Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 gennaio 2001
Cara ADUC,
ricordate le mie lunghe lettere di segnalazione spediteVi via e-mail qualche giorno fa a proposito di TIN.IT? Ed in particolar modo, quella dal subject "Trucchetti di TIN"?
Bene, la storia continua perche' alla TIN, non appena ricevuta la mia raccomandata A/R di disdetta, hanno pensato bene di fatturare indebitamente a mio carico!
La storia, oltre ad essere gustosa, sta assumendo toni grotteschi: e' veramente comico notare come il gestore ex-monopolista usi tutte le spregevoli bassezze immaginabili (inutile consumarmi i polpastrelli a digitarVele, le conoscete gia') pur di continuare a fatturare a danno dei suoi vecchi clienti "a pagamento". Il bello e' che TIN, nel febbrile tentativo di fatturare ai miei danni (pochi spiccioli, per di piu', nel piu' perfetto stile Telecom), stavolta credo abbia veramente esagerato, forse infrangendo la legge (ma e' una mia ipotesi).
Vado a riassumere "brevemente" i fatti (lo so che e' lungo, ma piu' breve di cosi' proprio non riesco):
1) TIN mi ingiunge, a ragione, di pagare una fattura relativa ad un vecchio abbonamento a pagamento;
2) io pago, pero' mi arrabbio perche' gli abbonamenti internet a pagamento non li usa piu' nessuno, e via internet contatto per la prima volta il sito aduc.it...che mi fa aprire gli occhi sulle strategie commerciali di Telecom;
3) visito i servizi online di TIN.IT e fortunosamente scopro (loro usano ogni accorgimento tecnico per tenermi all'oscuro della cosa) che mi stanno
"CAMBIANDO IL CONTRATTO" online, al fine di continuare a farmi pagare un canone, in maniera molto subdola: TIN mantiene in sostanza attivi tutti i servizi gia' previsti dal vecchio contratto, ma potenziandoli ed aggiungendone di nuovi senza darmene comunicazione (anche qui in perfetto stile Telecom, per farmi cadere nella tagliola del silenzio-assenso: come faccio a valutare un servizio che neanche so di avere?)...e tali nuovi servizi sono previsti da una nuova tipologia di abbonamento (che costa di piu' e contiene piu' clausole onerose della vecchia, naturalmente);
4) telefono al loro numero verde di assistenza, ed una gentile operatrice conferma i miei sospetti: la fornitura di connettivita' internet attualmente "offertami" da TIN e' quella prevista dal contratto "SEMPRE"...esemplificando al massimo "MI HANNO CAMBIATO IL CONTRATTO" in data 15-01-2001 senza chiedermelo; faccio allora notare all'operatrice che non ho alcuna intenzione di sottoscrivere il nuovo contratto, e lei non sa ovviamente cosa rispondermi e come giustificare la condotta di TIN nei miei confronti (peccato che le telefonate abbiano peso legale zero);
5) mando allora disdetta scritta tramite raccomandata A/R a TIN (e' il 18-01-2001, loro la ricevono il 22-01-2001) ; la disdetta e' fuori dal termine canonico di 30 giorni per quanto riguarda il "vecchio" contratto che mi legava a loro, pero' io tento lo stesso nella speranza che l'avventata manovra commerciale di TIN copra il mio errore: hanno discontinuato un "vecchio" contratto (regolarmente sottoscritto a suo tempo) per potermene affibbiare uno "nuovo" (che invece non ho alcuna intenzione di sottoscrivere), ed hanno tentato di farlo online, quindi io ho dieci giorni lavorativi per recedere...tutto questo lo dico chiaramente nella lettera di disdetta, per mezzo della quale diffido TIN dal voler fatturare a mio carico rispetto sia al "nuovo" che al "vecchio" contratto (ben sapendo pero' che, se avranno la furbizia di fatturare rispetto al "vecchio", io dovro' abbozzare e pagare);
6) per tutta risposta loro fatturano a mio carico proprio il giorno 22-01-2001, e mi mandano la fattura con relativo bollettino per direttissima tramite POSTEL: una fretta dannata, dico io, sembra quasi li abbia punti sul vivo, ma incredibilmente FATTURANO RELATIVAMENTE AL NUOVO CONTRATTO, che io non solo non ho sottoscritto, ma ho anche disdetto ben entro i termini e nei modi previsti (la raccomandata A/R di cui sopra) ; ciliegina sulla torta, fatturano a mio carico quando non sono ancora passati i 10 giorni lavorativi canonici, cioe' in totale disaccordo col D.L.185/99...sento uno strano odore di fatturazione indebita;
7) contesto subito la fattura, per iscritto e tramite nuova raccomandata A/R: la contestazione e' questa volta legittima, perche' riguarda il "nuovo" contratto che hanno tentato di affibbiarmi online, ma che io ho gia' disdetto (grazie, ADUC) ; naturalmente nella contestazione faccio notare loro che non ho usato il servizio dopo i dieci giorni canonici e che non intendo farlo in futuro per non incorrere nel "tacito assenso", che devono disabilitare immediatamente il mio account perche' io in caso contrario declino ogni responsabilita' derivante da un suo uso non autorizzato da parte di terzi, che li considero inadempienti riguardo al "vecchio" contratto (da loro discontinuato in favore del "nuovo" senza darmene adeguata comunicazione scritta, come invece era chiaramente richiesto dal contratto stesso) adducendo come prova proprio la loro incredibile fatturazione, e che intendo fermamente recedere da ogni e qualsiasi rapporto contrattuale (vecchio o nuovo che sia) esistente tra me e TIN a causa della sua evidente scorrettezza nei miei confronti.
Ho spedito ad ADUC, per conoscenza e mediante posta prioritaria, le contestazioni fatte a TIN tramite raccomandata A/R, e mi piacerebbe conoscere il Vostro parere a riguardo: potete usare i mezzi che preferite (e-mail, posta convenzionale, rubrica online "Cara ADUC", mio cellulare, insomma quello che volete).
Non Vi mando le contestazioni fatte a TIN via e-mail, perche' il file e' davvero lungo (piu' di 2Mb di archivio ZIP, tra digitalizzazioni PDF e documenti WORD, sto tirando su un incartamento in piena regola nei confronti di TIN), tuttavia e' vitale che Vi mandi l'oggetto del contendere (sempre archiviato con WINZIP) : i due famigerati contratti! Io ho a suo tempo sottoscritto il "TIN E LODE", ma TIN vorrebbe adesso rifilarmi al suo posto il "SEMPRE": provate a leggerli, a me sembra differiscano tra loro in quanto a clausole onerose, e non di poco...e' comprensibile che a questo punto io voglia recedere da entrambi, ma TIN fa orecchio da mercante, almeno per il momento.
Ah, quasi dimenticavo il loro ennesimo trucchetto: il "SEMPRE" vorrebbero farmelo pagare leggermente meno del "TIN E LODE" (questa argomentazione loro la useranno sicuramente in sede legale) ; resta pero' il fatto che il "SEMPRE" e' piu' vincolante (ha piu' clausole onerose) del "TIN E LODE"...e questa argomentazione io la usero' sicuramente in sede legale: il lato economico non puo' e non deve essere l'unico fattore discriminante di un contratto.
E continuate cosi'!
ricordate le mie lunghe lettere di segnalazione spediteVi via e-mail qualche giorno fa a proposito di TIN.IT? Ed in particolar modo, quella dal subject "Trucchetti di TIN"?
Bene, la storia continua perche' alla TIN, non appena ricevuta la mia raccomandata A/R di disdetta, hanno pensato bene di fatturare indebitamente a mio carico!
La storia, oltre ad essere gustosa, sta assumendo toni grotteschi: e' veramente comico notare come il gestore ex-monopolista usi tutte le spregevoli bassezze immaginabili (inutile consumarmi i polpastrelli a digitarVele, le conoscete gia') pur di continuare a fatturare a danno dei suoi vecchi clienti "a pagamento". Il bello e' che TIN, nel febbrile tentativo di fatturare ai miei danni (pochi spiccioli, per di piu', nel piu' perfetto stile Telecom), stavolta credo abbia veramente esagerato, forse infrangendo la legge (ma e' una mia ipotesi).
Vado a riassumere "brevemente" i fatti (lo so che e' lungo, ma piu' breve di cosi' proprio non riesco):
1) TIN mi ingiunge, a ragione, di pagare una fattura relativa ad un vecchio abbonamento a pagamento;
2) io pago, pero' mi arrabbio perche' gli abbonamenti internet a pagamento non li usa piu' nessuno, e via internet contatto per la prima volta il sito aduc.it...che mi fa aprire gli occhi sulle strategie commerciali di Telecom;
3) visito i servizi online di TIN.IT e fortunosamente scopro (loro usano ogni accorgimento tecnico per tenermi all'oscuro della cosa) che mi stanno
"CAMBIANDO IL CONTRATTO" online, al fine di continuare a farmi pagare un canone, in maniera molto subdola: TIN mantiene in sostanza attivi tutti i servizi gia' previsti dal vecchio contratto, ma potenziandoli ed aggiungendone di nuovi senza darmene comunicazione (anche qui in perfetto stile Telecom, per farmi cadere nella tagliola del silenzio-assenso: come faccio a valutare un servizio che neanche so di avere?)...e tali nuovi servizi sono previsti da una nuova tipologia di abbonamento (che costa di piu' e contiene piu' clausole onerose della vecchia, naturalmente);
4) telefono al loro numero verde di assistenza, ed una gentile operatrice conferma i miei sospetti: la fornitura di connettivita' internet attualmente "offertami" da TIN e' quella prevista dal contratto "SEMPRE"...esemplificando al massimo "MI HANNO CAMBIATO IL CONTRATTO" in data 15-01-2001 senza chiedermelo; faccio allora notare all'operatrice che non ho alcuna intenzione di sottoscrivere il nuovo contratto, e lei non sa ovviamente cosa rispondermi e come giustificare la condotta di TIN nei miei confronti (peccato che le telefonate abbiano peso legale zero);
5) mando allora disdetta scritta tramite raccomandata A/R a TIN (e' il 18-01-2001, loro la ricevono il 22-01-2001) ; la disdetta e' fuori dal termine canonico di 30 giorni per quanto riguarda il "vecchio" contratto che mi legava a loro, pero' io tento lo stesso nella speranza che l'avventata manovra commerciale di TIN copra il mio errore: hanno discontinuato un "vecchio" contratto (regolarmente sottoscritto a suo tempo) per potermene affibbiare uno "nuovo" (che invece non ho alcuna intenzione di sottoscrivere), ed hanno tentato di farlo online, quindi io ho dieci giorni lavorativi per recedere...tutto questo lo dico chiaramente nella lettera di disdetta, per mezzo della quale diffido TIN dal voler fatturare a mio carico rispetto sia al "nuovo" che al "vecchio" contratto (ben sapendo pero' che, se avranno la furbizia di fatturare rispetto al "vecchio", io dovro' abbozzare e pagare);
6) per tutta risposta loro fatturano a mio carico proprio il giorno 22-01-2001, e mi mandano la fattura con relativo bollettino per direttissima tramite POSTEL: una fretta dannata, dico io, sembra quasi li abbia punti sul vivo, ma incredibilmente FATTURANO RELATIVAMENTE AL NUOVO CONTRATTO, che io non solo non ho sottoscritto, ma ho anche disdetto ben entro i termini e nei modi previsti (la raccomandata A/R di cui sopra) ; ciliegina sulla torta, fatturano a mio carico quando non sono ancora passati i 10 giorni lavorativi canonici, cioe' in totale disaccordo col D.L.185/99...sento uno strano odore di fatturazione indebita;
7) contesto subito la fattura, per iscritto e tramite nuova raccomandata A/R: la contestazione e' questa volta legittima, perche' riguarda il "nuovo" contratto che hanno tentato di affibbiarmi online, ma che io ho gia' disdetto (grazie, ADUC) ; naturalmente nella contestazione faccio notare loro che non ho usato il servizio dopo i dieci giorni canonici e che non intendo farlo in futuro per non incorrere nel "tacito assenso", che devono disabilitare immediatamente il mio account perche' io in caso contrario declino ogni responsabilita' derivante da un suo uso non autorizzato da parte di terzi, che li considero inadempienti riguardo al "vecchio" contratto (da loro discontinuato in favore del "nuovo" senza darmene adeguata comunicazione scritta, come invece era chiaramente richiesto dal contratto stesso) adducendo come prova proprio la loro incredibile fatturazione, e che intendo fermamente recedere da ogni e qualsiasi rapporto contrattuale (vecchio o nuovo che sia) esistente tra me e TIN a causa della sua evidente scorrettezza nei miei confronti.
Ho spedito ad ADUC, per conoscenza e mediante posta prioritaria, le contestazioni fatte a TIN tramite raccomandata A/R, e mi piacerebbe conoscere il Vostro parere a riguardo: potete usare i mezzi che preferite (e-mail, posta convenzionale, rubrica online "Cara ADUC", mio cellulare, insomma quello che volete).
Non Vi mando le contestazioni fatte a TIN via e-mail, perche' il file e' davvero lungo (piu' di 2Mb di archivio ZIP, tra digitalizzazioni PDF e documenti WORD, sto tirando su un incartamento in piena regola nei confronti di TIN), tuttavia e' vitale che Vi mandi l'oggetto del contendere (sempre archiviato con WINZIP) : i due famigerati contratti! Io ho a suo tempo sottoscritto il "TIN E LODE", ma TIN vorrebbe adesso rifilarmi al suo posto il "SEMPRE": provate a leggerli, a me sembra differiscano tra loro in quanto a clausole onerose, e non di poco...e' comprensibile che a questo punto io voglia recedere da entrambi, ma TIN fa orecchio da mercante, almeno per il momento.
Ah, quasi dimenticavo il loro ennesimo trucchetto: il "SEMPRE" vorrebbero farmelo pagare leggermente meno del "TIN E LODE" (questa argomentazione loro la useranno sicuramente in sede legale) ; resta pero' il fatto che il "SEMPRE" e' piu' vincolante (ha piu' clausole onerose) del "TIN E LODE"...e questa argomentazione io la usero' sicuramente in sede legale: il lato economico non puo' e non deve essere l'unico fattore discriminante di un contratto.
E continuate cosi'!
Risposta ADUC
La nostra valutazione e' ad ogni modo diversa: se la tipologia contrattuale di riferimento cessa, risulta legittimo modificare il contratto stesso (purche' aggiungendo servizi invece di toglierli).
Cio' che invece non sarebbe legittimo e' un aumento di prezzo non conforme alle modalita' contrattuali precedenti.
Questa e' la nostra opinione. Il che vuole anche dire che se ci sono delle clausole onerose peggiorative, ha diritto di contestare e la certezza di vincere. In caso contrario, non sarebbe cosi': tuttavia, rivolgendosi ad un giudice di pace, visto il tipo di contratto ed il fatto che lei sia un consumatore contro Tin, e' probabile che il giudice riconosca un'applicazione piu' estensiva delle possibilita' di contestazione, perche' la situazione e' disparitaria e si basa sul concetto di dover "subire".
Legalmente, tuttavia, il comportamento adottato da Tin non e' sbagliato.
Cio' che invece non sarebbe legittimo e' un aumento di prezzo non conforme alle modalita' contrattuali precedenti.
Questa e' la nostra opinione. Il che vuole anche dire che se ci sono delle clausole onerose peggiorative, ha diritto di contestare e la certezza di vincere. In caso contrario, non sarebbe cosi': tuttavia, rivolgendosi ad un giudice di pace, visto il tipo di contratto ed il fatto che lei sia un consumatore contro Tin, e' probabile che il giudice riconosca un'applicazione piu' estensiva delle possibilita' di contestazione, perche' la situazione e' disparitaria e si basa sul concetto di dover "subire".
Legalmente, tuttavia, il comportamento adottato da Tin non e' sbagliato.
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