Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 novembre 2006
Domanda 23 novembre 2006
Egregio Professor Di Nepi, facendo seguito alla corrispondenza pervenuta in merito al tema dell'Eutanasia, da Lei esaminato anche nel libro "De Eutanasia, lettera aperta di un laico ai laici", l'Ordine di Roma, considerata la rilevanza che tale questione riveste a livello nazionale sia dal punto di vista etico che sociale, ritiene che tale problematica debba essere affrontata dalla Federazione, all'esame della quale, in questi giorni, e' la revisione del Codice Deontologico. Ad ogni buon fine, con l'intento di fornire ulteriori elementi, si riporta di seguito uno stralcio della dichiarazione della Commissione Nazionale di Bioetica: "In sintesi, il CNB, riconfermata la legittimita' delle dichiarazioni anticipate, ritiene che esse abbiano valenza bioetica quando: - abbiano carattere pubblico, cioe' siano fornite di data, redatte in forma scritta e mai orale, da soggetti maggiorenni capaci di intendere e di volere, informati, autonomi e non sottoposti ad alcuna pressione familiare, sociale o ambientale.
Non contengano finalita' eutanasiche. In ogni caso il medico non puo' essere costretto a fare nulla che contrasti con la sua scienza e la sua coscienza.
- siano auspicabilmente compilate con l'assistenza di un medico, che puo' controfirmarle.
- siano tali da garantire la massima personalizzazione della volonta' del futuro paziente, non consistano nella mera sottoscrizione di moduli o stampati, siano redatte in maniera non generica, in modo tale da non lasciare equivoci sul loro contenuto e da chiarire quanto e' piu' possibile le situazioni cliniche nelle quali devono poi essere prese in considerazione. Tali salvaguardie evitano che la cultura del Testamento di vita faccia esclusivo riferimento ad una condizione contrattualistica, in cui colui che fissa le condizioni e' il padrone del suo bene (vita-salute) di cui vuole disporre in senso proprietario ed il medico e' l'esecutore tecnico della altrui volonta', privo di facolta' di discernimento. L'atto medico e' invece un incontro di persone libere, caratterizzate ciascuna, da una propria personalita' ed una pari dignita' morale, che collaborano anche allorche' uno dei due non puo' piu' partecipare direttamente al dialogo. " Per quanto riguarda "l'esposto-denuncia" la Lei inoltrato in data 16 ottobre 2006, Le comunico che Don Verze' non risulta essere iscritto a questo Ordine.
Distinti saluti.

Risposta ADUC
La ringraziamo della lettera che ci ha inviato per conoscenza, che pubblichiamo sul notiziario Vivere & Morire.
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