Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 gennaio 2001
Buongiorno. Ho un problema di questo tipo. Sono proprietario di una casa che ha un cortile di piccole dimensioni (4m di larghezza per 7 m di lunghezza) in comune con la casa adiacente, composta da uno studio medico e da un piccolo appartamento, entrambi di proprieta' di un medico. Tale medico affitta l'appartamento a terzi, stipulando tra l'altro solo contratti uso foresteria con gli inquilini per evadere le tasse. In questo momento l'appartamento e' affittato ad un extracomunitario in regola, che pero' ospita altri due extracomunitari che non hanno la residenza nell'appartamento. Tutti e tre possiedono un motoretta, che parcheggiano regolarmente all'interno del cortile. In piu' ci sono due biciclette. Noi abbiamo solo dei vasi da fiore nella parte di nostra competenza, adiacente al muro di casa, ma non abbiamo mai parcheggiato nulla all'interno del cortile. L'ingresso del cortile e' comune e consta di un passaggio pedonale, che si trasforma in carrale aprendo entrambi i lati del cancello. Gli inquilini entrano con le loro motociclette e biciclette attraverso il passaggio pedonale. Di fronte alla nostra richiesta di lasciar fuori perlomeno le motociclette, il medico ci ha risposto che i suoi inquilini parcheggiano dalla sua parte, percio' sono autorizzati da lui.
I miei quesiti sono i seguenti:
1) possono impedire legalmente a chiunque di parcheggiare nel cortile (che non ha, sulla planimetria della casa, alcuna destinazione d'uso fissata), dato che e' un cortile e l'entrata in comune e' anche mia?
2) posso richiedere un accertamento della posizione contrattuale degli inquilini ai Vigili, senza violare la legge sulla privacy?
3) posso obbligare legalmente il medico ha sottoscrivere una sorta di regolamento condominiale che sancisca una volta per tutte come ci si deve comportare nell'utilizzo del cortile?
4) di fronte ad un suo eventuale rifiuto, posso trascinarlo in tribunale?
I miei quesiti sono i seguenti:
1) possono impedire legalmente a chiunque di parcheggiare nel cortile (che non ha, sulla planimetria della casa, alcuna destinazione d'uso fissata), dato che e' un cortile e l'entrata in comune e' anche mia?
2) posso richiedere un accertamento della posizione contrattuale degli inquilini ai Vigili, senza violare la legge sulla privacy?
3) posso obbligare legalmente il medico ha sottoscrivere una sorta di regolamento condominiale che sancisca una volta per tutte come ci si deve comportare nell'utilizzo del cortile?
4) di fronte ad un suo eventuale rifiuto, posso trascinarlo in tribunale?
Risposta ADUC
Forse, il modo migliore, e' proprio far risolvere la questione ad un giudice. Infatti, bisogna in primo luogo chiarire se questo cortile e' proprieta' indivisa o se e' formalmente diviso in due. Se fosse suddiviso in due, sicuramente non avrebbe diritto di contestare alcunche'.
Se invece fosse proprieta' indivisa, poiche' chiunque ha diritto di utilizzare come meglio crede la proprieta' comune, senza pero' impedirla agli altri, occorrerebbe valutare se nel caso specifico il comportamento degli affittuari del medico possa in qualche modo essere lesivo della sua liberta'. A nostro avviso, valutando un po' il caso, ci sembrerebbe di no, tuttavia e' bene che sia un giudice a farlo, in modo da mettere un punto definitivo alla questione (delle foto potranno essere utili).
Per quanto concerne un regolamento, non puo' obbligare il medico a sottoscriverlo: inoltre, essendo in due ed in contrasto, non vi troverete mai d'accordo. Per quanto concerne la segnalazione ai vigili, la privacy (parola abusatissima) non c'entra nulla: se vuole segnalare il problema chiedendo un accertamento, puo' farlo. Cio' che casomai rischia, se dovesse dimostrarsi non veritiero cio' che lei afferma, e' una querela da parte del medico, per averlo accusato falsamente.
Se invece fosse proprieta' indivisa, poiche' chiunque ha diritto di utilizzare come meglio crede la proprieta' comune, senza pero' impedirla agli altri, occorrerebbe valutare se nel caso specifico il comportamento degli affittuari del medico possa in qualche modo essere lesivo della sua liberta'. A nostro avviso, valutando un po' il caso, ci sembrerebbe di no, tuttavia e' bene che sia un giudice a farlo, in modo da mettere un punto definitivo alla questione (delle foto potranno essere utili).
Per quanto concerne un regolamento, non puo' obbligare il medico a sottoscriverlo: inoltre, essendo in due ed in contrasto, non vi troverete mai d'accordo. Per quanto concerne la segnalazione ai vigili, la privacy (parola abusatissima) non c'entra nulla: se vuole segnalare il problema chiedendo un accertamento, puo' farlo. Cio' che casomai rischia, se dovesse dimostrarsi non veritiero cio' che lei afferma, e' una querela da parte del medico, per averlo accusato falsamente.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti