Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 febbraio 2001
Domanda 6 febbraio 2001
Vivo in un condominio composto da due unita abitative. Abbiamo effettuato 4 anni fa l'impianto autonomo di riscaldamento dei due appartamenti ponendo le caldaie una (il mio vicino) sul balcone di sua proprieta’ e la mia, con firma su progetto dell'architetto che ha eseguito il progetto da parte di entrambe le parti, in una parte comune del condominio. Faccio notare inoltre che i tubi di collegamento dei vari radiatori passano sia per quanto riguarda il mio impianto che quello del mio vicino in parti comuni del condominio. Ora a distanza di 4 anni il mio vicino vuole che la caldaia venga spostata dalla parte comune senza addurre motivazioni. L'avvocato a cui mi sono rivolto dice di non imbarcarsi in una causa e di spostare la caldaia dicendo che anche se il progetto e’ stato firmato da entrambe le parti puo’ venir fuori che essendo composto da 4 fogli affiancati uno all'altro puo’ avere vizi di forma. Non devo spostare la caldaia forte del fatto che ho la firma di consenso del mio vicino o devo piegarmi al suo volere?
Quanto vale una firma ai giorni nostri?

Risposta ADUC
Se un avvocato che ha letto gli atti le ha consigliato cosi', noi -che gli atti non li conosciamo- ci troviamo in difficolta', poiche' possiamo solo rispondere teoricamente. A questo proposito, da quanto ci dice, c'e' non solo un atto -da valutare- stipulato tra le due parti, ma di fatto risulteranno delle comunicazioni -e comunque la conoscenza- da parte della controparte rispetto alle operazioni effettuate. Ne consegue che -in assenza di contestazioni immediate alla conoscenza del fatto- ci sembra che il suo utilizzo delle parti comuni (ripetiamo, comuni e non del vicino) non sia tanto legittimamente contestabile. Tuttavia, le consigliamo di rivolgersi specificamente -atti alla mano- ad un'associazione della proprieta' edilizia, che sicuramente a Cuneo trovera': in questo modo, saranno legali esperti dello specifico settore a fugare ogni dubbio.
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