Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 febbraio 2001
Oggetto: Statuto del contribuente e contenzioso col Fisco.
Negli anni 1989-92 ho omesso di dichiarare sul mod. 740 utili per dividendi azionari, per un ammontare di alcune centinaia di migliaia di lire.
A seguito della contestazione del fisco, mi sono appellato alla Commissione Tributaria, sostenendo che l'omessa dichiarazione aveva provocato un danno non al Fisco ma a me stesso, in quanto non avevo usufruito della detrazione prevista per questo tipo di reddito. In pratica, avevo pagato piu’ tasse di quelle che avrei dovuto pagare dichiarando i suddetti dividendi.
La Commissione tributaria mi ha dato torto, sostenendo che l'omessa dichiarazione aveva automaticamente annullato il diritto alla detrazione. A seguito di tale sentenza, il Fisco ha iscritto a ruolo, a mio carico, somme che ammontano a diversi milioni di lire (fra tasse, sovrattasse, interessi e soprattutto SANZIONI).La comunicazione di iscrizione a ruolo mi e’ arrivata il mese scorso.
Recentemente pero’ ho appreso che lo STATUTO DEL CONTRIBUENTE (legge n. 212 pubblicata nella gazzetta ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000), all'articolo 10 ha affermato il principio che "LE SANZIONI NON POSSONO ESSERE IRROGATE QUANDO LA VIOLAZIONE SI TRADUCE IN UNA MERA VIOLAZIONE FORMALE SENZA ALCUN DEBITO DI IMPOSTA". Tale principio mi da’ ragione e contraddice palesemente la sentenza della Commissione tributaria, che si basava sulla normativa preesistente.
La domanda che pongo e’ la seguente: posso appellarmi al PRINCIPIO contenuto nello Statuto del Contribuente (che, essendo un principio, dovrebbe essere retroattivo) e quindi rimettere in discussione la precedente sentenza? Nel caso fosse possibile, a CHI rivolgermi?
Negli anni 1989-92 ho omesso di dichiarare sul mod. 740 utili per dividendi azionari, per un ammontare di alcune centinaia di migliaia di lire.
A seguito della contestazione del fisco, mi sono appellato alla Commissione Tributaria, sostenendo che l'omessa dichiarazione aveva provocato un danno non al Fisco ma a me stesso, in quanto non avevo usufruito della detrazione prevista per questo tipo di reddito. In pratica, avevo pagato piu’ tasse di quelle che avrei dovuto pagare dichiarando i suddetti dividendi.
La Commissione tributaria mi ha dato torto, sostenendo che l'omessa dichiarazione aveva automaticamente annullato il diritto alla detrazione. A seguito di tale sentenza, il Fisco ha iscritto a ruolo, a mio carico, somme che ammontano a diversi milioni di lire (fra tasse, sovrattasse, interessi e soprattutto SANZIONI).La comunicazione di iscrizione a ruolo mi e’ arrivata il mese scorso.
Recentemente pero’ ho appreso che lo STATUTO DEL CONTRIBUENTE (legge n. 212 pubblicata nella gazzetta ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000), all'articolo 10 ha affermato il principio che "LE SANZIONI NON POSSONO ESSERE IRROGATE QUANDO LA VIOLAZIONE SI TRADUCE IN UNA MERA VIOLAZIONE FORMALE SENZA ALCUN DEBITO DI IMPOSTA". Tale principio mi da’ ragione e contraddice palesemente la sentenza della Commissione tributaria, che si basava sulla normativa preesistente.
La domanda che pongo e’ la seguente: posso appellarmi al PRINCIPIO contenuto nello Statuto del Contribuente (che, essendo un principio, dovrebbe essere retroattivo) e quindi rimettere in discussione la precedente sentenza? Nel caso fosse possibile, a CHI rivolgermi?
Risposta ADUC
Potrebbe sicuramente tentare di avvalersi del principio del "favor rei", richiedendo l'applicazione della norma -successiva- piu' favorevole al contravventore. Tuttavia, i tempi di ricorso sono decaduti e l'applicazione del principio non e' necessariamente automatica. Riteniamo che lei abbia comunque una possibilita', rivolgendosi al Garante del Contribuente.
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