Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 febbraio 2001
Spettabile redazione,
vorrei esporvi cio’ che mi accade, e come a me, anche a tante altre famiglie, in seguito all'entrata in vigore dell'ISEE: dal settembre del 2000 l'importo della retta per la frequenza di mio figlio all'asilo comunale di Rimini e’ piu’ che raddoppiata, dalle 100.000 lire mensili che ho pagato nell'anno 1999/2000 e’ passata alle attuali 210.000 lire mensili che pago per l'anno in corso 2000/2001, tutto cio’ a causa del fatto che secondo il conteggio, per l'appunto dell'ISEE, non rientro piu’ tra le famiglie che godono della riduzione della retta, mentre l'anno scorso, percependo l'assegno famigliare, automaticamente ho goduto della riduzione della retta. I miei redditi rispetto l'anno passato non sono per niente aumentati, ma cio’ che pesa e’ l'abitazione dove vivo che essendo a me intestata e non pagando affitto, mi porta al di fuori dei parametri nei quali e’ riconosciuta la riduzione.
Da cio’ che ho capito alcuni dei criteri d'applicazione nella valutazione ai fini ISEE sono a discrezione del comune, ci sarebbe quindi la possibilita’ di "aggiustare il tiro" attraverso l'applicazione di regole piu’ attente e calibrate, ma a quanto pare nessun comune, tanto meno quello di Rimini, si lascia scappare l'occasione di poter spremere facile denaro dalle tasche dei propri cittadini, cosi’, nonostante i comuni incassino innumerevoli tipologie di "gabelle" sulle abitazioni, ancora una volta questa "casa" mi produce reddito e quindi in sostanza tutto il discorso diventa un'altra tassa sulla casa.....;
Vi chiedo: "Vi risultano contestazioni di questo genere in seguito all'entrata in vigore dell'ISEE? "
I comuni molto opportunamente, hanno portato, per tutti i servizi previsti, tutte le tariffe al massimo, chi poi vuole ottenere la riduzione dei costi deve presentarsi in una sorta di "confessionale" per dichiarare tutti i redditi, immobili e persino il piu’ gran tabu’ dei nostri giorni: i beni mobili posseduti, e’ facile immaginare, che cio’ (con questi "chiari di luna"), a portato le famiglie a disertare le richieste di riduzione, piuttosto molte di loro, visto gli aumenti dei costi, si sono rivolti ad asili privati, e guarda caso, quest'ultimi, hanno gia’ alzato le loro tariffe. Non e’ assurdo tutto questo?
Possibile che chi ha "creato" l'ISEE non si sia accorto che i criteri di conteggio sono paradossalmente sbagliati e facilitano come al solito chi percepisce redditi "non documentati"?
Grazie per un'eventuale risposta.
"Spettabile redazione,
vorrei esporvi cio’ che mi accade, e come a me, anche a tante altre famiglie, in seguito all'entrata in vigore dell'ISEE: dal settembre del 2000 l'importo della retta per la frequenza di mio figlio all'asilo comunale di Rimini e’ piu’ che raddoppiata, dalle 100.000 lire mensili che ho pagato nell'anno 1999/2000 e’ passata alle attuali 210.000 lire mensili che pago per l'anno in corso 2000/2001, tutto cio’ a causa del fatto che secondo il conteggio, per l'appunto dell'ISEE, non rientro piu’ tra le famiglie che godono della riduzione della retta, mentre l'anno scorso, percependo l'assegno famigliare, automaticamente ho goduto della riduzione della retta. I miei redditi rispetto l'anno passato non sono per niente aumentati, ma cio’ che pesa e’ l'abitazione dove vivo che essendo a me intestata e non pagando affitto, mi porta al di fuori dei parametri nei quali e’ riconosciuta la riduzione.
Da cio’ che ho capito alcuni dei criteri d'applicazione nella valutazione ai fini ISEE sono a discrezione del comune, ci sarebbe quindi la possibilita’ di "aggiustare il tiro" attraverso l'applicazione di regole piu’ attente e calibrate, ma a quanto pare nessun comune, tanto meno quello di Rimini, si lascia scappare l'occasione di poter spremere facile denaro dalle tasche dei propri cittadini, cosi’, nonostante i comuni incassino innumerevoli tipologie di "gabelle" sulle abitazioni, ancora una volta questa "casa" mi produce reddito e quindi in sostanza tutto il discorso diventa un'altra tassa sulla casa.....;
Vi chiedo: "Vi risultano contestazioni di questo genere in seguito all'entrata in vigore dell'ISEE? "
I comuni molto opportunamente, hanno portato, per tutti i servizi previsti, tutte le tariffe al massimo, chi poi vuole ottenere la riduzione dei costi deve presentarsi in una sorta di "confessionale" per dichiarare tutti i redditi, immobili e persino il piu’ gran tabu’ dei nostri giorni: i beni mobili posseduti, e’ facile immaginare, che cio’ (con questi "chiari di luna"), a portato le famiglie a disertare le richieste di riduzione, piuttosto molte di loro, visto gli aumenti dei costi, si sono rivolti ad asili privati, e guarda caso, quest'ultimi, hanno gia’ alzato le loro tariffe. Non e’ assurdo tutto questo?
Possibile che chi ha "creato" l'ISEE non si sia accorto che i criteri di conteggio sono paradossalmente sbagliati e facilitano come al solito chi percepisce redditi "non documentati"?
vorrei esporvi cio’ che mi accade, e come a me, anche a tante altre famiglie, in seguito all'entrata in vigore dell'ISEE: dal settembre del 2000 l'importo della retta per la frequenza di mio figlio all'asilo comunale di Rimini e’ piu’ che raddoppiata, dalle 100.000 lire mensili che ho pagato nell'anno 1999/2000 e’ passata alle attuali 210.000 lire mensili che pago per l'anno in corso 2000/2001, tutto cio’ a causa del fatto che secondo il conteggio, per l'appunto dell'ISEE, non rientro piu’ tra le famiglie che godono della riduzione della retta, mentre l'anno scorso, percependo l'assegno famigliare, automaticamente ho goduto della riduzione della retta. I miei redditi rispetto l'anno passato non sono per niente aumentati, ma cio’ che pesa e’ l'abitazione dove vivo che essendo a me intestata e non pagando affitto, mi porta al di fuori dei parametri nei quali e’ riconosciuta la riduzione.
Da cio’ che ho capito alcuni dei criteri d'applicazione nella valutazione ai fini ISEE sono a discrezione del comune, ci sarebbe quindi la possibilita’ di "aggiustare il tiro" attraverso l'applicazione di regole piu’ attente e calibrate, ma a quanto pare nessun comune, tanto meno quello di Rimini, si lascia scappare l'occasione di poter spremere facile denaro dalle tasche dei propri cittadini, cosi’, nonostante i comuni incassino innumerevoli tipologie di "gabelle" sulle abitazioni, ancora una volta questa "casa" mi produce reddito e quindi in sostanza tutto il discorso diventa un'altra tassa sulla casa.....;
Vi chiedo: "Vi risultano contestazioni di questo genere in seguito all'entrata in vigore dell'ISEE? "
I comuni molto opportunamente, hanno portato, per tutti i servizi previsti, tutte le tariffe al massimo, chi poi vuole ottenere la riduzione dei costi deve presentarsi in una sorta di "confessionale" per dichiarare tutti i redditi, immobili e persino il piu’ gran tabu’ dei nostri giorni: i beni mobili posseduti, e’ facile immaginare, che cio’ (con questi "chiari di luna"), a portato le famiglie a disertare le richieste di riduzione, piuttosto molte di loro, visto gli aumenti dei costi, si sono rivolti ad asili privati, e guarda caso, quest'ultimi, hanno gia’ alzato le loro tariffe. Non e’ assurdo tutto questo?
Possibile che chi ha "creato" l'ISEE non si sia accorto che i criteri di conteggio sono paradossalmente sbagliati e facilitano come al solito chi percepisce redditi "non documentati"?
Grazie per un'eventuale risposta.
"Spettabile redazione,
vorrei esporvi cio’ che mi accade, e come a me, anche a tante altre famiglie, in seguito all'entrata in vigore dell'ISEE: dal settembre del 2000 l'importo della retta per la frequenza di mio figlio all'asilo comunale di Rimini e’ piu’ che raddoppiata, dalle 100.000 lire mensili che ho pagato nell'anno 1999/2000 e’ passata alle attuali 210.000 lire mensili che pago per l'anno in corso 2000/2001, tutto cio’ a causa del fatto che secondo il conteggio, per l'appunto dell'ISEE, non rientro piu’ tra le famiglie che godono della riduzione della retta, mentre l'anno scorso, percependo l'assegno famigliare, automaticamente ho goduto della riduzione della retta. I miei redditi rispetto l'anno passato non sono per niente aumentati, ma cio’ che pesa e’ l'abitazione dove vivo che essendo a me intestata e non pagando affitto, mi porta al di fuori dei parametri nei quali e’ riconosciuta la riduzione.
Da cio’ che ho capito alcuni dei criteri d'applicazione nella valutazione ai fini ISEE sono a discrezione del comune, ci sarebbe quindi la possibilita’ di "aggiustare il tiro" attraverso l'applicazione di regole piu’ attente e calibrate, ma a quanto pare nessun comune, tanto meno quello di Rimini, si lascia scappare l'occasione di poter spremere facile denaro dalle tasche dei propri cittadini, cosi’, nonostante i comuni incassino innumerevoli tipologie di "gabelle" sulle abitazioni, ancora una volta questa "casa" mi produce reddito e quindi in sostanza tutto il discorso diventa un'altra tassa sulla casa.....;
Vi chiedo: "Vi risultano contestazioni di questo genere in seguito all'entrata in vigore dell'ISEE? "
I comuni molto opportunamente, hanno portato, per tutti i servizi previsti, tutte le tariffe al massimo, chi poi vuole ottenere la riduzione dei costi deve presentarsi in una sorta di "confessionale" per dichiarare tutti i redditi, immobili e persino il piu’ gran tabu’ dei nostri giorni: i beni mobili posseduti, e’ facile immaginare, che cio’ (con questi "chiari di luna"), a portato le famiglie a disertare le richieste di riduzione, piuttosto molte di loro, visto gli aumenti dei costi, si sono rivolti ad asili privati, e guarda caso, quest'ultimi, hanno gia’ alzato le loro tariffe. Non e’ assurdo tutto questo?
Possibile che chi ha "creato" l'ISEE non si sia accorto che i criteri di conteggio sono paradossalmente sbagliati e facilitano come al solito chi percepisce redditi "non documentati"?
Risposta ADUC
Questa disposizione e' piuttosto frequente: purtroppo, la delibera doveva essere opposta a suo tempo: avendo omesso la contestazione, l'unica possibilita' di poter ottenere qualche variazione, sarebbe di rivolgersi al Difensore Civico Regionale, nonche' di costituirvi in Comitato per fare pressione e cercare di ottenere condizioni migliori.
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