Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 ottobre 2006
Domanda 14 ottobre 2006
Nella scorsa primavera mi sono rivolta ad uno specialista in ortodonzia e disfunzioni cranio-mandibolari, per cercare di risolvere un problema di malocclusione che mi provoca forti emicranie e malesseri abbastanza frequenti. La terapia che mi è stata suggerita consiste nell'uso notturno di una placca di decondizionamento neuro muscolare, che mi è stata consegnata prima del periodo estivo. Tuttavia, l'effetto di sollievo dal dolore, che mi era stato prospettato nell'ambito del piano di trattamento terapeutico, non si è verificato, anzi, al contrario, gli attacchi nevralgici si sono fatti più frequenti e molto più dolorosi e invalidanti. Lo specialista ha ripetutamente provveduto a nuove tarature dell'apparecchio, ma senza esiti finora favorevoli. Considerando che la placca è stata da me pagata solo per una parte dell'intero costo, posso a questo punto, qualora le future (ri)tarature non dovessero apportarmi benefici, rifiutarmi di pagare la rimanenza dovuta? Come posso tutelarmi anche rispetto ai costi delle visite periodiche di controllo, che inizialmente avrebbero dovuto avere una frequenza mensile, ma che, dato il caso, sono divenute settimanali, viste le emergenze occorse? Grazie.
Daniela, da Roma

Risposta ADUC
La soluzione non e' mai non pagare (o comunque limitarsi a non pagare), ma contestare nei modi dovuti l'inutilita', in questo caso, della terapia o, al limite, l'inadempimento della controparte rispetto ad un impegno contrattuale. Non e' una questione facile da affrontare a distanza, visto che molto dipende da cosa e' stato firmato (in genere l'applicazione di tali apparecchi e' frutto di accordi specifici, che a volte liberano il professionista da insuccessi legati a casi particolari). Non potra' muoversi senza, prima di tutto, un parere medico (potrebbe poi essere necessaria anche una perizia) nonche' di un avvocato che la guidi rispetto alla fattibilita' di un'eventuale causa.
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