Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 febbraio 2001
Napoli 02-02-01
Gentile presidente Donvito, a proposito di poste italiane e pubblicita’ ingannevole, Le voglio segnalare quanto capitato a mia figlia il giorno 25-01-01. Il giorno 24-01-01, mi sono recato in banca e ho prelevato dal mio c.c. L. 10.000.000, mi son fatto rilasciare un assegno circolare a nome di mia figlia, la quale il giorno successivo si e’ recata all'ufficio postale sotto casa mia in Casalnuovo di Napoli, per aprire un libretto di risparmio a suo nome.
Premesso che qualche settimana prima, la ragazza aveva chiesto ad un impiegata dello stesso ufficio postale, se accettavano assegni circolari e aveva avuto risposta affermativa, quando l'impiegata ha visto l'assegno gli ha detto che l'operazione non si poteva effettuare in quanto mia figlia non era sufficientemente conosciuta, e che per questo l'operazione andava fatta alla posta centrale di Napoli.
Alla fine l'assegno e’ stato accettata per l'intervento di un'amica di mia figlia che si trovava sul posto, e conosceva l'impiegata.
Concludendo sig. Donvito, si arriva al paradosso in un paese come il nostro, che anche per affidare risparmi nostri a qualcuno e nello specifico alle poste italiane, bisogna avvalersi dell'amico potente e compiacente.
Tanto per rafforzare la Vostra giusta denuncia, e per sperare in un futuro migliore dove si abbia piu’ fiducia e rispetto per il cittadino.
Gentile presidente Donvito, a proposito di poste italiane e pubblicita’ ingannevole, Le voglio segnalare quanto capitato a mia figlia il giorno 25-01-01. Il giorno 24-01-01, mi sono recato in banca e ho prelevato dal mio c.c. L. 10.000.000, mi son fatto rilasciare un assegno circolare a nome di mia figlia, la quale il giorno successivo si e’ recata all'ufficio postale sotto casa mia in Casalnuovo di Napoli, per aprire un libretto di risparmio a suo nome.
Premesso che qualche settimana prima, la ragazza aveva chiesto ad un impiegata dello stesso ufficio postale, se accettavano assegni circolari e aveva avuto risposta affermativa, quando l'impiegata ha visto l'assegno gli ha detto che l'operazione non si poteva effettuare in quanto mia figlia non era sufficientemente conosciuta, e che per questo l'operazione andava fatta alla posta centrale di Napoli.
Alla fine l'assegno e’ stato accettata per l'intervento di un'amica di mia figlia che si trovava sul posto, e conosceva l'impiegata.
Concludendo sig. Donvito, si arriva al paradosso in un paese come il nostro, che anche per affidare risparmi nostri a qualcuno e nello specifico alle poste italiane, bisogna avvalersi dell'amico potente e compiacente.
Tanto per rafforzare la Vostra giusta denuncia, e per sperare in un futuro migliore dove si abbia piu’ fiducia e rispetto per il cittadino.
Risposta ADUC
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