Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 gennaio 2001
Subject: Cosa distingue un fumatore di spinelli da un affumicatore? A 38 anni so abbastanza bene che un mondo perfetto e' impossibile. Sono invece assolutamente certo che un grande miglioramento si avra' quando il "senso della misura" verra' applicato ad alcune azioni, e quando si usera' lo stesso "metro" per valutare i comportamenti.
--- Far male a se' stesso e' peggio che far male agli altri? ---
Un ministro dice che meta' studenti e docenti ha fumato spinelli: qualcuno finge di scandalizzarsi, montando polemiche artificiali come certi coloranti. Fumarsi uno spinello per proprio conto negli ambienti più bigotti e' considerato vergognoso. Fare delle cose in privato, esclusivamente a se' stesso, viene colorato di valenze negative, ma artificiali e del tutto sganciate dalla realta'. Puritanesimo, più forte di quello della Vienna di Freud. Solo 90 anni fa chi si masturbava veniva inviato dal medico, poi soltanto dal prete. Resta in alcuni ambienti il concetto che per l'autoerotismo - cioe' per un'azione che in ogni caso riguarda solo se stesso - ci si debba vergognare. Oggi tocca agli spinelli: ancora non ci si puo' fare una canna alla luce del giorno: di farsi le canne lo si ammette tra le righe, lasciandolo capire, come accade per l'autoerotismo o il sesso tra consenzienti. Con questa logica il suicidio dovrebbe essere un reato, e più grave dell'omicidio. In realta' questa e' una logica bizzarra, dannosa, immorale.
--- Un metro, due misure ----
E' interessante e utile notare che gli stessi "metri" di giudizio (dannosita' propria e altrui, valutazioni etico - morali) *non* vengono applicati per chi affumica gli altri fumando sigarette nei luoghi chiusi. Adulti, bambini e persino feti possono subire i fastidi e i danni del fumo passivo senza sollevare questioni morali, etiche, nemmeno mediche. Farsi una canna e' vergognoso, affumicare il prossimo no. I bigotti ritengono che un padre si debba vergognare di fumare hascish, mentre non notano la consorte che fuma in macchina danneggiando i propri figli; vogliamo valutare l'amore materno di una gestante che affumica il proprio figlio direttamente nell'utero?
Queste valutazioni sono necessarie ma non sufficienti; bisogna andare oltre e considerare i fumatori dei consumatori e delle persone.
Resta comunque senza risposta la mia domanda.
--- Far male a se' stesso e' peggio che far male agli altri? ---
Un ministro dice che meta' studenti e docenti ha fumato spinelli: qualcuno finge di scandalizzarsi, montando polemiche artificiali come certi coloranti. Fumarsi uno spinello per proprio conto negli ambienti più bigotti e' considerato vergognoso. Fare delle cose in privato, esclusivamente a se' stesso, viene colorato di valenze negative, ma artificiali e del tutto sganciate dalla realta'. Puritanesimo, più forte di quello della Vienna di Freud. Solo 90 anni fa chi si masturbava veniva inviato dal medico, poi soltanto dal prete. Resta in alcuni ambienti il concetto che per l'autoerotismo - cioe' per un'azione che in ogni caso riguarda solo se stesso - ci si debba vergognare. Oggi tocca agli spinelli: ancora non ci si puo' fare una canna alla luce del giorno: di farsi le canne lo si ammette tra le righe, lasciandolo capire, come accade per l'autoerotismo o il sesso tra consenzienti. Con questa logica il suicidio dovrebbe essere un reato, e più grave dell'omicidio. In realta' questa e' una logica bizzarra, dannosa, immorale.
--- Un metro, due misure ----
E' interessante e utile notare che gli stessi "metri" di giudizio (dannosita' propria e altrui, valutazioni etico - morali) *non* vengono applicati per chi affumica gli altri fumando sigarette nei luoghi chiusi. Adulti, bambini e persino feti possono subire i fastidi e i danni del fumo passivo senza sollevare questioni morali, etiche, nemmeno mediche. Farsi una canna e' vergognoso, affumicare il prossimo no. I bigotti ritengono che un padre si debba vergognare di fumare hascish, mentre non notano la consorte che fuma in macchina danneggiando i propri figli; vogliamo valutare l'amore materno di una gestante che affumica il proprio figlio direttamente nell'utero?
Queste valutazioni sono necessarie ma non sufficienti; bisogna andare oltre e considerare i fumatori dei consumatori e delle persone.
Resta comunque senza risposta la mia domanda.
Risposta ADUC
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