Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 febbraio 2001
Sono titolare di P.IVA per l'attivita’ di
geometra(cod. attivita’ 7420A), recentemente mi e’ stato recapitato l'invito al contraddittorio relativo all'anno d'imposta 1996, premesso:
- che nell'anno d'imposta 1996 ho prestato attivita’ lavorativa con contratto di lavoro dipendente a part-time per 4 ore giornaliere presso una ditta come da MOD. 101 allegato al 740 e dalla quale ho percepito £. 14'238'000.-;
- che solo saltuariamente ho collaborato, in veste di collaboratore tecnico e disegnatore, con uno studio tecnico come da relative fatture dell'anno 1996 e dal quale ho percepito £. 9'556'000.-;
- che nell'anno 1996 non ho lavorato per altri professionisti ne’ per privati in quanto non iscritto all'albo professionale e di conseguenza non abilitato;
- che nell'anno 1996 non ho sostenuto spese di gestione ufficio avendo adattato una stanza di casa a tale scopo con un tavolo da disegno acquistato quando ero ancora studente;
- che il 01 settembre 1996 sono stato vittima di un incidente stradale che mi ha procurato fratture agli arti, lesioni alla colonna vertebrale, trauma cranico costringendomi ad un periodo di convalescenza e di completa nattivita’ fisica e professionale per la parte rimanente dell'anno 1996;
Tutto cio’ premesso, il sottoscritto ritiene che:
- considerato che il totale dei compensi presunti determinati con i parametri, come evidenziato a pag. 5 dell'invito sopra menzionato, per un periodo di attivita’ di 366 giorni (per 8 ore al giorno) e’ stato quantificato in £. 26'481'000.-;
- che il periodo di attivita’ che il sottoscritto ha dedicato alla libera professione nell'anno d'imposta 1996 e’ stato di sole 4 ore giornaliere per 8 mesi (da gennaio a fine agosto per un totale di 122 giorni);
- che il compenso per tale periodo di attivita’ lavorativa puo’ essere quantificato in £. 26'841'000 : 366 x 122 = £. 8'947'000.- risulta essere inferiore ai £. 9'556'000.- da me denunciato.
Il sottoscritto ritiene di aver giustificato lo scostamento dei compensi dichiarati da quelli del totale determinato sulla base dei parametri.
A tale mia richiesta il collaboratore tributario mi ha risposto che tale richiesta, se pur logica, non puo’ essere da lui accolta perche’ equivarrebbe ad archiviare l'accertamento, proponendomi dal canto suo una "congrua" riduzione dei maggiori compensi determinati (£ 16'925'000) del 50% per il lavoro part-time e di un ulteriore terzo per il periodo di inattivita’ (peraltro documentata), contestandomi comunque un maggior compenso di £ 5'600'000 circa.
Con la presente, sono a chiedervi se esistono circolari, note esplicative, interpretazioni e/o precedenti ai quali far riferimento per evitare il ricorso. Faccio inoltre presente che la mia situazione e’ simile a quella di molti altri ragazzi che per lavorare presso uno studio tecnico sono obbligati al possesso di partita IVA, pur non sognando nemmeno di raggiungere il limite determinato dai parametri.
Ringrazio fin d'ora per l'aiuto, chiedendovi una risposta via e-mail entro venerdi’ 09/02/2001 ad ore 12.00 (l'appuntamento con il collaboratore Tributario e’ fissato per il pomeriggio di venerdi’.
geometra(cod. attivita’ 7420A), recentemente mi e’ stato recapitato l'invito al contraddittorio relativo all'anno d'imposta 1996, premesso:
- che nell'anno d'imposta 1996 ho prestato attivita’ lavorativa con contratto di lavoro dipendente a part-time per 4 ore giornaliere presso una ditta come da MOD. 101 allegato al 740 e dalla quale ho percepito £. 14'238'000.-;
- che solo saltuariamente ho collaborato, in veste di collaboratore tecnico e disegnatore, con uno studio tecnico come da relative fatture dell'anno 1996 e dal quale ho percepito £. 9'556'000.-;
- che nell'anno 1996 non ho lavorato per altri professionisti ne’ per privati in quanto non iscritto all'albo professionale e di conseguenza non abilitato;
- che nell'anno 1996 non ho sostenuto spese di gestione ufficio avendo adattato una stanza di casa a tale scopo con un tavolo da disegno acquistato quando ero ancora studente;
- che il 01 settembre 1996 sono stato vittima di un incidente stradale che mi ha procurato fratture agli arti, lesioni alla colonna vertebrale, trauma cranico costringendomi ad un periodo di convalescenza e di completa nattivita’ fisica e professionale per la parte rimanente dell'anno 1996;
Tutto cio’ premesso, il sottoscritto ritiene che:
- considerato che il totale dei compensi presunti determinati con i parametri, come evidenziato a pag. 5 dell'invito sopra menzionato, per un periodo di attivita’ di 366 giorni (per 8 ore al giorno) e’ stato quantificato in £. 26'481'000.-;
- che il periodo di attivita’ che il sottoscritto ha dedicato alla libera professione nell'anno d'imposta 1996 e’ stato di sole 4 ore giornaliere per 8 mesi (da gennaio a fine agosto per un totale di 122 giorni);
- che il compenso per tale periodo di attivita’ lavorativa puo’ essere quantificato in £. 26'841'000 : 366 x 122 = £. 8'947'000.- risulta essere inferiore ai £. 9'556'000.- da me denunciato.
Il sottoscritto ritiene di aver giustificato lo scostamento dei compensi dichiarati da quelli del totale determinato sulla base dei parametri.
A tale mia richiesta il collaboratore tributario mi ha risposto che tale richiesta, se pur logica, non puo’ essere da lui accolta perche’ equivarrebbe ad archiviare l'accertamento, proponendomi dal canto suo una "congrua" riduzione dei maggiori compensi determinati (£ 16'925'000) del 50% per il lavoro part-time e di un ulteriore terzo per il periodo di inattivita’ (peraltro documentata), contestandomi comunque un maggior compenso di £ 5'600'000 circa.
Con la presente, sono a chiedervi se esistono circolari, note esplicative, interpretazioni e/o precedenti ai quali far riferimento per evitare il ricorso. Faccio inoltre presente che la mia situazione e’ simile a quella di molti altri ragazzi che per lavorare presso uno studio tecnico sono obbligati al possesso di partita IVA, pur non sognando nemmeno di raggiungere il limite determinato dai parametri.
Ringrazio fin d'ora per l'aiuto, chiedendovi una risposta via e-mail entro venerdi’ 09/02/2001 ad ore 12.00 (l'appuntamento con il collaboratore Tributario e’ fissato per il pomeriggio di venerdi’.
Risposta ADUC
Non occupandoci di quanto attiene al mondo professionale e del lavoro, non abbiamo informazioni in merito: riteniamo tuttavia che il ricorso sia proponibile, anche se ovviamente sara' la commissione provinciale tributaria (esperita entro 60 gg dalla notifica) a decidere. Se non vuole rischiare nulla, si rivolga al Garante del Contribuente, presso la Dre. Altrimenti, provi il ricorso, rivolgendosi, in prima istanza, al suo sindacato, per acquisire elementi attinenti la casistica, da poter allegare alla sua contestazione.
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