Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 dicembre 2006
Domanda 15 dicembre 2006
Spettabile Associazione, sono un vostro assiduo lettore e vi ringrazio per i preziosi consigli che date per evitare lungaggini burocratiche e "fregature" varie. Vi scrivo per sottoporvi un problema, certi che anche questa volta, saprete consigliarmi nel giusto modo. In data 05/12/2006, i miei genitori, due persone anziane, vengono contattati telefonicamente da personale della societa' "MyLine", con sede operativa in Noventa Padovana (PD), viale della Navigazione Interna n. 109/A, al fine di presenziare ad una dimostrazione, in un albergo locale, di materiale elettromedicale. L'appuntamento viene fissato per il 09/12/06, sabato, alle ore 19:00 presso l'Hotel "Cancelli Rossi", sito in Roma, con una promoter di nome Cinzia, che lascia anche un recapito telefonico cellulare con utenza n che "stranamente" e' incompleto. Nel corso dell'incontro, avuto con un ragazzo di cui si conosce il nome, in quanto tale Cinzia non era disponibile, vengono mostrate varie apparecchiature: un elettro-stimolatore, una poltrona "relax" un navigatore satellitare ed un TV LCD da 20". Ai due anziani viene proposto un contratto, redatto con caratteri talmente piccoli da essere impossibili da leggere per due persone di quasi 70 anni, che prevede il pagamento della modica cifra di 6.690 euro. Gli stessi mi hanno riferito successivamente che il giovane non gli ha fatto leggere il contratto, peraltro impossibile, visti i caratteri lillipuziani, ma glielo ha spiegato "minuziosamente" riferendo piu' volte che il pagamento sarebbe stato effettuato mediante bollettini postali a scadenza mensile di circa 50 euro (6.690 euro / 50 euro =134 rate mensili= 11 anni e 2 mesi !!!!!!!). Quindi i due tornano a casa con il loro bel contratto firmato non dicendo nulla ne' a me ne' tantomeno a mia sorella, per poterci fare una sorpresa regalandoci il navigatore ed il TV LCD. Con incredibile tempestivita' in data 11/12/2006, lunedi', alle 14,30, si presenta, presso l'abitazione dei miei genitori, il corriere per la consegna della merce. Mio padre prima di ritirare la merce, con l'aiuto di una lente di ingrandimento, si accorge pero' di alcune cose: Il pagamento va effettuato in 12 rate mensili (6.690/12=557 euro mensili !!!!!!). In caso di recesso, previsto senza penali, occorre pero' "obbligatoriamente" pagare: 160 euro per spese di segreteria e organizzative, 115 euro per spese relative ad analisi e rivelazione rischi finanziari, 108 euro per spese di magazzino, 150 euro di trasferta del personale, 195 euro per test e collaudo apparecchiatura, circa 300 euro per spese di trasporto (0.60 euro per chilometro da Padova a Roma, considerando circa 500 Km), piu' eventuali spese dimostrabili dalla "MyLine". Il tutto per un totale di oltre 1000 euro, oltre ovviamente alle spese di spedizione per rendere la merce al mittente. Viste le rate mensili, insostenibili per un pensionato, mio padre decide comunque di avvalersi della facolta' del diritto di recesso e chiede quindi al corriere di NON scaricare il materiale e di riportarlo indietro. Il giovane, con molta tranquillita', riferisce che non vi sono problemi e quindi dopo aver detto a mio padre di mandare la raccomandata per il recesso, riparte con il furgone e la merce, senza pero' rilasciare alcun documento o far apporre dichiarazioni sulla bolla di consegna. Nei giorni ed orari previsti nel contratto si tentava di contattare le utenze telefoniche e fax della ditta, per chiedere spiegazioni, ma senza esito in quanto nessuno rispondeva alle chiamate. In data odierna, quindi in linea con i tempi previsti, e' stata mandata la raccomandata contenente la richiesta di recesso, ma sono sorti alcuni dubbi: - Le esose spese accessorie richieste dalla "MyLine" devono essere pagate nella loro totalita'?. Il fatto che la merce e' stata trattenuta dal corriere, invece di essere spedita a spese di mio padre, e che non e' stata rilasciata documentazione in merito, potrebbe creare, come purtroppo credo, problemi? Rappresento altresi' che gli stessi anziani, pur ricordando di non aver firmato altro, non sono in grado di riferire se con la firma del contratto, hanno sottoscritto eventuali proposte di finanziamento, magari poste sotto il contratto senza che se ne fossero accorti. Fiducioso nella vostra competenza e ringraziandovi anticipatamente, attendo una vostra risposta prima di intraprendere eventuali azioni legali per il reato di truffa o quanto altro ravvisabile.
Alessandro, da Ostia/Roma

Risposta ADUC
Il contratto e' rescisso se lei ha fatto la raccomandata nei termini di legge. Il recesso per legge e' gratuito, salvo spese vive. Se le chiederanno 1000 euro lo contesti con raccomandata ar di messa in mora: clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →