Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 febbraio 2001
Domanda 2 febbraio 2001
Subject: Forse saro’ prolisso, ma a proposito di mucca pazza
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"E sempre mentre scriviamo, si sta consumando il balletto mucca pazza, dove il consumatore finale sara' fregato doppiamente: per la mancanza di certezza e sicurezza nelle sue scelte alimentari e perche’ sara' sempre lui a ripagare gli allevatori, macellai e commercianti disonesti che, pur non avendo applicato la legge che vietava di alimentare le mucche in un certo modo, lo hanno fatto, e per questo, una volta scoperti, vengono rimborsati integralmente dallo Stato; colpevole anch'esso di aver fatto gli interessi di alcuni italiani a danno di tutti gli altri, i consumatori: chi e' che non avvallava le decisioni della Commissione europea in materia di prevenzione mucca pazza? Gli Stati nazionali che, nel Consiglio dei Quindici, si sono sempre impegnanti a non approvare nulla in materia... fino a portarci all'emergenza di questi giorni; e si sa, l'emergenza e' pur sempre tale, e bisogna agire senza troppi fronzoli, per salvare qualcosa che sta per fare crack: e l'emergenza oggi si chiama "minaccia degli allevatori e dei macellai di far arrivare il lancio delle loro uova fin sullo scranno del presidente della Camera dei deputati"."
A proposito di mucca pazza, condivido pienamente il suo pensiero e mi congratulo per quanto scrive.
pero’ non ho sentito ancora da nessuno, ne’ stato, ne’ giornalista, ne’ associazione consumatori che sia, di essere risarciti dei danni da chi ha prodotto queste farine alimentari, ne’ da quei responsabili (o irresponsabili) del Ministero della Sanita’ che hanno avallato per anni, dall'84 al 96, le autorizzazioni alla vendita di queste farine di merda, perche’ e’ effettivamente cio’ che han propinato agli animali.
Perche’ non vengono ricercati quei mascalzoni di fabbricanti del suddetto veleno che han gettato mezzo mondo nella piu’ tragica situazione del settore alimentare?. Perche’ i consumatori non insorgono contro la categoria disonesta degli allevatori che li han costretti a mangiare tutti i giorni la "fettina col dubbio del morbo"?
Penso che dovremmo essere noi consumatori a richiedere il risarcimento per danni morali e materiali a costoro che han causato questa tragedia. Cambiare sistema di alimentazione comporta comunque un danno economico, un disagio nel riorganizzare la cucina, la vita, le abitudini, il rischio di compromettere l'equilibrio della salute acquisita.
Perche’ non vengono direttamente arrestati i produttori e quegli allevatori che hanno continuato a somministrare "merda" ai loro animali anche dopo il divieto del 1996?
Perche’ lo Stato ancora non si costituisce parte civile contro i produttori di queste farine? O forse si aspetta che si organizzino un viaggio all'estero per sparire nel nulla?

E' ora che si cominci a parlare di questi principali mascalzoni.
Ecco poi, che nel giro di un anno, ho dovuto fare due amare constatazioni:
1. lo Stato mi insegna a credere ciecamente a chi mi propina morte;
2. lo Stato mi insegna a dubitare fortemente a chi mi propone di guarire dalla morte (v. studi del prof. Di Bella).
Ma c'e’ un senso in tutto questo? Ma da chi siamo governati?
Non so se potra’ rispondermi, cosa che mi sarebbe gradita, ne’ se potra’ iniziare una campagna, come mio personale suggerimento, per la ricerca dei "farabutti" su descritti al fine di perseguirli penalmente e civilmente.
Lei che ha una rete di lettori cosi’ vasta e capillare...
Ma almeno ho detto la mia.
Cordialmente saluto.

Risposta ADUC
Qualche denuncia e' partita, anche se ci sembra un po' demagogica, in quanto, per un rimborso dei consumatori, ci sembra manchino i presupposti giuridici.
Ma il problema esiste (specialmente per le responsabilita' dello Stato e dei produttori), e come lei ha visto (anche nel settore specifico che sul nostro sito e' dedicato a Mucca Pazza) lo stiamo denunciando ampiamente con il tentativo di incursioni attraverso l'informazione.
Seminiamo, anche grazie alla sensibilita' di persone come lei, con la consapevolezza che solo la crescita della coscienza individuale di ogni consumatore potra' dare qualche risultato.
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