Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 dicembre 2006
Cara Aduc, mi chiamo Christian, ho avuto alcuni problemi con una ditta costruttrice di immobili, avrei bisogno di un vostro consiglio: In data 10.06.2006, per la seconda volta, io e la mia fidanzata, ci siamo recati c/o il box-vendite della soc. Intermedia srl, sito di fronte ai cantieri edili zona Bufalotta (RM) al fine di esperire le trattative precontrattuali relative all'eventuale acquisto di un'unita' abitativa in costruzione. In fase di negoziazione rivolgevamo diverse domande all'addetta alle vendite, al fine di conoscere dimensioni, caratteri e qualita' delle unita' immobiliari in vendita. Soffermandoci successivamente su un appartamento di nostro interesse, apprendevamo dalla venditrice che l'unita' abitativa in questione aveva le dimensioni di 55mq + 58mq di giardino tutti calpestabili. Ritenuto l'interesse a considerare l'acquisto dell'immobile da parte nostra, versavamo l'acconto di Euro 10.000, rassicurati dall'addetta che in caso di recesso, quanto versato sarebbe stato restituito. L'addetta alle vendite ci forniva in seguito una planimetria dell'appartamento asserendo che non era in scala e quindi nel caso avessimo fatto un calcolo della superficie calpestabile non sarebbe risultato di 55mq + 58mq. Immediatamente facevamo notare che nella parte in basso della planimetria era riportata la dicitura: scala 1:100. La stessa ci rassicurava che era un errore e affermava, inoltre, che la planimetria in scala ci sarebbe stata consegnata non appena disponibile e comunque non prima della stipulazione del rogito. Riponendo fiducia in quanto asserito dalla venditrice firmavamo quella che e' stata da "proposta d'acquisto". In data 25.10.2006 telefonando alla sede "soc. INTERMEDIA" apprendevo che la superficie dell'appartamento e del giardino sono commerciali e non calpestabili come riferito dalla venditrice. Nel pomeriggio sono ritornato presso la citata sede. Rivoltomi al box-vendite ove ho presentato la questione ad un altro addetto alle vendite il quale si faceva carico dell'impegno di "risolvere la situazione" nel migliore dei modi. Veniva preso un ulteriore appuntamento per il giorno 03.11.2006; In data 03.11.2006, come da accordi, mi sono recato nuovamente c/o il vostro box-vendite. L'addetto alle vendite era assente. Telefonando alla sede ho interloquito con un dipendente, il quale mi ha riferito che quanto da me prospettato era stato discusso dall'amministratore delegato e dall'addetto alle vendite. Lo stesso impiegato ribadiva che in ogni caso il mio recesso sarebbe stato libero ed incondizionato dal momento che era stata accertata la non attribuibilita' dell'equivoco al sottoscritto; in data 06.11.2006 ho contattato telefonicamente il venditore il quale mi rappresentava quanto discusso con l'amministratore delegato, nella fattispecie:
1. mi informava che era in corso un accertamento volto a verificare l'effettiva superficie dell'unita' abitativa che sicuramente non corrispondera' ai 55 calpestabili negoziati;
2. ribadiva quanto detto dall'impiegato per quanto concerne la mancanza di cause ostative alla restituzione della somma di 10000 euro versata con;
3. mi comunicava che non era intenzione della societa' scomputare quanto erroneamente contrattato dal prezzo originario, ovvero addivenire ad una diversa soluzione contrattuale.
A fronte degli avvenimenti sopra esposti ritengo che l'unita' abitativa per la quale e' stata firmata la proposta di acquisto non corrisponde piu' e in alcun modo all'appartamento oggetto della negoziazione ed a tal fine, ho comunicato-tramite lettera raccomandata - alla societa' la mia volonta' di recedere dalla proposta di acquisto dell'appartamento in questione richiedendo anche la restituzione della somma di 10000 euro versata e da loro immediatamente incassata. Vorrei sapere se ci sono comportamenti censurabili nell'ambito penale (truffa?) o civile e quindi se c'e' una possibilita' di riavere i miei soldi. In attesa di una vostra cortese risposta vi ringrazio anticipatamente.
Christian, da Genova
1. mi informava che era in corso un accertamento volto a verificare l'effettiva superficie dell'unita' abitativa che sicuramente non corrispondera' ai 55 calpestabili negoziati;
2. ribadiva quanto detto dall'impiegato per quanto concerne la mancanza di cause ostative alla restituzione della somma di 10000 euro versata con;
3. mi comunicava che non era intenzione della societa' scomputare quanto erroneamente contrattato dal prezzo originario, ovvero addivenire ad una diversa soluzione contrattuale.
A fronte degli avvenimenti sopra esposti ritengo che l'unita' abitativa per la quale e' stata firmata la proposta di acquisto non corrisponde piu' e in alcun modo all'appartamento oggetto della negoziazione ed a tal fine, ho comunicato-tramite lettera raccomandata - alla societa' la mia volonta' di recedere dalla proposta di acquisto dell'appartamento in questione richiedendo anche la restituzione della somma di 10000 euro versata e da loro immediatamente incassata. Vorrei sapere se ci sono comportamenti censurabili nell'ambito penale (truffa?) o civile e quindi se c'e' una possibilita' di riavere i miei soldi. In attesa di una vostra cortese risposta vi ringrazio anticipatamente.
Christian, da Genova
Risposta ADUC
Il recesso all'acquisto lei lo ha fatto per colpa della parte venditrice, per cui puo' pretendere il doppio della somma versata come caparra. Qui le norme:
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