Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 novembre 2006
Domanda 22 novembre 2006
Salve, in data 06/11/2006 nei pressi di Rozzano un vigile mi ha preso la targa perche' sono passato con il giallo (scattato praticamente quando ero a pochi metri dal semaforo) allora mi sono fermato poco piu' avanti per chiedere spiegazioni, inquanto certo di aver fatto la cosa giusta non inchidando, (con il rischio di tamponamento o con il rischio di intralcio del traffico, perche' sarei finito in mezzo alla strada pur andando a 50 Km/h), ma liberando in fretta l'incrocio. Sul verbale lui ha scritto che avevo spazio per fermarmi ed io ho dichiarato il contrario. Ho letto parecchie opinioni e risposte piu o meno inerenti al mio caso, che danno ragione, per legge, al vigile quando e' la mia parola contro la sua in assenza di prove. (Allora se la moglie lo fa arrabbiare e decide che uno e' passato con il giallo o con il rosso, nessuno puo' dire niente e deve pagare senza neppure la possibilita' di potersi difendere). Penso che anche il vigile puo' sbagliare e per questo volevo chiedervi:
1) se ne vale la pena andare dal Giudice di pace?
2) se il Giudice mi da torto (molto probabile, in base al discorso di prima) devo automaticamente pagare il doppio della multa.
Grazie.
Max

Risposta ADUC
1 - ci sembra che la risposta se la sia gia' data da solo: la parola dell'accertatore vale piu' della sua. E se ci sono solo parole e non fatti e circostante dimostrabili altrimenti...
2 - in genere il giudice non raddoppia, ma e' una decisione dello specifico giudice.
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