Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 gennaio 2001
Domanda 31 gennaio 2001
Subject: Richiesta di consulenza - Acquisto di immobile
Spettabile ADUC
Desidero sottoporre all'esame del Vostro servizio di consulenza legale le problematiche che mi si stanno presentando nell'acquisto di un appartamento da adibire a prima casa per me e per mia moglie. Riassumo in modo schematico quanto è a mia conoscenza. La parte venditrice Sig.ra Rossi Maria (il nome è inventato per motivi di privacy) risulta piena proprietaria di un appartamento in forza di un atto di assegnazione da parte di una Cooperativa Edilizia che ha costruito su suolo del Comune, in diritto di superficie. Per la precisione, sull'atto di assegnazione compare il nome del marito con l'indicazione "in comunione dei beni". Pertanto alla data di assegnazione (11/9/1996) entrambi i coniugi risultavano assegnatari di una quota di 1/2 ciascuno del bene; In data 18/7/2000 con omologa e trascrizione in Conservatoria dei Registri immobiliari, una sentenza del giudice ha assegnato alla Sig.ra la piena proprietà del bene, a stralcio di ogni ragione di credito per la seprazione e pattuendo la non corresponsione di alimenti. Pertanto, ripeto, ad oggi, risulterebbe piena proprietaria la Sig.ra Rossi Maria, come confermato da una apposita visura da me effettuata. Io e mia moglie abbiamo ricevuto da un'agenzia immobiliare l'offerta della Sig.ra Rossi. Abbiamo visionato l'appartamento, che effettivamente ci interessa e ci trova concordi anche sul prezzo richiesto. Stiamo per sottoscrivere la proposta di acquisto; ho chiesto preventivamente di vedere la documentazione inerente l'assegnazione dell'appartamento da parte della Cooperativa, temendo per l'eventuale esistenza di vincoli temporali o di altro genere alla vendita. Dall'esame dei documenti è emerso che sul bene insistevano mutui ipotecari, anche agevolati, ora estinti, legati ad interventi della Regione. Attualmente vi è un residuo di altro mutuo ipotecario ordinario risalente all' ottobre 1998, con un debito residuo di Lit. 140/MLN circa. Inoltre sull'atto di assegnazione vi è cenno all'inalienabilità del bene per venti anni. Dalla convenzione del 1994, allegata all'atto di assegnazione, si fa riferimento invece alla necessità da parte del Comune di deliberare il non esercizio del diritto di prelazione ad esso spettante, oltre che alla necessità di indicare il prezzo massimo di compravendita, per evitare speculazioni su di un cespite che all'origine era per edilizia residenziale. Un notaio, da me interpellato, mi ha fatto riferimento alla Legge Ferrarini-Botta del 1993, rassicurandomi sul fatto che con la delibera positiva del Comune potrò comprare senza problemi di sorta. Dall'agente immobiliare apprendo che nel frattempo è stata inoltrata domanda al Comune, ma con mio grande stupore a firma del Sig. B.D. e non da parte della Sig.ra Rossi Maria, attuale piena proprietaria. Mi chiedo se una delibera in esito alla richiesta del Sig. B.D., che era sì assegnatario, ma non attuale proprietario, sia da considerare efficace o meno. Sempre in convenzione si fa riferimento alla eventuale sussistenza di gravi e comprovati motivi per consentire l'alienazione del cespite. Mi sembrerebbe del tutto plausibile ricondurre all'evento separazione da parte dei Sigg. B. e Rossi piena giustificazione all'esigenza di alienazione.Infine, dovendo richiedere un mutuo ipotecario a mia volta, per finanziare in parte l'acquisto, ritenete che potrei incontrare problemi nel corso dell'istruttoria?
Mi scuso in anticipo per la lunghezza della lettera; del resto senza tutti i particolari il Vostro parere non potrebbe essere sufficientemente calato nel caso di specie.

Risposta ADUC
Non ci e' chiaro un punto: se il Comune ha gia' emesso delibera -da quanto ci pare di capire- in senso generale, a che pro la richiesta specifica del marito della signora? In quale data -antecedente o meno all'assegnazione del bene alla moglie- e con quali finalita'?
Il punto ci sembra determinante per capire, in primo luogo se sia necessaria la richiesta delle parti al Comune, ed in secondo luogo se il marito sia legittimato a formalizzarla.
Dunque: contenuto della delibera del Comune, contenuto della richiesta del marito, data della richiesta del marito: questi i punti base da chiarire.
Inoltre, per quanto attiene alla richiesta di mutuo, non abbiamo esattamente compreso la natura dei vostri timori. La paura e' che -a fronte di un mutuo gia' esistente e sul quale dovreste chiedere il subentro- potreste non ottenere offerte di mutuo? Le possibilita' sono due: la prima e' che il mutuo in questione venga coperto dal pagamento -da parte vostra- all'atto dell'acquisto, rendendo libero da gravami l'immobile ai fini dell'acquisizione del vostro mutuo. La seconda, concordare con la banca il cui mutuo e' ancora gravante sul locale, una specie di rinegoziazione dello stesso, che preveda in parte l'accollo ed in parte l'erogazione della maggior cifra.
Si tratta, comunque, di accordi tra le parti, che dovrete concordare specificamente con la vostra banca.
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