Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 dicembre 2006
Domanda 1 dicembre 2006
Cara Aduc, in data 25/07/06, tramite MF INVEST REAL ESTATE Agenzia Immobiliare di Figline Valdarno (Firenze), ho sottoscritto una proposta per l'acquisto di un immobile collocato nel Valdarno Fiorentino, allegando allo stesso documento assegno con un piccolo acconto di ¤ 2.000 per il Venditore. Nel documento sottoscritto viene indicato che il saldo della somma da pagare, ¤ 248.000, "verrà corrisposto in parte per contanti derivante da vendita immobiliare ed in parte per contatti. (Vendita al Rogito direttamente senza necessità preliminare)". I "contanti derivante da vendita immobiliare" dovrebbero pervenire dalla vendita della mia abitazione che il mediatore si impegna a mettere sul mercato a ¤ 195.000. Inoltre afferma che in caso di mancanza di acquirenti, il mio immobile verrà ceduto in "permuta" al Venditore ad una cifra di ¤ 180.000. Valutazione che lo stesso Venditore, dopo aver visitato la casa, ha accettato. L'altra "parte per contanti" verrebbe acquisita tramite mutuo bancario. Ingenuamente mi fido dell'agenzia e sottoscrivo la proposta senza chiedere garanzie scritte per la permuta. Neppure tengo conto che il modulo della proposta prevede: "inoltre si impegna a corrispondere all'agenzia immobiliare la provvigione del 3% più IVA sul prezzo sopra offerto ad accettazione avvenuta da parte della proprietà". Per l'operazione di vendita del mio appartamento non mi viene sottoposto nessun documento di intesa anche se, quasi immediatamente, appare sul sito Internet dell'Agenzia Immobiliare l'inserzione di vendita dell'appartamento a ¤ 195.000. Dopo l'accettazione della mia proposta da parte del Venditore, mi viene richiesto un acconto sulle provvigioni. Ho rilasciato assegno di conto corrente bancario per ¤ 1.000. L'agente ha preteso l'intestazione dell'assegno a "mio proprio" forse per tentare di evadere l'Iva. Verso la fine di agosto chiamo l'agente per conoscere se ci sono novità. Mi assicura che tramite Internet sono arrivate diverse richieste per l'appartamento ma tutto dovrà essere rimandato a settembre in quando siamo nel periodo delle vacanze. Successivamente ho occasione di incontrare il Venditore dal quale vengo informato che non ha mai avuto alcuna intenzione di acquistare l'immobile di mia proprietà. Contatto l'agente facendo presente che ho saputo dal Venditore che non accetta nessuna permuta. Il mediatore mi invita alla calma e aggiunge che il Venditore "ha tante case: può acquistarne anche una in più!". Dopo un momento di sgomento spero, ormai, nella buona sorte per trovare un acquirente! Verso la fine di settembre l'agente porta una Signora a vedere la mia casa ma si capisce subito che non è interessata. Intanto le banche che ho interpellato hanno difficoltà a concedermi ¤ 110.000 di mutuo in quanto tale cifra, per essere sopportata dal mio stipendio, dovrebbe essere ammortizzata in 30 anni e io avendo ormai 55 anni di età non ho tale possibilità. A metà ottobre ho, telefonicamente, invitato il mediatore ad un più corretto impegno. Mi ha risposto che stava facendo il suo dovere. Personalmente non mi sembrava, in tre mesi aveva fatto vedere l'appartamento ad una sola persona e non era neppure interessata! Inizio a rendermi conto, giorno dopo giorno, che le difficoltà aumentano. Analizzando meglio la mia situazione economica comprendo le impossibilità del progetto. Intanto su Internet, l'Immobiliare, diminuisce l'offerta del mio appartamento, portandolo a ¤ 185.000. Capisco che svendendo la mia abitazione non avrò le entrate per far fronte all'acquisto del nuovo immobile. Decido, dopo attente valutazioni, di rinunciare all'operazione. Incontro subito il Venditore. Il Venditore, comprendendo perfettamente le mie difficoltà, assicurava che mi avrebbe restituito l'assegno (non incassato) che avevo rilasciato in sede di proposta d'acquisto. La stessa comprensione non c'è stata, invece, da parte del Mediatore. Infatti, in un primo momento mi ha richiesto il 50% dell'importo delle provvigioni dovute (circa ¤ 4.300) poi, dichiarando che voleva informarsi meglio, mi avrebbe fatto sapere successivamente le sue definitive decisioni. Alcuni giorni dopo, il Venditore mi ha richiesto una dichiarazione per "rinuncia acquisto immobile", con copia per conoscenza all'Agenzia. Ho spedito la lettera il 26/10/2006. In data 30/10/2006 mi è pervenuta raccomandata da parte dell'Agenzia con fattura a me intestata di ¤ 8.640 e la relativa richiesta di liquidazione per ¤ 7.640 in quanto ¤ 1.000 già pagati in acconto. Nella lettera di accompagnamento vengo sollecitato al pagamento, in mancanza, l'Agenzia si rivolgerà ad un legale. In seguito il Venditore mi restituisce l'assegno e una dichiarazione di svincolo dall'acquisto. Interpello un Legale. L'Avvocato mi fa presente che il documento da me sottoscritto può crearmi serie difficoltà. A suo avviso è possibile contestare soltanto alcune inesattezze formali. Viene quindi spedita una lettera all'agenzia immobiliare contestando il credito richiesto e formulando il rimborso di ¤ 1.000 versati in acconto in quanto la proposta di acquisto da me sottoscritta risulta priva dei requisiti sostanziali e formali minimi per considerarla una promessa di acquisto idonea ed è viziata dal fatto che essendo indirizzata alla società proprietaria dell'immobile viene invece accettata e sottoscritta da un soggetto diverso che non si qualifica, in nessun modo ed ad alcun titolo, a nome della società stessa in quanto firma in proprio, pur essendone un Legale Rappresentante (ex art 2932 c.c.). Inoltre viene contestato che non è stata allegata alla proposta di acquisto la planimetria catastale dell'immobile ma una piantina di carattere pubblicitario nella quale è indicata anche una superficie maggiore rispetto a quella effettiva dell'immobile. Il Mediatore, appena ricevuta la lettera, mi telefona e in maniera veramente spiacevole ed offensiva mi ricorda che lui ha operato correttamente mentre io non voglio riconoscere il suo lavoro. A niente valgono le mie giustificazioni: lui vuole le sue provvigioni! Alla fine del burrascoso dialogo mi fa capire che possiamo trovare un accordo e porre fine alla vicenda con ulteriori ¤ 2.000 anziché dei 7.640 ¤ precedentemente richiesti. Mi consiglio con i familiari: accettiamo. Anche l'Avvocato, pur ritenendo giusto contestare l'operato del Mediatore, capisce che la nostra decisione è dettata da una necessità di tranquillità che non verrebbe garantita in attesa dell'esito finale di una eventuale causa giudiziaria. Ora chiedo, è mai possibile che la Legge non tuteli gli ignari cittadini che ingenuamente cadono nei tranelli di Agenti Immobiliari senza scrupoli? E' giusto essere colpiti così pesantemente per una errata valutazione dell'acquisto? E' giusto che la Legge preveda il pagamento delle provvigioni anche se l'acquisto dell'immobile non viene effettuato? Semplicemente perché il modulo sottoscritto risulta depositato alla CCIAA? Chiunque analizzerà quanto ho sopra esposto si accorgerà che in tutta la vicenda, la vendita del mio appartamento era il fatto più importante e necessario per portare a termine l'affare in quanto da essa doveva scaturire quel sostanziale contributo da permettere, successivamente, il nuovo acquisto. Invece di tutto questo non appare notizia perché l'esclusivo interesse del Mediatore non era tanto quello di promuovere un corretto affare ma bensì, ed esclusivamente, quello di farmi firmare un compromettente documento.
Roberto, da Montevarchi

Risposta ADUC
Come prima cosa la invitiamo, la prossima volta che decidesse di sottoporci un quesito, di essere piu' breve e conciso, nel rispetto del nostro servizio di consulenza gratuita. Detto questo, aggiungiamo che lo stesso servizio non e' adatto, in quanto generico e reso a distanza, a valutare approfonditamente una questione come quella che pone lei, dove -tra l'altro- e' gia' intervenuto un legale. Quello che possiamo dirle, in modo molto generico, e' che l'errore e' stato anche suo, nel firmare impegni e promesse senza prima riflettere bene e INFORMARSI sui rischi, quando cio' poteva tranquillamente essere evitato (da sempre sconsigliamo di sottoscrivere promesse di acquisto e incarichi di vendita, figuriamoci un contratto che li comprende e che, a quanto capiamo, sostituisce anche il compromesso!). A nostro parere gli e' andata piuttosto bene, sia considerando la disponibilita' del venditore a chiudere il contratto, sia considerando l'accordo stragiudiziale che e' riuscito ad ottenere col mediatore. Per le prossime volte puo', se vuole, informarsi meglio, preventivamente, leggendo il materiale pubblicato sul nostro sito (per esempio questa recente scheda: clicca qui
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