Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 gennaio 2001
Sono abbonato di Telepiù. In data 10 Gennaio u.s. ricevo da D+ Atena Servizi SpA una nota di credito determinatasi per la migrazione dal vecchio contratto Irdeto al nuovo Seca (vergognosamente d'obbligo per gli utenti con estensione dell'abbonamento a +Calcio entro 30 settembre u.s.). In questa comunicazione si riepiologa la mia situazione amministrativa per la quale risulto creditore di un importo di L. 380.000 (per l'abbonamento Superpremium - Disney - Cinema - ed infine per la locazione IRD) e per l'importo di L. 299.000 (per l'abbonamento +Calcio).
Quasi contemporaneamente ricevo quattro bollettini di c/c postale per un totale di L. 395.600 (due di L. 49.800 per +Calcio e due di L. 148.000) rispettivamente per il periodo 23/09 - 30/11 e 01/12 - 31/01. Dopo alcune costosissime telefonate mi vengono date le seguenti giustificazioni: 1- trattandosi di un nuovo contratto (e non si capisce perche') devono essere riaccreditate le somme precedentemente versate dall'abbonato 2- tali somme mi saranno rese in coda al contratto (a partire dalla rata di Aprile 2001) 3- per la prima segretaria del Call Center (tale Sig.na **** - Squadra Omega) il mio credito ammonta a L. 437.000 e il pagamento dell'abbonamento a +Calcio risulta erroneamente in corso con forma di pagamento frazionata secondo ilo loro centro eleborazione dati. 4- con il secondo interlocutore la somma scende a L. 437.000 5- con la terza segretaria (tale Sig.na Mariangela che si rifiuta di dare il proprio cognome per disposizioni interne) il credito scende ancora a L. 405.000.
Nonostante il semi-anonimato *** conferma tutta una serie di disfunzioni interne ed ammette una sostanziale ed ingiustificata prevaricazione della Societa' Atena Servizi SpA che impone il versamento immediato ed anticipato nonostante gli abbonati presentino situazioni creditizie. 6- Dopo insistenze ed interminabili attese si rifiuta di passarmi un responsabile ma promette una risposta direttamente dall'Ufficio Amministazione per la sera di Giovedi' 25 Gennaio alle ore 20. 7- Il giorno 25 Gennaio alle ore 20.30 non ricevendo alcuna telefonata provvedo nuovamente a riprendere contatto, a mie spese, con il Call Center.
Una gentile signorina (che si rifiuta anch'essa, per disposizioni interne, di comunicare il proprio cognome) tenta invano di mettermi in contatto con gli Uffici amministrativi, e dopo un'attesa di oltre 10 minuti in tariffa extraurbana ad ascoltare jazz, valutata attentamente la situazione si rifiutano di prendere la comunicazione con il sottoscritto promettendo per il giorno dopo una risposta. Ma improvvisamente il mio credito risale a L. 555.000. Credo ci sia materiale sufficiente perche' l'autorita' Garante e un'Associazione di consumatori intervengano pesantamente e con celerita' sia per interrompere questo sopruso a danno dei consumatori sia perche' si impongano regole alle Aziende che utilizzano i Call Center in modo che rispettino trasparenza e corretteza nei rapporti con la parte contrattualmente più debole. L'esperienza, che non auguro, dimostra come l'utente sia spesso costretto a subire il sopruso pur di evitare costi elevatissimi di telefono e le perdite di tempo incalcolabili, oltre alla sgradevoilissima sensazione di impotenza dinanzi ai muri di gomma che Telepiù innalza attraverso il proprio disservizio.
Vi sono grato sin d'ora per l'attenzione che vorrete prestare a questo che desidero non venga ritenuto un caso isolato e personale ma un comune problema per migliaia di abbonati che possono non aver il tempo e la volonta' di affronare situazioni simili.
P.S. per meglio rendere impossibile qualsiasi ulteriore forma di comunicazione che non sia il Call Center sono riusciti, unici nel panorama web, a non preveder nel proprio sito internet un indirizzo di posta elettronica per reclami o problemi amministrativi.
Quasi contemporaneamente ricevo quattro bollettini di c/c postale per un totale di L. 395.600 (due di L. 49.800 per +Calcio e due di L. 148.000) rispettivamente per il periodo 23/09 - 30/11 e 01/12 - 31/01. Dopo alcune costosissime telefonate mi vengono date le seguenti giustificazioni: 1- trattandosi di un nuovo contratto (e non si capisce perche') devono essere riaccreditate le somme precedentemente versate dall'abbonato 2- tali somme mi saranno rese in coda al contratto (a partire dalla rata di Aprile 2001) 3- per la prima segretaria del Call Center (tale Sig.na **** - Squadra Omega) il mio credito ammonta a L. 437.000 e il pagamento dell'abbonamento a +Calcio risulta erroneamente in corso con forma di pagamento frazionata secondo ilo loro centro eleborazione dati. 4- con il secondo interlocutore la somma scende a L. 437.000 5- con la terza segretaria (tale Sig.na Mariangela che si rifiuta di dare il proprio cognome per disposizioni interne) il credito scende ancora a L. 405.000.
Nonostante il semi-anonimato *** conferma tutta una serie di disfunzioni interne ed ammette una sostanziale ed ingiustificata prevaricazione della Societa' Atena Servizi SpA che impone il versamento immediato ed anticipato nonostante gli abbonati presentino situazioni creditizie. 6- Dopo insistenze ed interminabili attese si rifiuta di passarmi un responsabile ma promette una risposta direttamente dall'Ufficio Amministazione per la sera di Giovedi' 25 Gennaio alle ore 20. 7- Il giorno 25 Gennaio alle ore 20.30 non ricevendo alcuna telefonata provvedo nuovamente a riprendere contatto, a mie spese, con il Call Center.
Una gentile signorina (che si rifiuta anch'essa, per disposizioni interne, di comunicare il proprio cognome) tenta invano di mettermi in contatto con gli Uffici amministrativi, e dopo un'attesa di oltre 10 minuti in tariffa extraurbana ad ascoltare jazz, valutata attentamente la situazione si rifiutano di prendere la comunicazione con il sottoscritto promettendo per il giorno dopo una risposta. Ma improvvisamente il mio credito risale a L. 555.000. Credo ci sia materiale sufficiente perche' l'autorita' Garante e un'Associazione di consumatori intervengano pesantamente e con celerita' sia per interrompere questo sopruso a danno dei consumatori sia perche' si impongano regole alle Aziende che utilizzano i Call Center in modo che rispettino trasparenza e corretteza nei rapporti con la parte contrattualmente più debole. L'esperienza, che non auguro, dimostra come l'utente sia spesso costretto a subire il sopruso pur di evitare costi elevatissimi di telefono e le perdite di tempo incalcolabili, oltre alla sgradevoilissima sensazione di impotenza dinanzi ai muri di gomma che Telepiù innalza attraverso il proprio disservizio.
Vi sono grato sin d'ora per l'attenzione che vorrete prestare a questo che desidero non venga ritenuto un caso isolato e personale ma un comune problema per migliaia di abbonati che possono non aver il tempo e la volonta' di affronare situazioni simili.
P.S. per meglio rendere impossibile qualsiasi ulteriore forma di comunicazione che non sia il Call Center sono riusciti, unici nel panorama web, a non preveder nel proprio sito internet un indirizzo di posta elettronica per reclami o problemi amministrativi.
Risposta ADUC
Non siamo in grado di valutare appieno la situazione, non conoscendo le ragioni del credito e le disposizioni contrattuali sulla possibilita' di compensazione ovvero di inoltro di richiesta di rimborso. Tuttavia, riteniamo inutile tentare di risolvere la questione per telefono (il servizio serve solo per le informazioni, non per effettuare contestazioni serie e richieste di rimborso). Invii una raccomandata A/R in cui -dopo aver letto il contratto- chiedera' la compensazione del debito con il suo credito e/o chiedendo di provvedere al rimborso di quanto a lei spettante entro un termine specifico di giorni, passato il quale gli fara' causa per danni, considerandoli inadempienti. Non sappiamo se il suo sia un caso isolato: puo' darsi che ci siano effettive difficolta' per l'azienda di far fronte alle richieste, ma cio' che conta e' che lei chieda il rimborso di quanto le spetta, secondo le dovute modalita'. Se la richiesta rimanesse inevasa, dovra' rivolgersi al giudice di pace. Tenga presente -non solo in questo caso, ma sempre- che le contestazioni e le richieste si fanno solo tramite raccomandata A/R, dettando un termine di giorni entro cui provvedere, passato il quale fara' causa.
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