Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 febbraio 2001
Spett.le Associazione
ricevo le Vostre avvertenze On Line e cosi’ mi sono deciso a scrivervi, non per avere consigli per me, quanto affinche’ Voi e i consumatori siate informati su qualcosa che forse potrebbe sfuggire ai piu’.
Sono un dipendente dell'Enel Distribuzione, una delle circa 30 societa’ dell'Enel privatizzata. Societa’ questa in attesa di essere smantellata, venduta nelle sue parti piu’ prospere a privati o a consorzi in via di privatizzazione. So che molti utenti si attendo da questo un risparmio. Posso assicurarvi che cosi’ non sara’.
Ma veniamo al dunque. L'Enel e di conseguenza i privati o i consorzi acquirenti, taglia e chiude tutti gli sportelli al pubblico. Lo ha gia’ fatto per i pagamenti, senza mai avvisare gli utenti. Presso la sede in cui lavoro esistono oggi solo 3 casse automatiche. Le quali, realizzate anni or sono per ricevere un minor numero di utenti, si trovano oggi a dare un super lavoro. Inoltre una volta l'Enel pubblico faceva delle "belle bollette". Oggi ha appaltato a 4 soldi la stampa, con il risultato che tutti possono vedere: carta leggera e inchiostro sbiadito. Questo fa si che le casse automatiche siano sempre piu’ in difficolta’ nel leggere tali bollette, con la conseguenza che l'utente per lo piu’ anziano, o comunque attratto dalla presenza delle casse automatiche si ritrovi impossibilitato a pagare e respinto verso le code degli uffici postali. Il tutto senza nessuna "scusa" dal parte dell'Enel. Che risponde letteralmente "sono affari vostri"!
Vi allego una email da me inviata ai Sig. Testa, tato’ e Danesi, responsabili di tale situazione. L'unica risposta che ho avuto e’, da parte di Testa: "accetto consigli e suggerimenti ma non insulti". La mia ve la allego, potrete vedere quali sono gli insulti. Ma il problema e’ che Testa non li vede nemmeno i suggerimenti, ritenendo offensivo anche il solo pensare che lui e gli altri possano aver sbagliato.
Vi chiedo: potete intervenire a tutela del servizio e degli utenti consumatori cosi’ maltrattati?
Un saluto.
LETTERA a TATO' TESTA e DANESI
Egregi Signori,
dalla prima linea del fronte sono qui ad informarVi che non va affatto bene.
Parliamo delle bollette e dei sistemi di pagamento da Voi previsti per i nostri utenti.
Senza comunicare al pubblico alcunche’, avete chiuso gli sportelli amministrativi in tutta Italia. All'utente che giungeva fiducioso fino a noi con denaro alla mano per ottemperare ai suoi doveri ci avete costretto a rispondere che doveva tornarsene indietro, benche’ da tempi non sospetti presso molte delle nostre sedi fossero collocate delle Casse Automatiche.
Infatti tali Casse erano state realizzate per Bollette ben fatte, quando venivano stampate dall'Enel stesso (presso i CTI) e non da qualche dittarella vincitrice di un appalto al ribasso. Queste bollette attuali, in carta leggera e con stampa poco incisa risultano in buona parte illegibili da questi apparati automatici: l'utente, ben disposto al pagamento di quanto dovuto, ha fatto cosi’ un viaggio a vuoto.
Poco importa a Voi di tutto questo. Poco importa a Voi anche che si faccia il Vostro nome come responsabili, tanto siete ben protetti nei Vostri uffici blindati. Il malumore giustificato dell'utente non giungera’ mai alle Vostre orecchie.
E si tratta per lo piu’ di utenti anziani, male in arnese, che cercano di risparmiare le 1500 della tassa postale sulla misera pensione sociale. Se Voi vedeste...!
Ma Voi non vedete, non sentite, non parlate (in quest'ultimo caso e’ un bene, data la Vostra evidente misantropia): le tre scimmiette (non di numero, perche’ come Voi c'e’ una lunga teoria di dirigenti felloni)!
Abbiate il coraggio di dire a questa utenza/clientela, a questi uomini e donne anziani, poco pratici di metodi elettronici, poco avvezzi a discutere con le banche, che sono di troppo, magari consumano anche poco, per cui meglio perderli che trovarli. Abbiate il coraggio di dire loro che se vogliono pagare vadano alla piu’ lontana banca convenzionata (non siete stati capaci neppure di convenzionare agenzie in tutta Roma) o alla Posta; e se insistono a pretendere che, visto che comunque permane un servizio - automatico - di pagamento, di pagare nei nostri uffici, dopo aver fatto la fatica di arrivarci, ditegli con coraggio e baldanza che tanto se non pagano li distacchiamo, cosi’ imparano.
Noi siamo in prima linea, Voi imboscati nelle retrovie.
Saluti.
ricevo le Vostre avvertenze On Line e cosi’ mi sono deciso a scrivervi, non per avere consigli per me, quanto affinche’ Voi e i consumatori siate informati su qualcosa che forse potrebbe sfuggire ai piu’.
Sono un dipendente dell'Enel Distribuzione, una delle circa 30 societa’ dell'Enel privatizzata. Societa’ questa in attesa di essere smantellata, venduta nelle sue parti piu’ prospere a privati o a consorzi in via di privatizzazione. So che molti utenti si attendo da questo un risparmio. Posso assicurarvi che cosi’ non sara’.
Ma veniamo al dunque. L'Enel e di conseguenza i privati o i consorzi acquirenti, taglia e chiude tutti gli sportelli al pubblico. Lo ha gia’ fatto per i pagamenti, senza mai avvisare gli utenti. Presso la sede in cui lavoro esistono oggi solo 3 casse automatiche. Le quali, realizzate anni or sono per ricevere un minor numero di utenti, si trovano oggi a dare un super lavoro. Inoltre una volta l'Enel pubblico faceva delle "belle bollette". Oggi ha appaltato a 4 soldi la stampa, con il risultato che tutti possono vedere: carta leggera e inchiostro sbiadito. Questo fa si che le casse automatiche siano sempre piu’ in difficolta’ nel leggere tali bollette, con la conseguenza che l'utente per lo piu’ anziano, o comunque attratto dalla presenza delle casse automatiche si ritrovi impossibilitato a pagare e respinto verso le code degli uffici postali. Il tutto senza nessuna "scusa" dal parte dell'Enel. Che risponde letteralmente "sono affari vostri"!
Vi allego una email da me inviata ai Sig. Testa, tato’ e Danesi, responsabili di tale situazione. L'unica risposta che ho avuto e’, da parte di Testa: "accetto consigli e suggerimenti ma non insulti". La mia ve la allego, potrete vedere quali sono gli insulti. Ma il problema e’ che Testa non li vede nemmeno i suggerimenti, ritenendo offensivo anche il solo pensare che lui e gli altri possano aver sbagliato.
Vi chiedo: potete intervenire a tutela del servizio e degli utenti consumatori cosi’ maltrattati?
Un saluto.
LETTERA a TATO' TESTA e DANESI
Egregi Signori,
dalla prima linea del fronte sono qui ad informarVi che non va affatto bene.
Parliamo delle bollette e dei sistemi di pagamento da Voi previsti per i nostri utenti.
Senza comunicare al pubblico alcunche’, avete chiuso gli sportelli amministrativi in tutta Italia. All'utente che giungeva fiducioso fino a noi con denaro alla mano per ottemperare ai suoi doveri ci avete costretto a rispondere che doveva tornarsene indietro, benche’ da tempi non sospetti presso molte delle nostre sedi fossero collocate delle Casse Automatiche.
Infatti tali Casse erano state realizzate per Bollette ben fatte, quando venivano stampate dall'Enel stesso (presso i CTI) e non da qualche dittarella vincitrice di un appalto al ribasso. Queste bollette attuali, in carta leggera e con stampa poco incisa risultano in buona parte illegibili da questi apparati automatici: l'utente, ben disposto al pagamento di quanto dovuto, ha fatto cosi’ un viaggio a vuoto.
Poco importa a Voi di tutto questo. Poco importa a Voi anche che si faccia il Vostro nome come responsabili, tanto siete ben protetti nei Vostri uffici blindati. Il malumore giustificato dell'utente non giungera’ mai alle Vostre orecchie.
E si tratta per lo piu’ di utenti anziani, male in arnese, che cercano di risparmiare le 1500 della tassa postale sulla misera pensione sociale. Se Voi vedeste...!
Ma Voi non vedete, non sentite, non parlate (in quest'ultimo caso e’ un bene, data la Vostra evidente misantropia): le tre scimmiette (non di numero, perche’ come Voi c'e’ una lunga teoria di dirigenti felloni)!
Abbiate il coraggio di dire a questa utenza/clientela, a questi uomini e donne anziani, poco pratici di metodi elettronici, poco avvezzi a discutere con le banche, che sono di troppo, magari consumano anche poco, per cui meglio perderli che trovarli. Abbiate il coraggio di dire loro che se vogliono pagare vadano alla piu’ lontana banca convenzionata (non siete stati capaci neppure di convenzionare agenzie in tutta Roma) o alla Posta; e se insistono a pretendere che, visto che comunque permane un servizio - automatico - di pagamento, di pagare nei nostri uffici, dopo aver fatto la fatica di arrivarci, ditegli con coraggio e baldanza che tanto se non pagano li distacchiamo, cosi’ imparano.
Noi siamo in prima linea, Voi imboscati nelle retrovie.
Saluti.
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