Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 novembre 2006
Domanda 17 novembre 2006
Spettabile associazione. Vi chiedo come posso risolvere il seguente problema: Il mio coinquilino del piano superiore (che tra l'altro e' un poliziotto) e sua moglie, duarnte le varie ore notturne, cioe' 2, 3,30 - 4,30, 5, ecc. nel rientrare dal lavoro producono forti rumori di ogni sorta: sbattono le porte e le finestre, chiudono rumorosamente le tapparelle, camminano con scarpe con i tacchi (hanno il pavim. inparquet), ecc. Questo, avviene ogni notte, sabato e domenica compresi e nuoce soltanto a me ed alla mia famiglia. Non ostante i vari richiami anche scritti, sembra non abbiano nessuna intenzione di prendere un atteggiamento piu' rispettoso nei nostri confronti; anzi, addirittura all'ultimo richiamo verbale da me fatto, mi e' stato risposto che " tutti producono rumori" e che se voglio, posso pure provare a rivolgermi alle autorita', tanto l'iter per ottenre qualcosa e' lungo e costoso, perche' occorrono pure rilievi ambientali che dimostrino che la soglia di rumorita' accettabile viene superata. Il sindacato "Sunia" a cui sono iscritto, mi ha consigliato di sporgere denuncia per rumori molesti, ma le autorita' "snobbano " i miei problemi assumendo un atteggiamento sufficiente. In ogni caso dovrei, secondo l'avvocato del "Sunia", chiamare la pattuglia del 113 durante le ore notturne in cui succede questo problema. Mi chiedo a cosa potrebbe servire, visto che (come gia' successo in passato dopo i primi richiami) se anche si calmassero, l'effetto durerebbe pochi giorni. Sperando in una Vostra cortese risposta cordialmente Vi saluto.
Dario, da Cesta di Copparo

Risposta ADUC
La lentezza della giustizia purtroppo e' una realta', ma non vi e' altro modo. Le consigliamo di documentare il piu' possibile il rumore (con un microfono, meglio con una cinepresa, testimoni, rilevazioni decibel, etc.). Poi fare una richiesta di risarcimento del danno direttamente ai sui coinquilini tramite lettera di messa in mora, in cui si intima anche di smettere: clicca qui Con una richiesta di risarcimento inferiore ai 2500 euro, potra' ricorrere poi al giudice di pace della sua citta', dal quale puo' ottenere una sentenza molto piu' rapidamente che attraverso un giudice ordinario.
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