Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 gennaio 2001
Domanda 27 gennaio 2001
Buongiorno, sono stato recentemente fermato da una pattuglia della Polizia Municipale di Milano la quale mi ha contestato il superamento del limite di velocita’ (rilevata 100, effettiva 95 - con conseguente ritiro della patente), in un tratto di strada (V.le F. Testi) posto poche centinaia di metri dopo il cartello bianco che indica l'inzio del Comune di Milano. Circa un chilometro prima del tratto in questione vi e’ un cartello che pone il limite a 70 Km orari. Poche decine di metri prima del cartello "MILANO" vi e’ un cartello (barra nera obliqua su fondo bianco) che indica fine dei limiti precedentemente segnalati. Ne’ in prossimita’, ne’ successivamente al cartello "MILANO" vi e’ alcun segnale che indica il limite a 50 Km orari.
Secondo Voi posso fare ricorso per ottenere l'annullamento perlomeno della sospensione? Anche il ricorso al giudice di pace prevede il raddoppio automatico della sanzione se viene respinto? Questo non e’ un ricatto un po' antipatico?

Risposta ADUC
Il fatto che sia indicato l'inizio del tratto urbano -col cartello bianco Milano- di fatto determina il limite di velocita' previsto (salvo diversa indicazione) per le strade urbane. Il ricorso non e' quindi proponibile.
Inoltre, la sospensione e' una sanzione accessoria: ne consegue che sarebbe possibile ottenerne l'annullamento solo dimostrando l'inconsistenza della sanzione principale stessa.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →