Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 dicembre 2006
Domanda 15 dicembre 2006
Desidero esporVi quanto accadutomi, sperando che mi vogliate dare un consiglio su modo di comportarmi:
1) A giugno 2006, ricevo, una lettera semplice, aperta e non datata, inviata da "Agenzia Entrate - Ufficio di Augusta", a firma del "Direttore: Rosalba Oteri", con la quale mi si comunicava che ..."il controllo dei versamenti effettuati ... ha evidenziato l' esistenza di somme non ancora corrisposte"... per un ammontare di E. 12 212,53 comprensivo di interessi e sanzioni (si riferiscono all' IVA 1991, IRPEF 1991 e IVA 1992, i cui pagamenti erano stati rateizzati per i soggetti colpiti dal sisma della Sicilia Orientale del 13 e 16 dicembre 1990).
2) Da un mio controllo delle ricevute di pagamento in mio possesso risulta, invece, che tutto e' stato da me regolarmente corrisposto.
3) Munito di dette ricevute di pagamento, mi reco presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate, chiedendo di parlare con la "Direttrice, Rosalba Oteri" firmataria della lettera, ma non ci riesco. Riesco, invece, a parlare con un funzionario che mi viene indicato come il maggior responsabile dell'ufficio, presente in quel momento, dal quale apprendo di non essere il solo, vittima di equivoci di questo tipo, come dimostrava la gran folla di cittadini in coda davanti agli sportelli dei loro uffici. In risposta al mio stupore per quanto stava accadendo, lo stesso funzionario mi spiega che la causa era da attribuire al fatto che le difficolta' di controllo presso i loro archivi erano tali che era stato deciso, in sede di riunione, alla quale lui non aveva partecipato, di demandare al cittadino l'onere di dimostrare l'avvenuto pagamento di quanto dovuto, presumendo che nessuno avesse pagato.
4) In attesa di poter conferire con la "Direttrice, Rosalba Oteri" , in data 22/11/2006, ricevo, questa volta con lettera raccomandata, dalla MONTEPASCHI SE.RI.T. S.p.A. la cartella di pagamento per la stessa somma di E. 12 212,53 piu' E. 5,56 di diritti di notifica della cartella. Con la stessa lettera, mi viene concessa la possibilita' di presentare ricorso, in carta da bollo e con l' obbligo ..."di essere assistito da un difensore appartenente ad una delle categorie indicate nell'art. 12, comma 2, del D.Lgs. n. 546/1992, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta ufficiale n. 9 del 13/01/1993"...
Mi viene altresi' precisato che all' eventuale ricorso deve fare seguito, anche: la "costituzione in giudizio", depositando il proprio fascicolo, entro i successivi 30 gg., presso la segreteria della commissione tributaria provinciale (quindi, per me, fuori sede). Nonche' la richiesta di sospensione del pagamento.
Con la stessa lettera vengo avvertito che ..."in caso di mancato pagamento ... procederemo ad esecuzione forzata, nonche' al fermo amministrativo dei beni mobili registrati (ad es. automobili), all'ipoteca sugli immobili di sua proprieta' e ad acquisire presso i suoi debitori notizie sui suoi crediti nei loro confronti"...
5) In riferimento a quanto sopra esposto, preciso che: a) Ritengo inaccettabile che a causa delle asserite difficolta' interne di controllo presso gli uffici competenti, l'Agenzia delle Entrate presuma l'inadempienza del cittadino e ribalti su questo l' obbligo di dimostrare l'avvenuto pagamento di quanto dovuto, con tutti gli oneri che questo comporta, sia per il cittadino, sia per la stessa Agenzia delle Entrate e quindi di tutti i contribuenti.
b) Risultando palesemente falsa l'affermazione fatta che ..."il controllo dei versamenti effettuati ... ha evidenziato l'esistenza di somme non ancora corrisposte"..., in quanto sono in possesso delle ricevute di pagamento che dimostrano il contrario, ritengo che chi ha commesso l'errore debba essere tenuto a risponderne.
c) La prima lettera, del giugno 2006, e' stata da me rinvenuta in busta aperta, sul pavimento dell'androne del mio domicilio, un palazzo con ben 32 famiglie di condomini, pertanto ritengo di aver subito una intollerabile lesione della mia "privacy" e di essere stato diffamato. Nel ringraziarVi per l' attenzione, Vi sarei grato se mi poteste dare un aiuto.
Francesco, da Augusta

Risposta ADUC
Crediamo che di tutto quanto (quantifichi il danno) debba risponderne l'amministrazione che ha effettuato l'errore. Ma occorre attendere la pronuncia del giudice che lo affermi. Con la stessa potra' chiedere la condanna al pagamento di tutto quanto subito.
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