Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 novembre 2006
Domanda 25 novembre 2006
Spett.le Associazione, mi e' stato fatto un Decreto Ingiuntivo da una ditta che fa manutenzione e assistenza a caldaie di riscaldamento a metano per il seguente motivo: Si e' bloccata la caldaina del riscaldamento, ho chiamato il Centro Assistenza per l'intervento di un tecnico. Mi e' stato risposto che dovevo aspettare due o tre giorni, cioe' quando il tecnico era in zona. Cosi' e' stato fatto. Dopo tre giorni e' venuto il tecnico il quale ha aperto lo sportello anteriore della caldaina ed a notato senza smontare nulla varie perdite e difetti a prima vista. Mi a quindi detto che per ripararla sarebbero stati necessari oltre euro 500,00, considerando poi che la caldaia era stata istallata da circa 15 anni, secondo lui non era conveniente ripararla. Mi consiglio' di chiedere un preventivo alla ditta per l'istallazione di una nuova. Cosa che feci. Compilo' quindi una ricevuta fiscale in cui scrisse cio' che aveva riscontrato e me la fece firmare lasciandomi copia. Io gli chiesi quanto dovevo pagare per la chiamata, lui mi disse che erano euro 25,00 ma che avrei fatto in tempo a pagarli perche' se avrei istallato quella nuova, mi sarebbero stati abbonati. Dopo tre o quattro giorni mi contatto la ditta e mi disse che per l'istallazione di quella nuova erano necessari circa euro 2.300,00. Mi sembro' tanto e gli dissi che in caso li avrei ricontattati. Cio' non avvenne perche' cotattai un idraulico il quale mi istallo' una caldaina delle stesse caratteristiche facendomi spendere euro 1.300,00. Dopo un mese ho ricevuto la fattura della ditta relativa all'intervento del tecnico il cui importo era di euro 87,00. euro 25,00 la chiamata piu' euro 62,00 due ore di manodopera che non era stata mai fatta. Il tecnico infatti aveva fatto il tutto in non piu' di dieci minuti che penso essere compresi nella chiamata.Pensai ad un errore ed un paio di giorni dopo mi recai presso la ditta e gli feci presente il tutto. Mi fu chiesto se avevo la ricevuta perche' la fattura era stata fatta in base a quanto riportato nella ricevuta. Dissi di non averla e dissi anche che nella ricevuta da me firmata non vi era manodopera altrimenti non l'avrei firmata. A quel punto la signora prese la ricevuta in loro possesso e me la mostro', in questa erano riportate oltre la chiamata due ore di manodopera ed era l'originale da me firmato. Chiesi una copia che mi fu data. Dissi poi che io come gia' detto al tecnico ero disposto a pagare le spese della chiamata e al massimo se non compresa nella chiamata dieci minuti di manodopera, non fu accettato. Tornato a casa trovai la copia rilasciatami dal tecnico, copia in cui non era riportato nulla. Pertanto tale ricevuta da me firmata era stata manomessa. Penso che una fattura debba essere fatta in base a quanto riportato nella ricevuta a cui fa riferimento. Sono passati oltre 16 mesi ed ho ricevuto una lettera di un legale il quale mi intimava a pagare cica euro 180,00 altrimenti avrebbe proceduto. Risposi con una racc. A.R.(e mi recai anche presso lo studio) facendogli presente quanto a voi riferito e che ero disposto a pagare le spese di chiamata inquanto le ore di manodopera erano state aggiunte arbitrariamente nella ricevuta da me firmata commettendo anche un grave illecito. Dopo circa un mese mi e' stato notificato dal Giudice di Pace il Decreto Ingiuntivo. E' normale tutto cio'? Come mi debbo ora comportare? Aspettando un vostro consiglio porgo Distinti Saluti.

Risposta ADUC
Da quanto ci ha raccontato ha molti elementi per opporsi al decreto ingiuntivo avanti al giudice di pace. Le consigliamo di provvedere immediatamente, sempre se non sono gia' decorsi i termini per impugnarlo.
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