Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 novembre 2006
GENTILI SIGNORI... a inizio 2005 appaltai i lavori di costruzioni della mia nuova casa ad una impresa di costruzione. Dopo varie vicissitudini si e' arrivati alla decisione di cessare consensualmente il rapporto contrattuale con l'impresa per inaffidabilita' della stessa, Il direttore lavori mi invia un rapporto economico definitivo con evidenziato un saldo a favore dell'impresa di euro 27.000. Contesto immediatamente motivandolo (racc. a/r) tale importo in quanto errato e lacunoso. Chiedo al D.L. di intervenire urgentemente con una perizia in quanto nel frattempo scopro che il tetto e' storto e viziato da errori costruttivi (Ovviamente entro 60 gg. dalla scoperta). Attendo inutilmente (da 2 mesi) che il D.L. si faccia vivo, ma oggi mi cade la classica tegola in testa: mi telefona un dr. commercialista comunicandomi che l'impresa nel frattempo e' fallit e che mi inviera' la richiesta di corresponsione al tribunale fallimentare per la cifra evidenziata piu' sopra (euro 27.000, appunto). Comunico al curatore fallimentare quanto sopra gia' descritto: vizi, reclami, danni ecc. ma egli mi dice che intanto devo pagare, salvo il mio diritto a ricorrere in giudizio. Chiedo gentilmente: siccome molto difficilmente qualora io pagassi e poi facessi ricorso, verrei rimborsato del danno subito (circa euro 12.000). che possibilita' ho di trovare un po' di giustizia pagando semplicemente la differenza tra quanto ipoteticamente dovuto e quanto riscontato di danni subiti? E se mi rifiutassi di sottostare ad una cosi' palese ingiustizia, rischierei pignoramenti, ingiunziioni o che altro??? Grazie di cuore. Angelo, da San Zenone
Risposta ADUC
Visto la richiesta informale che le e' stata fatta, le consigliamo di non pagare e, se dovesse arrivarle un decreto ingiuntivo, di fare opposizione con le motivazioni che lei ci ha spiegato. Visti gli alti importi in gioco, se e quando dovra' fare ricorso, le occorrera' un avvocato.
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