Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
11 dicembre 2006
Nel 2005 mi e' venuta l'infelice idea di aprire un c/c banco posta comprensivo di carta di credito, rilasciata dalla DeutscheBank (scoperto solo successivamente), a rimborso rateale. Puntualmente ho pagato per quasi un anno importi mensili che andavano a coprire le spese fatte con la carta di credito, ma all'improvviso, senza nessun avviso da parte dell'agenzia postale ho ricevuto una telefonata da un centro recupero crediti che mi intimava il rientro della somma intera o se avesse deciso di pagare ratealmente, con firma di cambiali. Il tutto e' accaduto perche' nel mese di dicembre, per una mia disattenzione, il saldo del conto non copriva la rata. Il giorno dopo la telefonata sono corso all'ufficio postale per chiedere spiegazioni e per versare l'importo mancante con l'aggiunta di molti euro in piu', ma il tutto non e' servito a nulla, perche' il direttore non sapeva che spegazioni darmi e il denaro e' rimasto sul connto senza che la deutsche bank lo prelevasse per coprire la somma mancante. Il contratto da me firmato con l'ente poste dice testualmente che la sospensione del conto o della carta devono essere precedute da una raccomandata o telegramma che avvisa l'utente della mancanza di denaro e che se non provvedera' sara' sospeso il servizio e iscritto al CAI. Tutto questo al sottoscritto non e' accaduto, sono stato iscritto al centro allarmi interbancario e giorni fa la mia banca mi ha comunicato che mi trovo nella posizione di sofferenza. Non avendo intestato a mio nome ne casa ne auto, ma solo il 33% della societa' di cui faccio parte, il direttore della mia filiale mi ha comunicato che anche il conto corrente della ditta finisce in sofferenza. Quello che vi chiedo e' se il contratto da me firmato ha importanza e se la procedura adottata dai due enti e' regolare e cosa posso fare se eventualmente avessi ragione. Grazie.
A
A
Risposta ADUC
Il contratto e' la legge che disciplina il suo rapporto con Bancoposta. La procedura, inoltre, e' usuale.
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