Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 febbraio 2001
Domanda 2 febbraio 2001
Salve, ho bisogno del vostro aiuto. In breve, qualche anno fa stipulai con una compagnia assicurativa una polizza sulla vita. Ho versato 16 mensilita', dopodiche', per problemi finanziari, non ho versato piu' nulla. Dopo qualche mese ho chiesto di poter continuare a fruire di detta polizza e mi hanno ricalcolato l'entita' delle quote mensili da pagare. Ho versato altre 4 quote, dopodiche', per problemi finanziari, non ho potuto pagare piu' nulla. Dopo qualche tempo mi sono rivolto alla compagnia, nell'intento di riavere la cifra versata sino allora, ma mi e' stato detto che precise clausole che io, firmando, dichiaravo di aver visionato mi impedivano, nel mio caso e per la polizza che avevo, di riavere indietro il denaro. Ho controllato l'opuscolo del contratto: effettivamente c'e' scritto quello che mi hanno detto. Il problema e' che io ho messo una firma senza che quelle clausole mi fossero state spiegate o che mi fossero state fatte leggere; l'impiegato mi disse solo "firmi qui" e mi diede poi il plico di roba. Cosa posso fare? Vorrei attaccarmi a questa negligenza... e' possibile? Senza ricorrere ad un avvocato (non ne avrei la possibilita'), potreste suggerirmi il contenuto di una raccomandata da inviare all'assicurazione, per tentare almeno di fare qualcosa?

Risposta ADUC
Come puo' dimostrare che non le siano stati fatti leggere i prospetti informativi? Salvo dimostrarlo con prove, anche testimoniali, nessun giudice potrebbe mai crederle, anche perche' cio' vorrebbe dire aver violato le disposizioni minime di accortezza pretese dalla stessa legge.
Tutto cio' che possiamo consigliarle, e' di ingiungere di provvedere a rimborsarle una quota delle cifre versate; riterremmo un 50% circa, visto che una parte del premio andava automaticamente in polizza vita e l'altra parte era nel settore assicurativo (costituendo la sola base su cui e' possibile chiedere il rimborso e per il quale si presuppone che possa essere chiesta solo una percentuale, visto che l'inadempienza e' addebitabile a lei). Infine minacci di adire, in caso contrario, le vie legali, considerando come vessatoria ai sensi dell'art.1469 bis e ss cod. civ. la clausola in questione (tentando poi una conciliazione dal giudice di pace).
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