Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 febbraio 2001
Vivo in un condominio composto da due unita abitative. Abbiamo effettuato 4 anni fa l'impianto autonomo di riscaldamento dei due appartamenti ponendo le caldaie una (il mio vicino) sul balcone di sua proprieta’ e la mia, con firma su progetto dell'architetto che ha eseguito il progetto da parte di entrambe le parti, in una parte comune del condominio. Faccio notare inoltre che i tubi di collegamento dei vari radiatori passano sia per quanto riguarda il mio impianto che quello del mio vicino in parti comuni del condominio. Ora a distanza di 4 anni il mio vicino vuole che la caldaia venga spostata dalla parte comune senza addurre motivazioni. L'avvocato a cui mi sono rivolto dice di non imbarcarsi in una causa e di spostare la caldaia dicendo che anche se il progetto e’ stato firmato da entrambe le parti puo’ venir fuori che essendo composto da 4 fogli affiancati uno all'altro puo’ avere vizi di forma. Non devo spostare la caldaia forte del fatto che ho la firma di consenso del mio vicino o devo piegarmi al suo volere?
Quanto vale una firma ai giorni nostri?
Quanto vale una firma ai giorni nostri?
Risposta ADUC
Se un avvocato che ha letto gli atti le ha consigliato cosi', noi -che gli atti non li conosciamo- ci troviamo in difficolta', poiche' possiamo solo rispondere teoricamente. A questo proposito, da quanto ci dice, c'e' non solo un atto -da valutare- stipulato tra le due parti, ma di fatto risulteranno delle comunicazioni -e comunque la conoscenza- da parte della controparte rispetto alle operazioni effettuate. Ne consegue che -in assenza di contestazioni immediate alla conoscenza del fatto- ci sembra che il suo utilizzo delle parti comuni (ripetiamo, comuni e non del vicino) non sia tanto legittimamente contestabile. Tuttavia, le consigliamo di rivolgersi specificamente -atti alla mano- ad un'associazione della proprieta' edilizia, che sicuramente a Cuneo trovera': in questo modo, saranno legali esperti dello specifico settore a fugare ogni dubbio.
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