Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 febbraio 2001
Subject: richiesta chiarimenti su fattura - voltura
Gentili Signori,
dopo un lungo soggiorno all'estero rientro a Roma e, pur beneficiando di una citta’ di particolare fascino e certamente migliorata rispetto al passato, comincio a verificare piccoli eventi che appaiono se non altro singolari.
Appena presa in locazione un appartamento e richiesta la voltura all'ACEA delle utenze di energia, ricevo dopo qualche giorno una - graficamente bellissima - fattura di Lit. 207.000 (duecentosettemila).
La distinta di tale fattura e’ gia’ di lettura complessa e prevede voci come "bollati", "contributo CIP", "diritti fissi di subentro" la cui comprensione necessiterebbe maggiori elementi.
Ma il fondo del problema mi pare che per la semplice operazione di cambiamento del nome dell'utente chiediate una contropartita di 207.000 Lit.
La cosa in se’ appare singolare in un momento in cui tali operazioni non sembrano necessitare il lavoro di diverse persone, la scritturazione manuale in pesanti registri, l'apposizione di personalizzate etichette da incollare su contenitori in cartole.
Ad occhio ed croce sembra necessario intervenire informaticamente con una operazione complessivamente della durata di 60 secondi nella vostra banca dati.
Della paradossalita’ della richiesta mi sembra fare stato una indicazione ancora piu’ sibillina apposta sulla fattura: - " salvo conguaglio in se’guito (va scritto con l'accento e non "seguito", come nel vostro testo) al passaggio in giudicato delle sentenze del TAR Lombardia con le quali e’ stato disposto l'annullamento della deliberazione AEGG n. 204/99 del 29.12.1999", che sembra fare capire che qualche persona normale ha fatto la mia stessa rimostranza ed ha avuto il tempo di andare in giudizio, vincendolo.
Quindi vi pregherei di riconsiderare la necessita’ di fatturare tale servizio per l'importo di cui mi ritenete debitore.
Resto a vostra disposizione per ogni eventuale chiarimento e precisazione.
Mi sono permesso di inviare copia di questa mia cortese ad alcune associazioni di consumatori ed al Comune di Roma.
Con viva cordialita’.
Gentili Signori,
dopo un lungo soggiorno all'estero rientro a Roma e, pur beneficiando di una citta’ di particolare fascino e certamente migliorata rispetto al passato, comincio a verificare piccoli eventi che appaiono se non altro singolari.
Appena presa in locazione un appartamento e richiesta la voltura all'ACEA delle utenze di energia, ricevo dopo qualche giorno una - graficamente bellissima - fattura di Lit. 207.000 (duecentosettemila).
La distinta di tale fattura e’ gia’ di lettura complessa e prevede voci come "bollati", "contributo CIP", "diritti fissi di subentro" la cui comprensione necessiterebbe maggiori elementi.
Ma il fondo del problema mi pare che per la semplice operazione di cambiamento del nome dell'utente chiediate una contropartita di 207.000 Lit.
La cosa in se’ appare singolare in un momento in cui tali operazioni non sembrano necessitare il lavoro di diverse persone, la scritturazione manuale in pesanti registri, l'apposizione di personalizzate etichette da incollare su contenitori in cartole.
Ad occhio ed croce sembra necessario intervenire informaticamente con una operazione complessivamente della durata di 60 secondi nella vostra banca dati.
Della paradossalita’ della richiesta mi sembra fare stato una indicazione ancora piu’ sibillina apposta sulla fattura: - " salvo conguaglio in se’guito (va scritto con l'accento e non "seguito", come nel vostro testo) al passaggio in giudicato delle sentenze del TAR Lombardia con le quali e’ stato disposto l'annullamento della deliberazione AEGG n. 204/99 del 29.12.1999", che sembra fare capire che qualche persona normale ha fatto la mia stessa rimostranza ed ha avuto il tempo di andare in giudizio, vincendolo.
Quindi vi pregherei di riconsiderare la necessita’ di fatturare tale servizio per l'importo di cui mi ritenete debitore.
Resto a vostra disposizione per ogni eventuale chiarimento e precisazione.
Mi sono permesso di inviare copia di questa mia cortese ad alcune associazioni di consumatori ed al Comune di Roma.
Con viva cordialita’.
Risposta ADUC
Occorrerebbe accertare se si tratti di un subentro o di un nuovo allaccio, ed eventualmente se chi le ha "ceduto" il contratto per l'eventuale subentro fosse o meno un parente.
A parte tali considerazioni, che potrebbero modificare lievemente il giudizio, l'importo rientra nella media solitamente richiesta (anzi, se si tratta di un nuovo allaccio e' decisamente un costo piuttosto contenuto).
A parte tali considerazioni, che potrebbero modificare lievemente il giudizio, l'importo rientra nella media solitamente richiesta (anzi, se si tratta di un nuovo allaccio e' decisamente un costo piuttosto contenuto).
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