Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

30 gennaio 2001
Domanda 30 gennaio 2001
Il proprietario mi vuole aumentare il canone di locazione di a seguito della sostituzione della caldaia. premetto che la precedente caldaia era vecchia di 20 anni. Si appella al fatto che sul contratto c'e' scritto che l'aumento e’ previsto per qualsiasi opera necessaria a mantenere l'uso dello stesso appartamento o comunque per opere di rilevante entita'. Io sostengo che sostituire la caldaia dopo 20 anni non e’ un'opera di rilevante entita', sopratttutto per una casa del valore di 300 milioni e piu’. In base al suo principio per lui potrebbe essere rilevante anche una spesa di 100000 lire e chidermi l'aumento. Inoltre si e’ arrabbiato smodatamente come se dovessi pagare e basta. Non ho forse diritto a difendere la mie ragioni?
Chi ha ragione?
E quando un'opera diventa di rilevante entita’?

Risposta ADUC
Il conduttore (cioe' lei) deve sostenere le spese di ordinaria manutenzione dell'immobile (per esempio cambiare le lampadine), mentre il proprietario deve sostenere le spese di manutenzione straordinaria (caldaia) necessarie per consentire il godimento inalterato dell'immobile.
Di queste spese il proprietario non puo' rivalersi nei suoi confronti ne' chiedendole il rimborso ne' aumentandole il canone di affitto.
Tale comportamento e' possibile solo quando le spese sostenute corrispondano a delle migliorie, le quali arricchiscono il godimento del bene (per esempio l'installazione di una caldaia se prima non c'era il riscaldamento).
Per cui non ha alcun dovere di pagare, anche se raccomanderemmo di far prima visionare il contratto ad un esperto, che valuti attentamente la disposizione delle clausole.
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