Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

28 novembre 2006
Domanda 28 novembre 2006
Gent Redazione di Punto Informatico, desidero informarvi su quanto sta avvenendo ai clienti di tele2 in questi giorni: una saga che ha del ridicolo. Premessa: come consulente, ho installato diversi router a diverse aziende, con il compito di condividere sulla LAN la connessione ad internet. Su richiesta dei clienti, per evitare che usino la rete aziendale per scaricafe rilms e quant'altro, ho aperto solo le porte necessarie a scopi lavorativi, cioe' POP3/S, IMAP/S, SMTP/S, FTP/S, HTTP/S. Questa settimana ho ricevuto una fila di telefonate da TUTTI i clienti che usano Tele2 come provider. LA posta non va piu', si scarica ma NON si puo' inviare. Dopo una serie di snervanti telefonate, vengo informato che Tele2 ha deciso unilateralmente, in barba gli RFC, di spostare la porta del suo server SMTP alla porta 587 (che lo IANA assegna ad altro protocollo, come da RFC 2476). La signorina (che rifiutera' di darmi il suo nome, in osservanza ad una presunta Privacy) mi informa che pero' e' disposta a dirmi "come configurare Outlook". PEr lei, se si cambiano le porte dell' SMTP, l'unico problema viene con Outlook! Mentre raggiungo TUTTI i router installati di tutti i clienti, aprendo anche alla porta 587 , fornisco agli utenti in attesa del mio arrivo un account su un mio server SMTP,in modo che possano usare quello per inviare. Scoperta ALLUCINANTE: Tele2 ha bloccato i pacchetti per QUALSIASI porta 25, di TUTTI gli utenti, verso TUTTI i server SMTP del mondo. Morale, senza saperlo e senza che se ne faccia menzione sul contratto, l'utente Tele2 ha un accesso LIMITATO alla rete! Mi sono fatto in quattro per aprire le porte 587 su tutti i router che ho installato. Fatto quello, si tratta di configurare i programmi per usare l'autenticazione. Lavoro finito? MAGARI! La discesa all'inferno continua: per garantire la PRIVACY degli utenti, la password e il nome utente da inviare IN CHIARO durante una connessione SMTP e'... quella con cui si stabilisce la connessione ASDL. Geniale. Incredibile. Richiamo quelli di Tele2. A questo punto, mi dicano almeno che questa conversazione in chiaro va ad un backend irraggiungibile da internet. Nono, macche'! Anzi, il tecnico (che poi confessera' di essere l'amministrazione quando faro' domande piu' tecniche) mi conferma che si tratta sempre dello stesso server, tantevvero che non hanno potuto usare sempre la porta 25 (da cui l'uso della porta 587) , poiche' gia' occupata dal listener che riceve la posta in entrata! Non hanno neanche la minima base di divisione frontend/backend che ormai e' la base di ogni architettura seria! I dati dell'utente, TUTTI, sono su una macchina esposta ad internet! E per garantire la mia "privacy" contro lo "spam" , agiscono SU DI ME (che lo ricevo: una logica aberrante) obbligandomi ad usare una porta non standard, su un server aperto alla rete, inviando i dati della mia connessione ADSL per INVIARE posta! E per essere sicuri che io non usi un provider serio, mi LIMITANO l'accesso alla porta 25, fornendo agli utenti un accesso ad internet LIMITATO senza che il contratto ne faccia menzione! E gli operatori (rigorosamente anonimi), si giustificano dicendo che "si trova tutto scritto su un sito http://www.tele2email.com...). I tecnici con cui ho parlato non avevano la minima idea di cosa fosse un RFC. Non avevano mai sentito parlare delle well known port dello IANA. Uno mi ha detto che e' "una cosa che c'e' solo su UNIX, ma loro non lo supportano" perche' non e' standard). Se li si incalza si scopre che loro non sono tecnici ma solo contabili, e cosi' ti passano un altro tecnico, che dice le stesse scemenze e poi ammette anche lui di essere un contabile. Personalmente, ho annullatto immediatamente il mio contratto, PER LORO INADEMPIENZA (dopotutto mi stanno fornendo un accesso LIMITATO ad internet, inibemdomi la porta 25) informato i clienti e detto loro di cambiare provider. Non ha senso scoprire dolorosamente, da un giorno all'altro, che le condizioni di accesso e di utilizzo vengano cambiate unilateralmente, in barba ai contratti, introducendo limitazioni non menzionate sui contratti stessi. Adesso il problema e': e i danni? E il lavoro inutile?
Enrico, da Grizzana Morandi

Risposta ADUC
Ringraziamo della lettera che pubblichiamo in Cara Aduc.
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