Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 ottobre 2006
Abito in un appartamento di circa 90 mq sito in un condominio composto da 8 alloggi e 2 negozi riscaldato con caldaia centralizzata. Il prezzo che ogni anno paghiamo per il riscaldamento è sempre più esorbitante con aumenti di circa 20% annui, quest'anno mi è stata richiesta la bellezza di euro 2.283! La giustificazione che ci viene data è che la caldaia è troppo potente rispetto al fabbisogno dello stabile ed il consumo eccessivo. Io non riesco a capire se sia effettivamente una giustificazione sensata oppure se sia una scusa per nascondere una cattiva amministrazione o ancor peggio una frode. Peraltro l'amministratore non ci ha fornito alcun giustificativo di spesa per la scorsa stagione ed inoltre la regolazione della temperatura non è impostata correttamente tanto da costringerci alcune volte ad aprire le finestre per il troppo caldo. La soluzione che potrebbe probabilmente portare al risparmio è l'installazione di una caldaia autonoma, ma il proprietario dell'appartamento non è d'accordo. C'è un modo in cui un condomino in affitto riesca a tutelarsi da questo sopruso finanziario? A che cosa vado incontro se mi rifiuto di pagare?
Laura, da Torino
Laura, da Torino
Risposta ADUC
Non pagare non e' spesso la soluzione migliore, se protratto nel tempo porterebbe allo sfratto. Si accordi con il proprietario nell'esigere (o faccia lei stessa) i giustificativi di spesa dall'amministrazione, con raccomandata ar di messa in mora: clicca qui avvertendo che in difetto adira' le vie legali per responsabilita' e mala gestione.
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