiesta". Ora, spero sia evidente che non ho intenzione di "spillare soldi" a nessuno (70 Euro!!!) ma mi sembrerebbe giusto far capire a Trenitalia che gli abbonati non sono degli "zerbini" costretti a subire inertamente aumenti, disservizi e qualunque scelta industriale dell'Azienda. Ovviamente per amor di patria non mi pronuncio sulla puntualita', pulizia, riscaldamento/condizionamento e stato dei servizi igienici (?) dei treni (compresi gli Intercity): sarebbe come sparare sulla Croce Rossa... E' possibile in qualche maniera far valere i miei (ma non sono certo solo) diritti di consumatore? Grazie, e auguri a tutti.
Mirko, da Firenze
Mirko, da Firenze
Risposta ADUC
Lei basa la sua pretesa di rimborso/risarcimento danni per il mancato rispetto contratto/abbonamento annuale. Leggendo puntualmente il regolamente da lei impliciatamente accettato, potrebbe trovare incongruenze alle tesi (generiche e sempre identiche) di Trenitalia. Nel caso, le faccia rilevare tramite una raccomandata ar di messa in mora clicca qui in cui reitera la sua richiesta di rimborso.
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