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Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 dicembre 2006
Domanda 14 dicembre 2006
Gentile Aduc circa 1 anno fa (02/08/2005) aderivo per curiosità ad un messaggio pubblicitario via internet (banner) che invitava a scaricare sul proprio cellulare una suoneria di un motivetto in voga in modo assolutamente gratuito e senza nessun obbligo per poter valutare il servizio (PROVA GRATIS...). Veniva a questo punto richiesto il numero del cellulare su cui attivare la suoneria da una procedura di registrazione sempre via web e ricevevo un messaggio di conferma via sms con il contenuto richiesto. A seguire, per oltre un anno sono stato "bombardato" da una serie di messaggi via sms, con cadenza quasi settimanale, che invitavano a scaricare del nuovo contenuto disponibile (suonerie) senza nessuna ulteriore suoneria di... vai su... per scaricare, ecc.). Avendo sempre considerato il carattere di questi messaggi come puramente pubblicitario e non essendo interessato al servizio proposto, ho semplicemente provveduto ad eliminarli al ricevimento. Sospettoso dei continui ammanchi sulla mia carta telefonica ricarica bile rispetto al presunto traffico telefonico consumato, ho richiesto qualche settimana fa un controllo al mio operatore telefonico (Vodafone) che mi confermava l'esistenza di un abbonamento a mio carico da parte di DADA MOBILE a partire dalla data di cui sopra, in base al quale venivano inviati al mio numero di cellulare con cadenza settimanale dei messaggi relativi a contenuti multimediali (loghi, suonerie, ecc.) al costo d 3¤ a messaggio SMS. In pratica, questa azienda sottraeva ogni settimana tale cifra dal mio credito telefonico residuo per il solo fatto di aver inviato il messaggio sms ed indipendentemente dal fatto che io avessi ricevuto e letto il messaggio e che avessi provveduto o meno a collegarmi via wap ad un loro sito internet per procedere al download della suoneria o affine. Tutto questo, chiaramente, trascurando il fatto che io avrei dovuto anche sopportare il costo della eventuale connessione al sito internet di cui sopra e che il mio telefonino supportasse o meno tale funzione (ossia il collegamento WAP o simile). Ancora chiaramente con l'assoluta connivenza del mio operatore telefonico, a cui ho dovuto espressamente richiedere la disattivazione generale di qualsiasi servizio a pagamento dalla mia numerazione telefonica. Dopo aver appreso la dolorosa notizia (156 ¤ di credito telefonico "rubati" dalla mia carte prepagata in poco più di 1 anno), ho proseguito ad informarmi sul loro sito sulle condizioni del servizio che sono riportate in http://terms.dada.net/it/costs e sulle modalità di disdetta che ho prontamente eseguito. In sintesi il "giochetto" è molto semplice: l'utente viene invitato a scaricare un contenuto in modo assolutamente gratuito (SCARICA GRATIS) ma non avvertito , se non nel caso di attenta e scrupolosa lettura delle Condizioni del Servizio (quanti lo faranno?), che la gratuità riguarda solo la prima settimana o il singolo contenuto e che successivamente risulta abbonato al servizio fino a quando non se ne accorge e procede alla disdetta nei modi segnalati (sempre nelle condizioni di servizio), come ne gli 'esempi http://it.mobi.dada.net/splash/specialoffer_it10.html oppure http://it.mobi.dada.net/splash/specialoffer_it30.html Nel mio caso, a memoria, la procedura era anche molto meno esplicita; probabilmente in 1 anno si sono fatti più furbi ma rimane sempre non assolutamente coerente con il messaggio pubblicitario, tanto da farmi sospettare che esistano gli estremi per una possibile denuncia al Garante per la Pubblicità per violazione del nuovo codice del consumo. Ad ogni modo, quello che mi fa dubitare della liceità di un simile contratto di abbonamento:
- possibile che una regolamentazione così vessativa per l'utente sia perfettamente conclusa tramite comportamento concludente (compilazione di un form via web, ricezione messaggio sms, download di quel contenuto tramite Gprs o affine), ed ad esempio non richieda una espressa accettazione delle clausole. E' sufficiente un generale richiamo alle condizioni di servizio per ottemperare all'obbligo di informativa e trasparenza sui costi del servizio, senza neanche richiedere espressamente la presa visione ed accettazione delle stesse?
- il servizio si attiva sia che tu abbia ricevuto il contenuto "gratuito" sia che tu non possa riceverlo per impedimenti tecnici o tecnologici (come nel mio caso in cui non mi ero preoccupato di settare il cellulare per l'invio e la ricezione di mms) ; l'addebito sulla carta telefonica avviene,infatti, all 'invio del messaggio SMS da parte di DADA MOBILE e non al download del contenuto; in altre parole, sia che l'utente legga o meno l'SMS, che lo apra o lo elimini solo perchè ha riconosciuto il numero del mittente , che decida di scaricare il contenuto presentato o meno, paghi sempre e comunque 3 euro perchè è un servizio in "abbonamento". In altre parole, è il semplice messaggio SMS che ha il costo di 3 euro ad invio e non l'effettivo contenuto di cui questo rappresenta una mera informazione sulla disponibilità.
- non c'è mai traccia dell'addebito in quanto non risulta nell'estratto conto dell'operatore telefonica perchè trattasi di un SMS in ricezione (che non ha costi) e non in uscita; pertanto, se non ti viene il dubbio, come nel mio caso, vai avanti a pagare per anni senza che te ne accorga - il testo del SMS ricevuto (quello che costa ¤3 per intenderci) non riporta in alcun modo il carattere non gratuito del messaggio o il riferimento al fatto che si tratta di un contenuto a pagamento ed in abbonamento (ad esempio, nessuna descrizione su come disattivare il servizio o dove avere maggiori informazioni).
- anche il gestore telefonico (per il quale Dada è un cliente) sembra essere complice in quanto disattiva l'abilitazione alla ricezione di servizi a pagamento solo a richiesta dell'utente (e non viceversa) ; per questo parlo di "convivenza" dell'operatore telefonico che in base a precisi accordi commerciali con queste società, preferisce fare "orecchie da mercante" anzichè proteggere i propri clienti.
- mi sembra una procedura ai limiti dell'illecito molto pericolosa soprattuto per i minori (grandi utenti del servizio)...
- da ultimo, questa problematica ricorda quella dei "dialer" che si attivano automaticamente via web in modo non trasparente è che hanno portato a pronunciarsi sull'illegalità di tale servizio di distribuzione di contenuti a pagamento e a cui è stato dato grande risalto anche sui mezzi di comunicazione; perchè invece nessuno parla di questi servizi poco chiari? Al di là del mio sfogo personale, vi ringrazio anticipatamente per le cortese indicazioni che vogliate fornire. Cordialissimi saluti.

Risposta ADUC
Puo' certamente segnalare al Garante la pubblicita' come ingannevole, nella misura in cui lascia intendere che si sta comprando un unico servizio, e non un vero e proprio abbonamento: clicca qui.
Quanto al contratto, la clausola sull'abbonamento non e' di per se' vessatoria, anzi e' l'oggetto del contratto. Piuttosto, si puo' dubitare della chiarezza e comprensibilita' delle clausole che descrivono il dettaglio del servizio, e della diversa evidenza, anche grafica, che viene data ad una condizione contrattuale piuttosto che ad un'altra. In tal caso, la clausola puo' esser dichiarata dal giudice vessatoria. Su questa base puo' inviare a Dada una messa in mora, in cui contesta la legittimita' del contratto e chiede il risarcimento di quanto addebitatole: clicca qui, consapevole pero' del fatto che in caso di mancata risposta dovra' rivolgersi al giudice di pace.
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