Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

30 novembre 2006
Domanda 30 novembre 2006
Mio padre, da 4 anni in RSA, è stato ricoverato giovedì scorso nel reparto di terapia intensiva cardiologico di Colleferro per un infarto. Ci hanno descritto le sue condizioni come gravissime da subito, ma mio padre non sembra non abbia intezione di accontentarli e sta resistendo, ora l'infarto sembra superato e l'unico grosso problema è che non riescono a ristabilirgli una pressione arteriosa normale, loro stessi ammettono che c'è stato un miglioramento,ma intendono rispedirlo fra qualche giorno in RSA sostenendo che non possono fare altro e sopratutto non possono tenere li una persona per troppo tempo,sopratutto una persona con pochissimew speranze di ripresa come mio padre. Insomma se le cose non migliorano in sostanza lo manderanno a morire in RSA(residenza sanitari assistita) la mia domanda è questa LO POSSONO FARE? E' possibile scaricare sui figli una simile responsabilità? Mio padre quattro anni fa ebbe un ictus è fu operarato alla testa e dopo un mese di ospedale al S. Giovanni di Roma fu trasferito per 60 gg in una clinica per la riabilitazione, adesso una cosa simile non è possibile? Vi prego di rispondere al più presto perchè tra l'altro dopo 10 giorni di ricovero mio padre perderebbe il posto in RSA, grazie.
Marco, da Albano Laziale

Risposta ADUC
Crediamo che fintanto che persiste l'urgenza non possano dimetterlo, ma poiche' si tratta di valutazioni cliniche occorre che si affianchi di un medico cardiologo di sua fiducia perche' valuti le condizioni di salute di suo padre e l'operato dei sanitari.
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